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Tiger Woods, il saliscendi della star mai tradita da Nike

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Una nuova discesa per Tiger Woods, il mito mai abbandonato dagli sponsor. Anzi, da un solo sponsor ma a cinque stelle, ovvero Nike. L’incidente stradale di Woods, con lesioni alle gambe, che ha bloccato gli Stati Uniti è solo l’ultima tappa nel saliscendi emozionale della vita del fenomeno del golf mondiale, il migliore di sempre, the GOAT (Greatest of all times) secondo Barack Obama, tra i primi a manifestare su Twitter la sua vicinanza a Woods. Che è uno dei cinque fuoriclasse dello sport (con Ronaldo, Messi, Floyd Mayweather jr e a breve si unisce al coro anche Lebron James) a essere andato oltre il miliardo di dollari incassato in carriera, tra premi per i tornei di golf e per i ricavi dalle sponsorizzazioni.

Una vita, una carriera in bilico, sulla scena da oltre 25 anni: talento prodigioso, tornei vinti, poi lo scandalo sessuale, i tradimenti alla moglie, Elin Nordegren, la discesa agli inferi, rehab per sesso e uso di stupefacenti, arresti. Woods si è trovato affianco Nike dall’esordio nel circuito professionistico, nel 1996. Il colosso dell’abbigliamento sportivo dell’Ohio ha deciso di continuare a investire sulla sua immagine, nonostante il crollo della reputazione del campione, soprattutto nel 2009, dopo la fine del suo matrimonio per infedeltà e ricoveri plurimi per dipendenza da sesso e droghe. Confermato l’accordo da 25 milioni di dollari, unico marchio a non mollare Tiger Woods: Pepsi, Gillette e Accenture invece fecero retromarcia immediata. Una fiducia cieca, non mostrata da Nike ad altri fenomeni come Michael Phelps. In parte ripagata dalla lenta ripresa di Tiger Woods, che tornerà a vincere – non più a dominare il golf – solo anni dopo e sempre a singhiozzo, per una lunga serie di problemi fisici.

La collezione TW con il marchio Nike non è mai scomparsa, anzi i compensi sono sempre cresciuti (contratto nel 2013 da 200 milioni di dollari), nonostante dal 2008 al 2019 il campione non avesse mai vinto un major, uno dei principali tornei del circuito mondiale del golf e che fuori dal green i guai per il campione non sono mai finiti (arresto per stato di ebbrezza alla guida nel 2017). La strategia è stata quella di sfruttare gli attacchi mediatici ai danni del campione, sempre sotto i riflettori con cappellino, polo con il celebre baffo (lo swoosh) sul petto.

Pubblicità redditizia, poco importava se bella o brutta. E quando poi si è rotto il digiuno, all’Augusta Masters nel 2019, Nike ha cambiato marcia, creando uno spot da 50 secondi per Tiger, con lo slogan “Non smettere mai di inseguire i tuoi pazzi sogni” come simbolo di rinascita, lavoro e impegno: un 43enne già leggenda dello sport che cade, si rialza, vince il 15esimo major in carriera con l’ambizione di stracciare il record (18) di Jack Nicklaus. Il ritorno economico è stato immediato: secondo una stima di Apex Marketing, dopo il successo all’Augusta Masters, articoli da golf e accessori firmati da Woods sul sito di Nike sono andati esauriti in pochi minuti, incasso da 22,5 milioni di dollari. Che, di sicuro, anche stavolta saprà capitalizzare anche sull’ultima caduta, in questo caso un incidente stradale, di re Tiger Woods.

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