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Dalla moda ai rifiuti, dieci startup italiane e sostenibili

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Dieci startup che rispondono agli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalle Nazioni Unite per il 2030. Dal cambiamento climatico all’energia pulita, dagli insediamenti urbani alla tutela dell’ambiente. La versione originale di questo articolo, a firma di Carlotta Balena, è disponibile sul numero di Fortune Italia di novembre 2020.

 

 

Definire che cosa sia la sostenibilità e come possa un’azienda collocarsi in questo specifico ambito può essere scivoloso. Un framework, ovvero una cornice, di alto livello, per tracciare la strada possono essere gli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalle Nazioni Unite per il 2030 (spesso indicati con la sigla SDGs, Sustainable development goals). Tra questi, troviamo gli obiettivi per un accesso all’energia pulita ed economica, una crescita economica sostenibile, insediamenti urbani sicuri e inclusivi, la preservazione delle risorse marine, misure per contrastare il cambiamento climatico. Le dieci startup che abbiamo scelto come esempi di imprese pienamente impegnate nella sostenibilità rappresentano risposte concrete a questi obiettivi.

 

 

VEGEA

 

Vegea è stata fondata a Milano nel 2016 con l’intento di produrre materiali per l’industria della moda e dell’automotive che possano soppiantare pelli e tessuti sintetici derivati dal petrolio, usando esclusivamente scarti vegetali. Il nome Vegea vuole ricordare l’unione tra l’aspetto vegetale (Veg) e la madre terra (Gea): l’azienda si è fatta conoscere in particolare nel settore della moda per la sua produzione di un materiale, molto simile nell’aspetto alla pelle animale, prodotto con gli scarti dell’industria del vino. Per la sua tecnologia che trasforma bucce, foglie, rami di vite in tessuto, nel 2017 la startup ha vinto il Global Change Award della Fondazione H&M, che ogni anno premia le innovazioni dirette a rendere più sostenibile l’industria della moda. Nel 2020, inoltre, Vegea ha collaborato direttamente con H&M in una collezione che utilizzava proprio il suo V-textile su scarpe e borse. Sono seguite collaborazioni con altri marchi della moda, come &Other Stories, Serapian (Richemont Group) e Le Coq Sportif.

 

U-EARTH

 

Startup basata a Londra ma italianissima, U-Earth si è data l’obiettivo ambizioso di ripulire l’aria del pianeta. Non solo dall’inquinamento, ma anche da virus e batteri – aspetto cruciale in tempi di pandemia. Lanciata dall’imprenditrice Betta Maggio, l’azienda ha sviluppato un sistema per purificare l’aria in tutti gli ambienti con un dispositivo basato sulle biotecnologie (le molecole inquinanti vengono ‘attratte’ elettricamente e vengono distrutte). Maggio ha lavorato per anni nel marketing, e nel 2018 ha ricevuto il premio Gamma Donna per l’imprenditorialità femminile. Il concetto alla base di U-Earth, che sostiene come avere aria pulita da respirare sia un diritto umano, proprio come avere acqua potabile, è stato al centro di un TEDx che Maggio ha presentato a fine 2019. La startup è stata invitata dal premier Giuseppe Conte durante gli Stati Generali a giugno 2020, per offrire il suo contributo nella definizione delle strategie di ripartenza post-emergenza.

 

GRYCLE

 

Grycle è la startup fondata da Daniele Pes e Edoardo Carlucci, che punta a una completa rigenerazione dei rifiuti. Ha sviluppato una macchina che trasforma i rifiuti indifferenziati in granuli di materia prima, separati automaticamente e pronti per il riuso. In questo modo, la raccolta differenziata manuale diventa superflua, e si riduce enormemente il volume dei rifiuti, che vengono trasformati in materia prima seconda riutilizzabile nei processi di trasformazione industriale. La macchina di Grycle è dotata di intelligenza artificiale che le consente di imparare progressivamente a riconoscere nuovi materiali. La startup è stata presentata all’ultimo CES, la fiera sull’innovazione di Las Vegas, e ha chiuso una campagna di crowdfunding da oltre 300mila euro.

 

PACKTIN

 

Nata come spin-off dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Packtin è la startup dell’economia circolare che vuole trasformare gli scarti della filiera agro-alimentare in nuovi materiali, pellicole e additivi antimicrobici biodegradabili. Il processo recupera rifiuti come bucce di arancia, mela, pomodoro, polpa di barbabietola, e ne estrae biopolimeri per la realizzazione di prodotti come integratori, pellicole, gel, packaging biodegradabili e commestibili. Il progetto Packtin si è aggiudicato i 10mila euro messi in palio dal concorso ‘Demetra’, promosso da Coprob e The European House-Ambrosetti, per innovazioni collegate a nutrizione, sostenibilità e filiera agricola italiana.

 

BEEING

 

Beeing è una startup nata a Faenza da un’idea di Roberto Pasi e Gabriele Garavini. Ha sviluppato B-Box, un’arnia per l’apicoltura urbana che può essere adoperata da chiunque, senza particolari protezioni. La B-Box, infatti, ha un sistema di raccolta del miele che permette di separare la zona dove vivono le api da quella dove depositano il miele. Per raccogliere il miele, dunque, l’uomo non entra in contatto con le api, e nessuno corre rischi. Lo stesso sistema brevettato è alla base di B-Hive, l’altro prodotto della startup, che permette una produzione di miele più ampia. La startup ha preso parte a un progetto di Legambiente, lo scorso giugno, per contribuire al ripopolamento degli insetti impollinatori nel territorio di Amatrice colpito dal sisma, con la donazione di 5 arnie tecnologiche.

