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Il rischio calcolato di Conte, l’Italia riapre

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L’Italia riapre. Questa volta senza restrizioni alla libertà di movimento personale, almeno all’interno delle propria regione. Riaprono i negozi, i bar, i ristoranti. Torna possibile la vita sociale. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parla di “rischio calcolato” annunciando le misure del provvedimento che da lunedì imprime una accelerazione alla fase2, quella dell’uscita dall’emergenza causata dall’epidemia del Coronavirus.

 

“La curva epidemiologica potrà tornare a salire”, ammette il Presidente del Consiglio, ma aggiunge: “Dobbiamo accettare questo rischio”, perché “non ci possiamo permettere di aspettare il vaccino”. Prolungare il lockdown avrebbe avuto infatti conseguenze non più riparabili sul piano economico.

 

E va evidenziato che riaprire non vuol dire ripartire perché, come ricorda Conte, “le difficoltà economiche non finiranno”. Il decreto rilancio, nonostante i 55 mld stanziati, “non è la soluzione dei problemi ma stiamo dando una mano a chi deve ripartire”, ricorda il premier. Guardando avanti, Conte indica i prossimi passi, con l’obiettivo dichiarato di “far correre l’economia”: “Ci dedicheremo al decreto sulle semplificazioni, per rendere più trasparenti i passaggi dei procedimenti amministrativi”.

 

Sul fronte delle imprese, aggiunge rispondendo a una domanda, “dobbiamo intervenire su due aspetti: piccolo è bello ma se si consolida è più bello. Va favorita la ricapitalizzazione delle pmi. È la strada per essere più competitivi”. Poi, “dobbiamo proteggere i campioni nazionali, siamo pronti a interventi mirati di sostegno e rilancio”. Lo Stato “ha l’obbligo di intervenire attivamente”.

 

Sul piano delle misure che saranno in vigore da lunedì 18 maggio, sono confermate tutte le indiscrezioni della vigilia. Sarà possibile muoversi senza limitazioni all’interno delle regioni, riprende la vita sociale. Resta il divieto di assembramento, con la mascherina raccomandata. Fino al 3 giugno sono limitati gli spostamenti tra le regioni. Dal 25 maggio riaprono i centri sportivi, dal 15 giugno i teatri e i cinema. Dal 3 giugno libertà movimento anche in Ue e senza obbligo di quarantena.

 

Le regioni, chiarisce Conte, “sono comunque libere di ampliare e restringere le misure”. Con lo Stato che conserva il potere di intervenire laddove necessario.

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