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Mir Liponi (Satoshi Design): Niente è troppo difficile, neanche la blockchain

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Iniziare un percorso di studi in Comunicazione e finire a occuparsi di codice, blockchain e bitcoin non è impossibile. Lo dimostra la storia di Mir Liponi, 35 anni, Ceo di Satoshi Design, protagonista dell’ultimo appuntamento di #illimitHer, il programma di incontri con role model femminili e under 35 stilato da banca illimity insieme a un ecosistema di organizzazioni che promuovono la diversità, l’inclusione e l’empowerment delle giovani donne, di cui fa parte anche la comunità Most Powerful Women di Fortune Italia.

 

La storia di Liponi è piena di svolte e cambi di rotta. Ma lei ha sempre avuto chiare le sue passioni, che non ha mai abbandonato. Si è laureata in comunicazione, è riuscita a trasformare i suoi interessi in un lavoro, ma soprattutto non ha mai smesso di studiare, imparare, e accettare una personalità “multipotenziale” che l’ha portata alla necessità di esplorare sempre nuovi campi. “Dopo il liceo classico volevo studiare ingegneria informatica ma tutti mi dicevano di no. Il sotteso era sempre ‘sei donna, fai qualcosa da donna’: fare l’ingegnere era una cosa da uomo. Magari te lo dicono una volta, ma poi tu te lo ripeti mille volte dentro di te. Ho passato il test di comunicazione e non mi sono presentata all’altro test di ingegneria. Poi ho iniziato a studiare canto e ho portato avanti anche quello”. Anche se non si è iscritta a ingegneria informatica, alla fine ha iniziato a studiare programmazione per conto proprio: “Vorrei dire che c’è sempre tempo per studiare, anche se non si sceglie la laurea al tempo dovuto”.

 

Dopo gli studi, Liponi inizia a insegnare tecnica vocale: “L’ho fatto per 10 anni, e mi ha permesso di continuare con altri tipi di passioni. Insegnavo parecchie ore nel giorno e quando avevo tempo mi dedicavo a studiare i codici. Di solito si fa il contrario, di giorno uno ha un lavoro strutturato e la sera si dedica al canto. Per me era il contrario, ma a quel tempo non mi sembrava strano per niente”. Poi arriva come un colpo di fulmine l’innamoramento per il mondo dei Bitcoin e della blockchain: “Ho studiato 24 ore su 24 per mettermi al pari con le materie che fino a quel momento erano state solo hobby. Non riuscivo a dormire per la quantità di informazioni che continuavo ad assimilare. Ho iniziato ad ascoltare gli esperti e partecipare a molte attività. Ci sono molte definizioni per il bitcoin. Una delle più interessanti è questa idea di oro digitale. Siamo abituati a pensarlo come currency ma in questo momento è più come l’oro che metti da parte”.

 

Mir Liponi si è ritrovata a organizzare meetup in cui era l’unica donna: “Nel momento in cui mischi displine come informatica e finanze, crittografia e sistemi distribuiti che sono già appannaggio degli uomini, è veramente raro trovare donne”. Sulla blockchain c’è spesso molta confusione. Le applicazioni nel settore sono in continuo aumento: “Ho visto blockchain da tutte le parti ma devo dire che nel 99% mi capita di dire che sono servizi che non hanno bisogno di blockchain. Ma gli ottimi casi che ci sono, sono di una solidità molto promettente”. Nel 2014 Liponi avvia Blockchain Lab: “Nasce dall’idea che c’erano tante persone che volevano avere questa conoscenza ma non riuscivano a trovare informazioni. Abbiamo avuto clienti anche grossi come Poste Italiane e Intesa Sanpaolo”.

 

Recentemente è diventata anche Ceo di Satoshi Design, una startup di comunicazione verticalizzata su progetti bitcoin e blockchain, che “serve perché c’é la necessità da parte delle aziende di comunicare che cosa sia la blockchain”. Mir Liponi ha portato le sue conoscenze nel campo sui social: “Nel mio canale Youtube intervisto esperti di bitcoin. Il profilo Instagram, invece, è frutto del lockdown. Per me è stato il periodo in cui mi sono fermata, e ho ripensato alla mia multipotenzialità. Ho capito che avere dei percorsi non tradizionali e differenti può essere un valore aggiunto, ho scaricato il mio senso di colpa sul fatto che cambiavo sempre attività e interessi. Su Instagram propongo contenuti su questo tema che siano rilassanti ma che abbiano sempre un pensiero critico. La contaminazione può essere importante e geniale. Dall’altra parte non è detto che sia per tutti. La specializzazione ben venga, soprattutto in certi settori”.

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