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15 Luglio 2020

Autostrade, la resa dei conti: niente revoca ma fuori (quasi) i Benetton

Fabio Insenga

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Per la prima parte della notte lo schema è stato lo stesso. Il premier Conte e i Cinquestelle da una parte, i ministri del Pd dall’altra. La tensione è salita più volte, fino allo scontro frontale. Accettare l’ultima proposta, formalmente presentata dai Benetton ma sostanzialmente costruita con una lunga mediazione, o andare alla revoca della concessione. Poi, la trattativa è tornata fuori dal Governo, con i Benetton che, stando alle ricostruzioni di fonti di governo, hanno gradualmente accettato tutte le condizioni poste. Evitando però la revoca della concessione.

 

L’accordo presuppone la costruzione di un percorso di diluizione di Atlantia nel capitale di Aspi, con l’ingresso di Cdp e la successiva quotazione in Borsa. Si salva la concessione e si preserva anche il valore, anche quello delle partecipazioni degli investitori, e il capitale umano, i lavoratori, di Aspi. Mentre i Benetton escono gradualmente di scena, accettando il ruolo di azionisti di minoranza e con un capitale aperto.

 

L’altra strada, quella della revoca, avrebbe colpito direttamente Aspi e indirettamente Atlantia, azzerando il valore delle società e aprendo un contenzioso potenzialmente oneroso anche per le casse dello Stato.

 

Alla fine sembra essere prevalso il buon senso. Tutto dipenderà dalla stesura e dall’attuazione dell’accordo, per cui è stato dato mandato dal Cdm ai ministri dell’Economia e dei Trasporti.

 

Giocherà un ruolo importante il fattore tempo. È evidente che ci vorranno mesi per arrivare al nuovo assetto e la trattativa, che sui titoli ha impegnato una notte, proseguirà punto per punto e determinerà il risultato finale dell’operazione da un punto di vista tecnico ed economico.

 

Fonti di governo al termine del Cdm sintetizzano: “Aspi sembra aver accolto tutte le richieste del governo. Se non rispettano gli impegni presi questa notte e che sono la base per l’intesa finale, sarà revoca”.

 

Il dato politico sarà più evidente nelle prossime ore. Come consuetudine saranno in tanti a rivendicare una vittoria. Se l’intransigenza Cinquestelle non ha portato alla revoca, può essere raccontata come l’arma che ha di fatto imposto l’uscita di scena dei Benetton. La mediazione è sicuramente un merito che il Pd può spendersi, mentre Italia Viva, nonostante le rimostranze per la gestione troppo caratterizzata dal confronto Conte-Gualtieri-De Micheli, può comunque intestarsi parte del merito per il risultato finale.

 

A dire se è quanto avranno vinto gli interessi del Paese saranno il funzionamento della Nuova Aspi e il conto finale dell’operazione.

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