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Scuola, lo stress test della Dad

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Della Dad, la didattica a distanza, si è detto e scritto di tutto. Per tentare una sintesi, guardiamo a questa esperienza come a un gigantesco stress test per la scuola italiana. Quando si fa questo esercizio per le banche, si va a prevedere la reazione rispetto a uno scenario avverso e si rappresenta l’impatto con la variazione dei parametri con cui abitualmente si indicano lo stato economico e quello patrimoniale.

Parlando di scuola, lo scenario avverso è plasticamente rappresentato dagli spazi fisici chiusi a causa del Coronavirus e dagli studenti costretti a casa. I dati oggettivi arriveranno dopo, quando le conseguenze di questo periodo troveranno un riscontro numerico. Intanto, però, ci sono già i risultati empirici, quelli più evidenti, dello stress test.

La società

Primo, si amplia il divario delle possibilità. Ci sono già differenze sostanziali, a livello territoriale e per fasce sociali, quando si guarda all’accesso alla Dad. Ci sono casi in cui, oltre a mancare gli strumenti, connessione e device, manca anche lo spazio fisico per seguire una lezione da remoto, con case sovraffollate e condizioni abitative precarie. La scuola pubblica serve anche a fare il possibile per accorciare le distanze rispetto alle possibilità di partenza degli studenti. E la Dad comprime questa funzione essenziale. Senza scuola in presenza, si accumula un ritardo generalizzato che aumenta il gap sociale.

I docenti

Sottopagati, e il dato è oggettivo. Sottoutilizzati, e in parte è la conseguenza del dato salariale. Con un organico inadeguato e indeboliti da un precariato infinito. I docenti sono una categoria che meritava attenzione già prima della pandemia. La reazione a questa situazione è inevitabilmente affidata al senso di responsabilità e alle capacità individuali. Anche in questo caso, il rapporto da remoto inevitabilmente evidenzia la distanza fra chi è capace di portare un valore aggiunto e chi chi no.

Gli studenti

La Dad produce effetti diversi, secondo le fasce d’età. I tratti in comune, quelli che uniscono bambini e adolescenti, sono però chiari. La didattica a distanza, oltre a ridurre l’efficacia dell’apprendimento, ha ripercussioni su due aspetti fondamentali: l’indipendenza nel rapporto con la scuola (più pronunciato per i più piccoli) e la socialità (rilevante per tutti ma forse più sentita dai grandi). La scuola è il primo spazio fuori dalla famiglia in cui si è chiamati ad assumere responsabilità e a costruire una propria personalità nel rapporto con gli altri. L’interazione mediata da un pc, dentro una casa in cui spesso sono presenti i genitori (e spesso invadenti), rischia di compromettere l’autonomia che è la premessa per la crescita individuale. La scuola è anche il luogo in cui nascono amicizie, si consolidano rapporti e si creano dinamiche di relazione in gruppo. Anche su questi fronti, la Dad divide e colpisce di più chi ha già una difficoltà ad affermarsi o a vivere relazioni sociali.

I genitori

I genitori, soprattutto quando sono anche lavoratori, vivono la didattica a distanza soprattutto come un fattore di ulteriore stress. Conciliare il lavoro, in smart working o no, con la presenza in casa di figli impegnati nella didattica a distanza è sicuramente una missione difficile. E il tema dei congedi o della ‘concessione’ del lavoro a distanza non esaurisce né il disagio né il problema, a seconda dei casi. C’è però un altro elemento da considerare, guardando i genitori ‘impegnati’ con la Dad. In molti casi, interpretano male il loro ruolo. Dovrebbero mettere i propri figli nelle condizioni di accedere alla Dad e poi mettersi da parte. Invece, diventano spesso consiglieri, suggeritori, facilitatori. E fanno danni. Perché il rapporto tra docente e studente non può essere mediato dai genitori, neanche quando si parla di bambini delle elementari. E anche i docenti, maestre e professori che siano, hanno diritto all’indipendenza nell’esercizio della loro professione. Già la didattica è a distanza, se è anche condivisa con i genitori perde buona parte del suo senso.

I risultati dello stress test

Volendo trarre delle conclusioni, la didattica a distanza sta evidenziando tutti i limiti e le potenzialità della scuola. Come sta avvenendo in altri settori, va fatto uno sforzo per utilizzare questa esperienza legata a Covid proprio come se fosse uno stress test. Può servire a capire quanto, tanto, e dove investire per rilanciare e rafforzare la scuola pubblica. Perché è dalla scuola pubblica, e dalla sfida di accorciare le distanze che oggi sono così evidenti, che passa l’opportunità di costruire un Paese migliore. È una questione sociale e anche una questione economica, perché è dalla scuola che passano i lavoratori, i manager, gli imprenditori di domani.

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