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18 Ottobre 2020

Coronavirus, nuova stretta. Conte: Mes solo se serve cassa

Fabio Insenga

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Arriva la nuova stretta per contrastare l’epidemia di Coronavirus. Di fronte alla corsa dei contagi, il premier Giuseppe Conte annuncia le misure contenute nel nuovo dpcm: stretta sulla movida, con la possibilità per i sindaci di chiudere strade e piazze particolarmente frequentate alle 21; la scuola secondaria di secondo grado inizia l’attività dopo le 9 e utilizza maggiore flessibilità negli orari, stesso approccio per le università, mentre viene salvaguardata la continuità in presenza nella scuola primaria; si ferma anche lo sport di contatto a livello dilettantistico di base e le palestre hanno una settimana di tempo per adeguarsi alle regole sul distanziamento, spesso disattese; vietate sagre e fiere locali, salve le fiere nazionali e internazionali; stop ai convegni, se non quelli che garantiscono una fruizione a distanza; massimo 6 persone per tavolo nei ristoranti e numero di ingressi massimo affissi all’esterno ma senza limiti di orario.

 

“Dobbiamo impegnarci, la situazione è critica, il governo c’è ma tutti devono fare loro parte”, dice il Presidente del Consiglio, spiegando che la situazione è diversa rispetto a quanto successo in primavera, perché “restano criticità” ma sono state fatte molte cose: dall’aumento dei posti in terapia intensiva alla distribuzione delle mascherine. “La strategia non è e non può essere la stessa della primavera, in questi mesi abbiamo lavorato intensamente. Dobbiamo tutelare sanità ed economia, usando un principio di proporzionalità e adeguatezza”.

 

Rispondendo a una domanda, Conte si sofferma sull’opportunità di ricorrere al Mes. A fronte di un guadagno contenuto in termini di minori interessi da pagare per finanziarsi, “c’è da considerare lo stigma”, ovvero la potenziale considerazione negativa dei mercati per i Paesi che accedano al Mes, che “è un’incognita da considerare”. Fatta la premessa, arriva l’indicazione principale: “Se avremo fabbisogno di cassa, il Mes sarà uno degli strumenti da considerare”, altrimenti “non ha senso”.

 

Sul piano del sostegno alle categorie che saranno colpite da queste misure, il premier garantisce copertura ma puntualizza: “Non possiamo più permetterci elargizioni a pioggia”.

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