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I pasti aziendali sopravviveranno allo smart working?

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Il pasto per chi lavora in smart working potrebbe arrivare a casa. Se bastasse lanciare il cuore oltre l’ostacolo, ci saremmo già arrivati. Elior, società francese della ristorazione collettiva presente anche in Italia, si sta attrezzando per produrre pasti che possano essere conservati per qualche giorno, senza che vengano meno le qualità dei cibi. La produzione in ambienti ad atmosfera modificata e protetta (Atp), consentono una distribuzione che assicura il consumo anche se differito.

“Facciamo molta ricerca sui valori nutrizionali, per assicurare una innovazione costante nelle nostre confezioni – spiega Rosario Ambrosino, Ad di Elior Italia – d’altronde il pasto è il primo step di un buon piano di welfare aziendale. La pandemia ci ha costretto a cambiare le sane abitudini della mensa aziendale”, e molti lavoratori oggi non riescono a consumare un pasto di qualità a casa, dove ci si rifugia con il panino o con qualche piatto improvvisato mentre si lavora incollati al pc.

Per Elior – come per molte aziende della ristorazione collettiva – il Covid ha portato a un abbattimento del fatturato nell’ordine del 40%. “Ma mentre siamo confidenti che a scuola e nelle strutture sanitarie ritorneremo presto, speriamo presto, a fornire pasti regolari, siamo altrettanto sicuri che nelle aziende, il calo del numero dei pasti sarà fisiologico. Lo smart working, per i white collar di molte aziende, sarà di almeno due giorni alla settimana. E questo ci porterà a un calo fisiologico e strutturale del nostro fatturato, nell’ordine del 15-20%”.

Anche per questo Elior si è lanciata sul fronte della ricerca e dell’innovazione. Se recapitare a casa un pasto, pur essendo possibile, rischia di essere assai oneroso – e non è detto che le aziende accettino di aumentare le spese per questa nuova forma di welfare domestico – è immaginabile una fornitura ai futuri hub di lavoro in coworking. Elior serve nel nostro Paese oltre 106 milioni di pasti l’anno in più di 2.400 ristoranti e punti vendita grazie ai suoi 12.000 collaboratori. Elior opera in molteplici settori quali le aziende, le scuole, il socio-sanitario, le forze armate, i musei, e la ristorazione a bordo delle Frecce di Trenitalia. Nel gruppo internazionale – presente in Francia, Gran Bretagna, Spagna e Stati Uniti – l’Italia rappresenta circa il 10% del fatturato complessivo.

“Per rispondere ai nuovi stili di vita dei lavoratori italiani e offrire loro una soluzione concreta, Elior ha introdotto sul mercato un nuovo servizio che permette una pausa pranzo veloce, ma sana. Si tratta di iColti in Tavola, una nuova linea di piatti pronti, buoni e salutari confezionati in Atp, una tecnologia di packaging innovativa che consente l’estensione della shelf-life fino a 10 giorni senza l’uso di conservanti. Con un ampio catalogo di ricette, caratterizzate da ingredienti genuini e da un’ampia varietà di piatti adatti anche a chi segue un regime alimentare particolare, incluse le intolleranze e le diete personalizzate, I Colti in Tavola grazie alla propria versatilità si prestano a differenti canali di distribuzione: dall’azienda, dove possono essere associati a forme di distribuzione più classiche, al welfare at home al canale Ho.re.ca fino alla Gdo”, spiega Ambrosino. L’entrata nella distribuzione presso gli alberghi è una relativa novità. Pensata prima dell’emergenza Covid, oggi rappresenta uno dei driver di nuovo sviluppo della società.

E aggiunge: “Elior già da tempo stava studiando l’evoluzione della società e dei modelli di lavoro, caratterizzati da una crescente flessibilità. L’emergenza sanitaria ha accelerato queste dinamiche ed emerge dunque chiaramente la necessità di soluzioni nuove in grado di assicurare ad ognuno la migliore esperienza in pausa pranzo al fiano del ristorante aziendale, su cui continuiamo a puntare ed innovare. Per raggiungere questo scopo è fondamentale investire sull’evoluzione tecnologica delle nostre cucine centrali, che oggi più che mai sono in grado di coniugare tecniche innovative per il packaging con le competenze dei nostri chef, la cui preparazione e specializzazione nel food è cruciale“.

Ai 20 centri produttivi tradizionali, Elior ha aggiunto 3 strutture per la produzione di pasti in atmosfera protetta. “Siamo convinti di poter servire tutto il Paese”, continua Ambrosino. “La nuova frontiera per noi potrebbero essere le Pmi. Non erano nel target fisiologico pre-Covid, non erano in condizione di poter strutturare una mensa aziendale. Ora con queste novità distributive, con i frigoriferi intelligenti che assicurano la durata della qualità dei cibi confezionati, possono diventare soggetti delle nostre offerte”.

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