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Energia e semiconduttori, le variabili che pesano sull’economia

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L’aumento generalizzato dei prezzi nella zona euro “ha a che fare principalmente con il caro energia”, gas ed elettricità, ma “un ritorno alla stabilità ci sarà già negli anni a venire”. Christine Lagarde, la numero uno della Bce, nel corso di un’intervista televisiva alla ‘Cbnc’ ribadisce che la fiammata dei prezzi “è temporanea”. Tuttavia il monitoraggio dell’Istituto di Francoforte sull’attuale quadro economico, definito “un periodo di aggiustamento”, è continuo e tiene conto di molteplici fattori per la definizione e una eventuale modifica delle politiche monetarie.

Il problema dell’energia è uno dei principali in questa fase delicata con cuifaremo i conti a lungo”, spiega la presidente dell’Eurotower. La quale puntualizza che l’Europa è impegnata nel cambiamento dei tradizionali modelli di sviluppo e in una “transizione da fonti energetiche fossili”, dalle quali “aspiriamo a divenire assai meno dipendenti”. Lo sguardo è rivolto alle “nuove fonti di approvvigionamento come punto di svolta”. Ma quanto alle pressioni sul rialzo dei prezzi, che stanno caratterizzando risorse come il gas naturale e il petrolio, specifica che “hanno natura differente rispetto alle carenze di materiali come i semiconduttori, che già da mesi affliggono l’economia globale e, in particolare, settori quali l’automotive”. Ovvero, l’industria automobilistica.

Non è un caso che la carenza di questi semimetalli, alla base della produzione di tutti i chip e i dispositivi elettronici e semielettronici mondiali, sia presente nell’agenda del vertice Ue-Usa su commercio e tecnologia (Ttc) del prossimo 29 settembre. L’incontro – che aveva rischiato di saltare per le tensioni causate dall’accordo sulla sicurezza tra Usa, Australia e Regno Unito (Aukus) e dalla disdetta da parte del governo di Canberra di una ingente commessa di sottomarini alla Francia – si terrà a Pittsburgh. E vedrà la partecipazione dei due vicepresidenti della Commissione Ue, Vestager e Dombrovskis, e per parte Usa del segretario di Stato, Blinken, e della segretaria al Commercio, Raimondo. Al centro del vertice la “questione di breve periodo dei semiconduttori”, spiega la portavoce dell’esecutivo Ue per il commercio, Miriam Garcia Ferrer. Ma solo “dopo un ampio dibattito tra i leader Ue previsto in ottobre i gruppi di lavoro” del forum “discuteranno di questioni strategiche sui chip, di medio e lungo termine, per preparare la riunione successiva” che avrà luogo in Europa.

A Pittsburgh, in un clima che ci si augura più disteso, Bruxelles e Washington studieranno alleanze strategiche e approcci comuni per superare le non poche difficoltà nel rifornimento delle materie prime per asset industriali fondamentali. L’obiettivo è anche limitare i danni: si calcola che solo il settore auto quest’anno perderà a livello globale circa 210 miliardi di dollari di ricavi per la carenza di forniture di chip.

Cifre astronomiche e situazioni in continua evoluzione che preoccupano e aumentano la tendenza a variazioni accentuate e, persino, imprevedibili del prospetto economico su larga scala. Rassicurazioni, tuttavia, sembrano arrivare sul fronte immobiliare riguardo al caso del colosso cinese Evergrande. Christine Lagarde ritiene che l’esposizione dell’Europa rispetto al gruppo cinese, ormai prossimo al default, non registri numeri di rilievo: “Stiamo monitorando” la vicenda. “Ho avuto un briefing perché penso che tutti i mercati finanziari siano interconnessi”, ma “in Ue e nell’area dell’euro, in particolare, l’esposizione diretta è limitata”.

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