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Welfare, con Paspartù il maggiordomo aziendale è per tutti

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Il maggiordomo aziendale è stato uno dei servizi di welfare più innovativi nelle organizzazioni del lavoro prima della pandemia. La vita in ufficio escludeva molti dipendenti dalla possibilità di svolgere una vita sociale normale. Non c’era tempo di pagare le bollette delle utenze familiari, non c’era modo di ritirare pacchi e corrispondenza, non c’era la possibilità di fare spese più o meno urgenti o semplicemente gratificanti.

Molto è cambiato con il “remote working”, ma il tempo è rimasto tiranno. E’ vero che l’abitudine alle spese online (o all’uso dell’home banking) ci ha reso un po’ meno dipendenti dalla “fisicità” degli acquisti e dei consumi, ma l’idea di poter avere un “personal concierge” è difficile da cancellare.

“La nostra azienda nasce una decina d’anni con l’obiettivo di fare concorrenza a Centurion di Amex. Oggi, dopo l’acquisizione da parte di Vantea, l’obiettivo è democratizzare il servizio di concierge. Da servizio esclusivo per gli individui “high-net-worth” (HNW) o “ultra-high-net-worth” (UHNW), a possibilità praticabile per tutti, attraverso opportune economie di scala”. Michele Santoro è amministratore unico e fondatore di Paspartù, la società che si è ritagliata questo spazio di servizio, che dall’area “prestige” si propone di diventare alla portata di tutti. Anche attraverso i grandi numeri che potrebbero essere generati dall’inserimento del servizio tra quelli offerti nei pacchetti di welfare aziendale.

“Siamo già presenti nella piattaforma di Willis Towers Watson – aggiunge Santoro – ma con la nostra App possiamo diventare una piattaforma parallela per offrire un numero enorme di servizi alla persona: dall’acquisto di un mazzo di fiori per un anniversario di matrimonio, al ticketing per stadio, cinema o teatro; dall’acquisizione di certificati e documenti personali, alla prenotazione di viaggi e soggiorni turistici. Anche il semplice remind di una scadenza è un servizio prezioso per chi dispone di un personal concierge”. Una gamma infinita di prestazioni, per le quali Paspartù offre una intermediazione efficiente ed esclusiva, con l’obiettivo di diventare partner di grandi aziende che vogliano dare servizi ai loro collaboratori, non solo all’alta dirigenza. Potenzialmente il servizio di Paspartù potrebbe competere con quello tradizionalmente offerto da qualunque provider di welfare aziendale.

“Il top manager dispone già di assistenti e segretarie personali che svolgono di fatto anche il servizio di personal concierge – continua Santoro – la differenza viene apprezzata di più da chi lotta personalmente con il tempo e con le agende personali e familiari, sempre troppo ricche di appuntamenti e scadenze. Oggi abbiamo circa 45mila member, di questi 9mila hanno già scaricato una App che consente di digitalizzare ancora di più il servizio, attraverso il contributo dell’Intelligenza Artificiale che consente di indirizzare la richiesta, prima che sia necessario lo human touch. L’obiettivo del prossimo anno è di poter contare qualche milione di member, proprio grazie agli accordi con qualche grande azienda, che offra il nostro servizio ai propri collaboratori, ma soprattutto ai propri clienti”.

Il futuro di questa “democratizzazione” del servizio di maggiordomo è parallelo all’implementazione delle tecnologie digitali. Non a caso Paspartù è stata acquisita al 90% da Vantea SMART SpA, che ha alla base del suo business la cyber security e lo sviluppo digitale, società quotata all’Aim, con un fatturato di circa 20 milioni di euro e una capitalizzazione di Borsa intorno ai 65 milioni. L’acquisizione è avvenuta poco più di un anno fa, nel marzo 2020, alla vigilia del lockdown.

“Ci sono in corso molti contatti con grandi aziende che operano in Italia – continua Santoro – e l’obiettivo di arrivare a qualche milione di member non è irrealistico. E’ ovvio che l’economia di scala fatta sui grandi numeri consentirà di ridurre il costo individuale del servizio. Se oggi il servizio standard di concierge può essere valorizzato a circa 2000 euro all’anno, l’obiettivo è di poterlo proporre a pochi euro al mese. Il concierge rappresenta una grande opportunità: viene percepito dagli utenti come un servizio di alto valore pur mantenendo un costo pro capite molto competitivo se distribuito su un’importante base di clientela. L’altro fattore che incide sul prezzo è la fascia oraria di accesso”.

Il Personal Concierge, che è anche agenzia di viaggi, ha tre utilizzi fondamentali: strumento di promozione e/o fidelizzazione dei clienti, strumento di welfare aziendale e retail diretto. Nel primo caso serve per mantenere un contatto continuo con la clientela (Assicurazioni, associazioni di categorie GDO, Editoria e media, Aziende nel settore del turismo, Banche, Società di Noleggio, Utilities, telefonia, ecc.), profilare e registrare le abitudini degli utenti. Nel secondo caso, come strumento di welfare aziendale per aziende medio-grandi, serve per far sentire ai dipendenti (specialmente con la rivoluzione dello smart-working) la vicinanza, l’attenzione e la cura da parte del datore di lavoro. Nel terzo caso, come strumento di retail diretto, “abbiamo investito molto in una rete di vendita e abbiamo un vantaggio competitivo enorme dovuto alla nostra reputazione e al rapporto di fiducia che si instaura con i member” conclude Santoro.

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