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Enel taglierà le sue emissioni dell’80% nei prossimi 10 anni

Francesco Starace Enel Businessperson of the year Bpoy
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Il riferimento è sempre lo stesso: limitare il riscaldamento globale a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali e a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. Per farlo bisogna tagliare le emissioni di gas serra nell’atmosfera, un obiettivo particolarmente importante per le società energetiche e per le utility mondiali. Tra queste ultime, l’italiana Enel (come fa sapere la stessa azienda) è appena diventata la prima a stabilire un obiettivo di taglio delle emissioni coerente con gli impegni delle Nazioni Unite: entro il 2030 ridurrà le proprie emissioni dirette di gas serra dell’80%, aggiornando l’obiettivo precedente, annunciato lo scorso anno, di un taglio del 70%.

 

La percentuale è riferita alle emissioni del 2017, quando per ogni KWh di energia prodotta sono stati emessi 414 g di CO2: l’obiettivo è quindi scendere a 82 grammi, in 10 anni. Il taglio del 70% annunciato da Enel nel 2019 avrebbe invece significato scendere a 125 grammi.

 

Il nuovo obiettivo è stato certificato secondo la Science Based Targets initiative (SBTi), un’iniziativa mondiale che indica alle aziende un percorso per individuare in che misura e in che tempi devono ridurre le proprie emissioni per contenere il rialzo delle temperature globali, con target di riduzione delle emissioni coerenti con l’obiettivo più ambizioso dell’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico del 2015, ovvero, come confermato due anni fa dall’Ipcc delle Nazioni Unite, limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi.

 

Aiutata dal progresso tecnologico delle rinnovabili e da una strategia di decarbonizzazione sempre più convinta (e più giustificata, economicamente) Enel si può permettere un’accelerazione importante, in termini di impatto ambientale. L’obiettivo dell’80% nei prossimi 10 anni è più del doppio di quanto fatto negli ultimi 12: nel 2019 le emissioni dirette per kWh di Enel sono state ridotte del 36% rispetto al 2007.

 

“Con l’impegno per una riduzione così drastica delle nostre emissioni, stiamo guidando la lotta contro il riscaldamento globale”, ha detto Francesco Starace, Ad e direttore generale di Enel. “Procediamo lungo questo percorso, lavorando incessantemente per mantenere la nostra leadership nella transizione energetica con un’attenzione sempre crescente alle attività carbon free. Stiamo aumentando la quota di rinnovabili nel nostro mix di generazione. Stiamo lavorando con i nostri clienti per l’efficienza energetica e l’elettrificazione, abilitando il cambiamento attraverso reti affidabili, digitalizzate e resilienti. Un’azienda veramente innovativa e sostenibile non si rifiuta di abbracciare il cambiamento, ma si impegna per guidarlo”.

 

Enel dice che il taglio delle emissioni e il contributo alla transizione energetica sono possibili grazie a un modello di business sostenibile implementato lungo tutta la catena del valore dell’azienda, e che adesso la sua strategia green passa da “importanti investimenti per lo sviluppo di capacità da fonti rinnovabili” e dal “decommisioning del termoelettrico. Grazie a Enel Green Power, che oggi è il principale operatore privato al mondo nel settore delle rinnovabili, Enel può vantare attualmente oltre 47 GW di capacità rinnovabile installata, un valore superiore rispetto a quello del termoelettrico. Inoltre, il Gruppo Enel sta lavorando per dismettere le proprie centrali a carbone entro il 2030. Si prevede che tutte queste attività conducano a una piena decarbonizzazione del Gruppo entro il 2050”.

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