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2 Settembre 2020

L’intelligence di Amazon e la “minaccia” dei sindacati

Fortune

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Di Robert Hackett – Amazon ha cancellato gli annunci di lavoro che aveva creato per due posizioni aperte i cui compiti includevano il monitoraggio delle “labor organizing threats against the company”, ovvero dei rischi aziendali derivanti dalle organizzazioni dei lavoratori e dalle ‘union’ americane: la decisione di Amazon arriva dopo le polemiche che si sono scatenate a causa della pubblicazione degli annunci.

 

 

Le offerte di Amazon, rimosse martedì, riguardavano un senior intelligence analyst e un intelligence analyst da assumere all’interno del ‘programma di intelligence globale’ appartenente alla sezione Global Security Operations che ha sede a Phoenix, in Arizona. Il gruppo è responsabile di tenere sotto controllo e riferire alla leadership ogni tipo di rischio aziendale: proteste, crisi geopolitiche, minacce interne, furti di segreti commerciali.

 

Le mansioni comprese nei due annunci di lavoro, ha scritto Amazon, “possono riguardare argomenti tra cui ‘organizzazioni dei lavoratori’, gruppi di attivisti, leader politici ostili”. La società ha affermato di aspettarsi che gli analisti si tengano aggiornati su “argomenti importanti per Amazon, inclusi hate groups, iniziative politiche, questioni geopolitiche, terrorismo, forze dell’ordine e organizzazioni dei lavoratori”.

Nonostante siano apparsi su LinkedIn per giorni (e per mesi sul portale ufficiale di Amazon), le inserzioni hanno suscitato scalpore solo dopo essere diventate note all’opinione pubblica, questo martedì. I critici di Amazon hanno descritto i potenziali nuovi assunti come “spie” e “oppositori delle attività sindacali”.

 

 

Il senatore Bernie Sanders del Vermont ha definito le azioni di Amazon “disgustose” in un tweet, affermando che “Jeff Bezos è diventato l’uomo più ricco della Terra mentre spiava, pagava poco e maltrattava i suoi lavoratori. Dobbiamo costruire un potente movimento sindacale per resistere alla classe sociale dei miliardari e finalmente dire ‘basta. Non potete avere tutto’”, ha aggiunto il senatore Sanders.

 

 

 

Amazon non ha risposto alla richiesta di commento di Fortune; tuttavia, un portavoce ha detto alla CNBC che “l’annuncio non era una descrizione accurata del ruolo – è stato fatto per errore e da allora è stato corretto”, senza approfondire ulteriormente.

 

Amazon e i suoi magazzinieri hanno una lunga storia di scontri. La pandemia di coronavirus ha esacerbato le tensioni tra la direzione e la squadra dei dipendenti, che ha sostenuto che la società non è riuscita a proteggere la salute e la sicurezza delle persone a causa della diffusione del Covid-19.

 

Amazon è sotto inchiesta a New York per aver licenziato un lavoratore che ha partecipato a uno sciopero, e quest’anno è stata criticata per licenziamenti simili che hanno preso di mira attivisti e organizzatori sindacali. Amazon sostiene che le decisioni siano state il risultato di persone che hanno violato le politiche aziendali.

L’Open Markets Institute, un gruppo senza scopo di lucro che combatte contro i monopoli aziendali, ha pubblicato lunedì un documento in cui critica le pratiche di sorveglianza sui dipendenti di Amazon. Daniel Hanley, un analista politico che è coautore del documento, intitolato ‘Eyes Everywhere’, ha affermato che “diminuire il potere di mercato di tali aziende dominanti è fondamentale per proteggere i diritti dei lavoratori sia quello della privacy sia quello di associarsi e organizzarsi”.

amazon lavoratori sindacati jeff bezos
August 9, 2020, New York, New York, USA: Christian Smalls’ congress of essential workers demonstration outside CEO Jeff Bezos’ $80 million New York City penthouse. Amazon fired Smalls after he organized a walkout at a warehouse because of company policy during the coronavirus pandemic. We are trying to amplify the voices of workers. I had a very large role to play in what you might call this revolution, and I am trying to use my platform to help workers. (Credit Image: © John Marshall Mantel/ZUMA Wire)

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