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10 Giugno 2020

La corsa alla cannabis light durante l’emergenza coronavirus

Fortune

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L’emergenza del Covid-19 ha rilanciato il consumo e fatto volare il fatturato di produttori e piattaforme di consegne di cannabis light. La versione completa di questo articolo, a firma di Chiara Baldi, è disponibile sul numero di Fortune Italia di giugno.

 

Linda ha 32 anni e lavora come infermiera all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Adesso che l’emergenza Covid19 si è placata, è tornata a ritmi di lavoro umani. Ma a marzo, quando nella bergamasca si registravano centinaia di nuovi contagiati ogni giorno, a cui si sommavano le decine di morti nei reparti allestiti ovunque ci fosse un po’ di spazio dentro i nosocomi, Linda – il cui nome è di fantasia – affrontava turni anche di 15 ore al giorno, in uno degli ospedali in prima linea nell’emergenza sanitaria. “Tornavo a casa distrutta”, racconta, “e spesso non riuscivo neanche a dormire. Oppure facevo degli incubi che non mi lasciavano riposare neanche per quelle poche ore in cui poggiavo la testa sul cuscino. Solo che poi il giorno dopo tornare al lavoro era difficilissimo, non avevi le forze, sia fisiche che mentali”. E in quelle settimane tremende, Linda ha provato di tutto: benzodiazepine, Lexotan, Ansiolin, pasticche di melatonina, persino la più classica delle camomille. Poi, un giorno, parlando con altri colleghi nella sua situazione, ha scoperto che poteva usare anche la cannabis light, cioè quella consentita in Italia, con un Thc inferiore allo 0,2%. È così che è arrivata alla Weedbase di Matteo Dubbini, 35 anni, anche lui bergamasco, uno dei soci fondatori della società nata a fine 2016, in concomitanza dell’approvazione della legge 242 che permette la coltivazione della cannabis sativa per usi industriali. Dubbini, nel pieno dell’emergenza Coronavirus, ha donato circa 80mila euro di cannabis sativa della sua produzione – che ha sede a Sanremo, in Liguria – a molti ospedali, medici, infermieri e volontari della Croce Rossa della provincia di Bergamo. Tra cui Linda, appunto.

 

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di giugno. Si può comprare in edicola e in versione digitale, oppure ci si può abbonare ai link di seguito:

 

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