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28 Agosto 2020

La ghigliottina dei lavoratori Amazon per Jeff Bezos (e i suoi 200 mld)

Carlotta Balena

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Mercoledì 26 agosto Jeff Bezos è entrato nella storia come primo uomo ad aver raggiunto un patrimonio di oltre 200 miliardi di dollari. L’uomo più ricco di sempre, però, ha avuto una sorpresa il giorno dopo il raggiungimento della cifra record. Circa 100 persone si sono presentate davanti la sua enorme villa a Washington ed hanno costruito una ghigliottina proprio di fronte il suo portone per protestare contro quella che ritengono essere un’ingiustizia o almeno uno stridente paradosso. Mentre Bezos entra nella storia per la sua ricchezza, infatti, gli stipendi dei lavoratori della sua azienda, Amazon, restano bassi, nonostante sia stata proprio Amazon a rendere Bezos tanto ricco. 

 

La ghigliottina veniva usata durante la Rivoluzione francese per ‘giustiziare’ i nobili che si erano arricchiti a danno del popolo (pare comunque che quella che hanno costruito i manifestanti non avesse una vera lama). Il patrimonio del miliardario negli ultimi mesi è cresciuto a dismisura anche a causa dell’emergenza Covid, che ha costretto tutti a stare a casa dando un’accelerata senza precedenti al mondo dell’e-commerce. Quando nessuno voleva o poteva uscire di casa, tutti hanno trovato quello che desideravano proprio su Amazon. Cosi, il patrimonio di Bezos si è accresciuto di circa 85 miliardi da gennaio 2020, fino a farlo diventare l’uomo più ricco della storia recente.

 

I contestatori sono stati coordinati da Christian Smalls, ex dipendente Amazon e molto critico nei confronti dell’azienda, insieme al Congress of Essential Workers, un gruppo da lui fondato. La protesta puntava a chiedere a Bezos di aumentare la paga minima per i lavoratori da 15 a 30 dollari l’ora: un modo per permettere al miliardario di ‘condividere’ le entrate piovute negli ultimi mesi con chi ha contribuito praticamente a costruirle. “Datemi una ragione per cui noi non ci dovremmo meritare una paga minima di 30 dollari mentre quest’uomo guadagna 4mila dollari al secondo” ha commentato Smalls, che è stato licenziato dal magazzino Amazon di Staten Island in seguito alle sue richieste di maggiori standard di sicurezza per i lavoratori durante il periodo più acuto della pandemia, e dopo aver organizzato uno sciopero dopo i primi casi di Coronavirus (ma Amazon ha negato che sia stata questa la ragione). 

 

Da quanto è stato licenziato, Smalls si è impegnato in diverse proteste contro l’azienda e contro il suo fondatore, e la ghigliottina davanti al portone di Bezos segue la protesta del 10 agosto davanti l’appartamento di New York del miliardario dove si erano raccolti alcuni manifestanti con del cartelli che chiedevano “più tasse per Bezos”. Gli ultimi mesi sono stati in effetti manna per Amazon, che nel secondo trimestre del 2020 ha segnato 88,9 miliardi di vendite, un record per l’azienda. E per il suo proprietario.

 

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