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12 Giugno 2020

Le app che abbiamo usato di più in lockdown

Fortune

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Nel 2019 l’Italia era al primo posto in Europa per il tasso di analfabetismo digitale, posizione non smentita dal rapporto Ocse Skills Outlook 2019 che ci vedeva occupare la parte bassa della classifica per le skills digitali.  Inizio 2020, arriva la pandemia e muta lo scenario: l’avvento del Coronavirus ha decisamente stravolto il nostro modo di vivere, provocando effetti collaterali inaspettati e tra questi vi è senza dubbio l’incremento dell’utilizzo di smartphone e dunque delle app. L’osservatorio Starting Finance Deal – società di investimenti e consulenza per startup del gruppo Starting Finance – stima che oggi l’indice di digitalizzazione in Italia sia cresciuto del 35% e che, in media, passiamo 6 ore al giorno al telefono.

 

In cima alla classifica delle app più utilizzate troviamo Zoom (prima con un aumento pari a 60 volte i dati di aprile 2019 e 131 milioni di download), Microsoft Teams (nella top ten delle classifiche globali), Google Hangouts Meet (posizione otto della top ten generale e primo download in Italia per i dispositivi Android), programmi che permettono di fare videoconferenze e quindi facilitare il telelavoro. Con Google Classroom, anch’essa nella top ten dei download mondo, i tantissimi studenti in home schooling hanno potuto seguire la didattica a distanza.

 

Non si può non menzionare Houseparty, che solo in Italia ha avuto un aumento di 423mila download dall’inizio del lockdown. Questa app organizza virtualmente feste e fa incontrare gli amici online, attraverso una videochat di gruppo dove possono partecipare fino a 8 persone. E se parliamo di intrattenimento, nella top dei download abbiamo Netflix e Amazon prime video che sono arrivate a +60%; solo in Italia, dal 17 marzo, la stessa Netflix ha registrato un aumento globale degli accessi pari al 332%, mentre i download dell’app di Amazon prime Video sono aumentati del 101% nel mese di marzo.

 

Un altro settore che ha spopolato è stato quello sportivo: l’abbondanza di tempo libero e l’impossibilità di recarsi in palestra hanno cambiato il modo di allenarsi delle persone, che si sono affidate alle numerose applicazioni presenti sul mercato; le più scelte sono state Nike Training, 7 Minutes Workout e Freeletics. Il Covid ha portato con se molti effetti negativi, come l’aumento di ansia e depressione, e da qui la nascita di app per l’assistenza della salute emotiva, fra le quali la più scaricata è stata Youper che, attraverso l’intelligenza artificiale, aiuta a ridurre il panico e migliorare umore e sonno.

 

Poi ci sono le app di gaming. Giochi di ogni genere, da Fortnite a Clash of Clans, con Minecraft primo download pay in classifica per i dispositivi Android, fino ad arrivare a Tik Tok, l’app di social networking più amata dai giovanissimi, che in Italia ha avuto un boom e a fine aprile seconda in classifica nei download globali. Spazio anche ai classici con la riscoperta di giochi tradizionali (ad esempio UNO in versione digitale), che la frenesia della nostra quotidianità aveva messo da parte.

 

Il motto #restateacasa ha di certo intensificato lo shopping in rete: l’app Shein, con la quale si può comprare abbigliamento a basto costo, ha infatti avuto un +80%.  In questi mesi di lockdown abbiamo poi assistito al trionfo del food delivery con impennate dei download per Just Eat e Deliveroo: grazie a questi software, ristoranti ed esercizi hanno continuato a prestare servizio ai propri clienti ma al tempo stesso hanno potuto trovarne di nuovi. É il caso di Dishcovery, app, progetto audace e tutto italiano che ha saputo fronteggiare la crisi, consentendo ai ristoranti di far scaricare direttamente il menu e pagare attraverso la piattaforma: un’idea per non rinunciare al piacere della buona tavola, rispettando al contempo le distanze di sicurezza. Da avere sempre in tasca anche l’App Ufirstun software ideale per evitare le lunghe code davanti ai supermercati, il tutto mediante un monitoraggio dell’avanzamento della fila: pochi e semplici passaggi con cui ricevere un numero di accesso che ci indica quando uscire di casa, risparmiando così del tempo prezioso.

 

Un’altra tendenza che si sta facendo strada, a detta dell’osservatorio SF Deal, è  il sexting, cioè lo scambio virtuale di messaggi o immagini a sfondo sessuale. Durante questa epidemia globale l’industria del sesso, compreso quello che nasce da siti di incontri online, ha subìto una grande frenata. Le piattaforme regine, come ad esempio Tinder, hanno però saputo adeguarsi e reinventarsi, magari introducendo una video chat per permettere di incontrarsi online: in agenda non più appuntamenti di persona ma lunghe conversazioni in rete. I dati parlano chiaro: Tinder nel periodo di lockdown ha ottenuto 229mila download solo nel mese di febbraio. Una strategia simile introdotta da Yoyclub che ha permesso a tutti gli utenti di interagire gratuitamente scambiandosi foto e video, facendo così prendere sempre più forma al flirt tramite sexting.

 

“L’avvento del Covid ha sensibilizzato le persone all’utilizzo della tecnologia”, spiega Roberto Sfoglietta, ceo di Starting Finance Deal. “E ciò è avvenuto soprattutto in Italia, dove il livello di alfabetizzazione tecnologica è molto più alto nella fascia di età giovanile, il che è un peccato perché sono moltissime le applicazioni e le possibilità a disposizione anche dei soggetti più adulti. Le startup stanno intanto puntando a offrire servizi per la risoluzione di problemi pratici: stiamo vedendo un incremento di app del delivery, in primo luogo di cibo, ma anche di quelle finalizzate a far ricevere al consumatore ogni possibile comodità o esperienza direttamente a casa. Per questo la mia visione rimane ottimista: siamo un paese che avrà la forza di rialzarsi e andare avanti nel migliore dei modi”.

 

 

 

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