 

 

SANIXAIR

 

Fondata ad aprile 2019, Sanixair è una startup che ha sviluppato un sistema ingegnerizzato di sanificazione in continuo dell’aria, per purificare gli ambienti. Il sistema Sanixair utilizza la PCO (PhotoCatalytic Oxidation), ovvero l’ossidazione fotocatalitica, una tecnologia che viene usata anche dalla Nasa nelle missioni aerospaziali, che sfrutta una combinazione tra i raggi UV del sole, dell’umidità presente nell’aria e di alcuni metalli nobili presenti in natura, per distruggere le sostanze inquinanti. Sanixair ha poi perfezionato un sistema di monitoraggio da remoto mediante sonde e centraline di raccolta dati. La tecnologia della startup viene utilizzata nell’ospedale Niguarda di Milano, ed è uno dei 16 progetti pilota selezionati da Microsoft in area Emea per l’utilizzo di Azure. Oltre ai sistemi di purificazione dell’aria mediante ioni, la startup ha prodotto anche lampade di design con sistemi di sanificazione integrati.

 

 

PLANET SMART CITY

 

Planet Smart City è una startup fondata nel 2015 che si occupa di smart social housing, ovvero dello sviluppo di soluzioni immobiliari con altissimi standard di efficienza e sostenibilità, e allo stesso tempo destinate alla vendita o all’affitto a canoni calmierati. La società, nata per opera di Giovanni Savio e Susanna Marchionni, e presieduta da Stefano Buono, si occupa di progetti legati allo sviluppo sostenibile e alla riqualificazione urbana, operando spesso in Paesi con problemi legati ai contesti urbani. La startup ha chiuso lo scorso gennaio un round di finanziamento da 24 mln di euro, portando la sua raccolta complessiva a 100 mln di euro; i soldi servono a finanziare un piano di sviluppo che prevede, entro il 2023, la realizzazione di trenta progetti di edilizia residenziale ‘smart’ in tutto il mondo. A fine 2019, per esempio, Planet Smart City ha lanciato un nuovo progetto residenziale a San Paolo, in Brasile, mentre in Italia l’azienda ha preso parte in diversi progetti di riqualificazione sul territorio di Milano, come il quartiere giardino “Vivere smart” nel comune di Cesano Boscone.

 

WESII

 

Wesii è una startup che fa parte del circuito dell’incubatore genovese Wylab, che si occupa di monitoraggio e analisi aree di alta qualità, mediante droni, per il settore fotovoltaico. Lo scorso giugno Wesii ha chiuso un aumento di capitale da un milione di euro, liquidità da utilizzare per lo sviluppo di un software potenziato, per il miglioramento del portale web e per la messa a punto di un’app. L’obiettivo della startup, inoltre, è quello di allargare il suo campo d’azione nel prossimo anno, arrivando al monitoraggio anche degli impianti eolici. Wesii è stata fondata da Mauro Migliazzi, ed è attualmente partecipata dallo stesso Migliazzi, oltre che da Wylab e da Banca Patrimoni (Gruppo Banca Sella).

 

 

 

BYS ITALIA

 

Integrare la pista ciclabile ad impianti di produzione di energia fotovoltaica nella pavimentazione: è questa l’idea di Bicy Solar Street, la startup nata nel 2017 con l’intento di unire la mobilità sostenibile con l’energia pulita. Il progetto è semplice: impiantare pannelli fotovoltaici nella pista ciclabile significa evitare che gli stessi occupino terreni che potrebbero essere usati per esempio per l’agricoltura, e allo stesso tempo generare l’energia necessaria per le abitazioni o per le strutture limitrofe. L’azienda ha lanciato quest’anno una campagna di crowdfunding che ha doppiato l’obiettivo iniziale, raccogliendo oltre 200mila euro: soldi che verranno usati per lanciare progetti di piste fotovoltaiche in Italia. Alcuni sono già in costruzione, come quella a Villasimius, in Sardegna.

 

SFRIDOO

 

Lanciata nel 2017 da Marco Battaglia, Andrea Cavagna e Mario Lazzaroni, Sfridoo punta ad accompagnare le aziende verso l’adozione di modelli di economia circolare. La startup propone a pmi e grandi aziende corsi di formazione sull’economia circolare e servizi per rigenerare dispositivi elettrici ed elettronici aziendali, per gestire avanzi di magazzino e trasformare i costi di smaltimento in processi virtuosi. La startup ha vinto il bando indetto da ART-ER, società della Regione Emilia-Romagna per l’innovazione e la ricerca industriale, che ha messo a disposizione gli uffici presso le Serre dei Giardini Margherita di Bologna e un processo di accelerazione di 12 mesi, con accesso a servizi logistici e mentorship.

 

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di novembre 2020. Ci si può abbonare al magazine mensile di Fortune Italia a questo link: potrete scegliere tra la versione cartacea, quella digitale oppure entrambe.Qui invece si possono acquistare i singoli numeri della rivista in versione digitale.

 

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