Advertisement Advertisement Advertisement Advertisement Advertisement

Un quiz a sostegno della didattica a distanza

Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su email
didattica a distanza

A disposizione del mondo della scuola e della formazione la piattaforma di Wibo Plus. La versione originale di questo articolo, a firma di Antonio Santamato, è disponibile sul numero di Fortune Italia di febbraio 2021.

 

UNO DEI PRINCIPALI PROBLEMI della didattica a distanza è quello di mantenere alto il grado di attenzione degli studenti. Lo sanno bene gli insegnanti e lo sanno altrettanto bene i co-founders di Wibo Plus, la piattaforma di intrattenimento educativo realizzata da Tommaso Seita e Alessandro Busso. Testare, implementare e diffondere soluzioni digitali che rendano l’esperienza di apprendimento divertente e memorabile: questa la mission dei due 22enni torinesi. Reduci dal successo dell’app Wibo, nata a Torino ad aprile 2019 con lo scopo di democratizzare l’accesso alla conoscenza tramite il format del quiz, i co-founders hanno deciso la scorsa estate di creare Wibo Plus. L’idea nasce dall’esigenza di supportare la Dad, e in generale l’insegnamento scolastico e aziendale, in un momento difficile come quello imposto dalla pandemia. Si tratta di uno strumento online, disponibile da browser da plus.wibo.app, che consente a chiunque di creare velocemente quiz educativi personalizzati per giocare in diretta con studenti e colleghi.

 

L’app Wibo, attiva nel settore dell’edutainment, nasce con scopi meramente ludici. Tommaso e Alessandro si accorgono di avere in casa numerosi televisori. Tutti spenti. Iniziano a fare ricerche di mercato e scoprono – senza troppo stupore – che il 72% della generazione Z non guarda più la tv tradizionale. A questi dati i due ragazzi associano una ricerca condotta su un campione di 500 giovani tra i 18-25 anni, dalla quale emerge come il 71% degli intervistati ancora apprezzi i format televisivi, il quiz in particolare, e che la ragione principale per cui il televisore resta spento è l’impossibilità di avere un’interazione diretta con i contenuti.

 

Nasce così, grazie anche al supporto dell’incubatore di startup del Politecnico di Torino I3P, l’idea di Wibo – Quiz in diretta, che porta il format televisivo del quiz sullo smartphone, rendendolo interattivo. Il primo esperimento è un successo: gli utenti si collegano live, rispondono alle 8 domande del quiz e, in caso di vincita, ricevono premi digitali o sconti dei partner. Al momento Wibo – Quiz in diretta conta oltre 10mila giocatori attivi ogni mese e 4mila risposte date alle domande ogni giorno, 32 minuti il tempo medio trascorso da ogni utente in app. Il team di Wibo conta otto ragazzi, con un’età media di 24 anni, ed è supportato da alcuni senior advisor, tra cui Giuseppe Augelli, ex marketing manager di Uber Italia.

 

“Da settembre – dice a Fortune Italia Tommaso Seita, Ceo & Co-founder di Wibo – abbiamo iniziato a pensare che la tecnologia che avevamo sviluppato potesse essere messa a disposizione del mondo della scuola e della formazione, in un momento così delicato”. In Italia solo il 3% del Pil, pari a circa 60 mld di euro, viene investito in istruzione. Di questi, solo 40 mln verranno impiegati nel 2021 per la digitalizzazione e l’adozione di nuove tecnologie a supporto dell’insegnamento. Guardando al contesto internazionale, secondo CBInsights, solamente il 5% della spesa nel settore education negli Usa è stata rivolta a soluzioni edtech (la tecnologia educativa). Questo settore, che oggi vale globalmente 227 mld di dollari, crescerà notevolmente arrivando, secondo le stime, a 404 mld nel 2025. A questo dato si aggiunge anche la crescita della gamification nel settore dell’education, che passerà da 450 mln di dollari nel 2018 a 1,8 mld di dollari nel 2023.

 

“Purtroppo, l’Italia spende pochissimo per la digitalizzazione della scuola – conferma Seita – Tra i trend più interessanti del mercato education tech c’è proprio quello della gamification, che avrà una crescita da qui al 2023 di più del 300%”. Numeri impressionanti, che fanno riflettere sulla dimensione del fenomeno ma anche sul cambiamento repentino che potrà subìre il paradigma scolastico. Il coronavirus ha inevitabilmente accelerato alcune trasformazioni nascoste da troppo tempo sotto il tappeto: “Il 2021 sarà l’anno della consacrazione del digitale in Italia e nel mondo: come azienda attiva nel digitale vogliamo fare la differenza con uno strumento per l’e-learning semplice da usare ma potente”. “L’utilizzo del quiz come strumento di engagement – continua Tommaso Seita – crea una stimolante competizione nelle aule virtuali e fornisce agli insegnanti lo strumento giusto per far imparare divertendosi. Lo stesso Benjamin Franklin disse: ‘Dimmelo e lo dimenticherò, coinvolgimi e lo imparerò’”.

 

Una massima che non vale solo per la scuola. Nel mondo della formazione aziendale è in arrivo un’ondata di digitalizzazione senza precedenti: “Molti processi di training e formazione erano ancora offline e necessitavano di molto tempo, uno strumento come Wibo+ viene utilizzato nei corsi di formazione interni, nei momenti di team building o nei meeting aziendali per renderli più dinamici e divertenti”. Il mondo della formazione, sia a scuola sia in azienda, “è sempre stato molto restio all’introduzione di processi digitali”, ha concluso Seita. “Penso che il 2021 potrà essere finalmente l’anno in cui strumenti digitali portino l’engagement al livello successivo. Questo avrà a pioggia moltissime ricadute positive nel lavoro dei formatori, così come nel processo di apprendimento delle persone”.

 

Leggi anche

roma 1
milano 1
genova
bologna
roma 2
milano 2
torino
misto 1
roma 3
milano 3
misto 2
roma 4
milano 4
misto
bari
UCB
Gilead
Baglioni
ibsa
jefferson
Masmec
fujifilm

I più letti