Advertisement

27 Marzo 2020

Dyson ora fa i ventilatori per combattere il coronavirus

Carlotta Balena

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Il mondo non era preparato all’emergenza di una pandemia come quella del coronavirus e tutti i paesi colpiti stanno sperimentando la carenza non solo di mascherine e camici ma anche di macchinari più complessi, come i ventilatori che permettono ai pazienti in terapia intensiva di respirare. Così ci stanno pensando i privati a riconvertire le proprie catene di produzione per fornire gli ospedali dei macchinari necessari. 

Il primo è stato Elon Musk che, su Twitter, ha affermato l’intenzione di convertire la produzione dei centri Tesla per costruire ventilatori. Qualche giorno fa il ceo di Tesla e SpaceX ha confermato che la gigafactory situata in New York verrà presto riaperta e riconvertita, ma intanto il miliardario si è fatto comunque spedire 1.200 ventilatori direttamente dalla Cina e li ha donati alle strutture ospedaliere di Los Angeles.  

Nel Regno Unito, invece, è l’azienda regina degli aspirapolvere Dyson che ha annunciato di voler riconvertire la produzione. Dyson, che ha reso digitali i comuni elettrodomestici di casa, come i purificatori d’aria e le piastre per capelli, negli ultimi 10 giorni ha disegnato e costruito un nuovo tipo di ventilatore ad uso medico, in coordinamento con il programma The Technology Partnership (TTP). 

Si chiama CoVent ed è una stazione letto con un ventilatore portatile che può funzionare anche a batteria nel caso fosse sistemato in un ospedale da campo. La marcia in più rispetto alle altre aziende che vogliono riconvertire la produzione (come Tesla, ma anche come altre società automobilistiche americane che hanno espresso disponibilità a costruire ventilatori, ad esempio GM e Ford) è che Dyson ha un design e una tecnologia proprietaria. La tecnologia medica usata per costruire i ventilatori, infatti, è sotto brevetto, e secondo molti ci vorrà del tempo prima che le aziende automobilistiche possano effettivamente produrli. I ventilatori Dyson, invece, sono pensati e costruiti all’interno dell’azienda.  

Dyson, in accordo col governo inglese e con la supervisione dell’autorità nazionale sanitaria del Regno Unito (National Health Service and the Medicines and Healthcare products Regulatory Agency- MHRA) si è presa l’impegno di produrre 10 mila ventilatori per il Paese, ma non solo: ne produrrà altri 5 mila da donare all’estero. 

Secondo quanto riportato dalla CNN, James Dyson in persona avrebbe spedito una email ai suoi dipendenti facendo il punto della situazione drammatica nel Regno Unito e dicendo di aver ricevuto una telefonata da Boris Johnson giorni addietro. Il nuovo CoVent, dice Dyson, “dovrà essere prodotto velocemente, efficacemente e in larga scala. È pensato per affrontare specifici bisogni clinici dei pazienti Covid-19 e si può adattare a vari scenari ospedalieri. Il motore digitale Dyson – per cui la società è nota, ndr – è al cuore del nuovo dispositivo medico. Dal momento che i ventilatori sono un prodotto regolato, Dyson e la TTP stanno lavorando con la MHRA e il governo per assicurare che il processo di produzione sia approvato”. 

A portata di click

Acquista Fortune in formato digitale per leggere i nostri contenuti su qualsiasi dispositivo.

In ufficio o a casa tua

Abbonati per ricevere dove preferisci ogni nuova uscita della versione cartacea di Fortune.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere la migliore selezione degli articoli di Fortune.