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Chuck Robbins in Europa, il nuovo mondo secondo il Ceo di Cisco

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Prima Roma, poi Madrid, Parigi e Berlino. Il ceo di Cisco Chuck Robbins incontra via webex quattro testate, Fortune Italia, Handelsblatt, Le Figaro ed El Espanol, in una pausa del suo tour in Europa, per un confronto con i rappresentanti dei governi e i principali clienti e partner del Vecchio Continente. Al centro, l’impegno della multinazionale e la promessa di un mondo digitale che sia “inclusivo, sostenibile e sicuro”. Prima di rispondere alle domande, descrive il senso di quello che sta facendo: “Credo che abbiamo l’opportunità di ricostruire un mondo migliore per ognuno di noi”. Concetto che ha sviluppato anche in un intervento su Politico.eu. “Abbiamo bisogno di un mondo più connesso, in cui tutti abbiano accesso a Internet e ai servizi fondamentali, a prescindere dal luogo in cui si trovino. La sicurezza è essenziale, e la privacy deve essere uno dei diritti fondamentali dell’uomo. Il lavoro ibrido e le fabbriche intelligenti devono rendere il nostro pianeta più vivibile oggi e più sostenibile domani”.

L’Europa, in particolare, dice Robbins, “ha l’opportunità di investire risorse senza precedenti per costruire un Continente green e digitale. Noi siamo impegnati a fare in modo che diventi realtà”, facendo in modo che sia “anche inclusivo e sicuro”, perché “tutti possano partecipare”. Questo, in estrema sintesi, è il ruolo di Cisco. Il tema del digital divide diventa centrale. E la sfida è “ridisegnare le reti per consentire a tutti, e ovunque, di utilizzare un Internet più forte, accessibile e sicuro”. Ma, avverte il Ceo di Cisco, “la connettività da sola non basta: le persone hanno bisogno di devices e delle competenze per utilizzarli, oltre alla certezza che siano sicuri”. Si tratta di compiere “un passo straordinario” e l’auspicio è che “pubblico e privato lavorino insieme per raggiungere l’obiettivo”.

L’altro tassello fondamentale è la sostenibilità. “Mentre Cisco continua a ridurre il suo impatto sull’ambiente, sta creando soluzioni innovative per aiutare gli altri a ridurre il proprio impatto”, spiega Robbins, facendo riferimento, per l’Italia, al lavoro che sta facendo con Enel: “Stiamo contribuendo a introdurre reti elettriche intelligenti per aiutare il Paese ad accelerare la transizioni verso l’energia pulita e rinnovabile”. Poi, il tema della sicurezza. “Dato che tutto diventa digitale, la sicurezza diventa più importante che mai. Per questo, stiamo lavorando con i governi, con i clienti e con i partner, in tutto il mondo, per sviluppare soluzioni di cybersecurity”.

Quando arriva il momento delle domande, si parte dall’Italia. E Robbins inizia la sua risposta sullo sviluppo del 5G e le sue implicazioni per l’industria, in termini di nuovi processi e di sicurezza, con una importante premessa: “Complimenti per la vittoria di domenica, campioni d’Europa”. Lo fa raccontando “la grande esperienza” di aver visto la finale in un bar, a Roma, e la differenza sostanziale con il ricordo del 1994, quando vide, a Boston, la finale dei Mondiali persa dall’Italia.

Tornando al 5G, il Ceo di Cisco evidenzia soprattutto “il potenziale che in Italia può essere sviluppato nel settore manufatturiero e nell’agricoltura digitale, accelerando l’agricoltura connessa, basta pensare a quanto i dati possano aiutare a prevedere e anticipare reazioni rispetto a tanti fattori, aiutando anche la sostenibilità”. E anche, guardando soprattutto all’healthcare, come “renda possibile portare le cure rapidamente e in maniera efficace anche lì dove, finora, non era pensabile”.

Parlando di tecnologia, di connettività e di trasformazione digitale, si arriva anche a ragionare di come l’esperienza della pandemia abbia cambiato la leadership dei Ceo. “È cambiata, decisamente. La Pandemia ci ha portato a capire di più le situazioni personali, la frequenza delle comunicazioni e l’informalità delle comunicazioni, perché ognuno di noi è entrato nelle case dell’altro, ha contribuito a rendere più stretti i rapporti. I dipendenti, i lavoratori, vogliono sapere chi sei, vogliono sapere quello che pensi”. Poi, è cambiato un altro aspetto fondamentale. “Sono riemerse le questioni sociali e ora i Ceo sono maggiormente coinvolti e non possono più dire che si occupano solo di business”. Sono due aspetti, quelli che ha citato Chuck Robbins, che “cambiano radicalmente la leadership”. In positivo, con nuove responsabilità.

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