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Fridays for future, la sostenibilità sia sostenibile

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Tornano i Fridays for future. I ragazzi vanno in piazza per difendere l’ambiente e per denunciare, ancora una volta, il ritardo con cui si stanno affrontando le conseguenze del cambiamento climatico. In tutto il mondo, e in 70 città italiane, la stessa richiesta ai leader mondiali: agite, subito. Il movimento, come sempre accade quando si parla di fenomeni di massa, vive anche di contraddizioni, ingenuità e approssimazioni. Ma difficilmente si può negare la spinta positiva che arriva da una mobilitazione del genere.

Il messaggio che rilanciano i ragazzi di tutto il mondo può contare, in questa fase, anche sul sostegno esplicito di una buona parte dei decisori politici e sulle risorse enormi che, almeno in Europa, sono state stanziate per la transizione ecologica. Il Recovery fund offre possibilità mai viste prime, che i singoli Recovery plan nazionali devono utilizzare per accorciare la distanza, e il tempo, necessari a ottenere i primi risultati concreti.

Il premier Mario Draghi ha utilizzato parole inequivocabili. “La nostra azione dovrebbe essere immediata, rapida e su larga scala. E se non agiamo per ridurre le emissioni di gas serra, non saremo in grado di contenere il cambiamento climatico al di sotto di 1,5 gradi”. E ha poi aggiunto: “È vero che stiamo ancora lottando contro la pandemia, ma questa è un’emergenza di uguale entità e non dobbiamo assolutamente ridurre la nostra determinazione ad affrontare i cambiamenti climatici”. Parole che preludono a un impegno concreto dell’Italia: metterà alcuni miliardi in più sul tavolo, proprio prima dell’ultima chiamata utile, la riunione della Cop26 di Glasgow.

Più risorse, dunque. Ma servono anche piani coerenti e politiche sostenibili. Utilizzando un gioco di parole, è indipensabile rendere la sostenibilità sostenibile. Nel senso che tutte le azioni che servono devono essere messe sul tavolo con decisione, gestendo anche i costi che comportano, soprattutto sul piano sociale.

Il provvedimento appena varato dal Cdm per sterilizzare l’aumento delle tariffe di luce e gas, legato anche alla transizione in atto verso le rinnovabili, è l’esempio concreto che aiuta a capire cosa vuol dire tenere insieme le rivendicazioni delle nuove generazioni, sacrosante, le scelte di politica economica, che devono essere più green e più lungimiranti possibile, e la gestione dei costi, economici e sociali, di una transizione che non sarà né automatica né indolore.

Prendere sul serio il messaggio dei Fridays for future vuol dire occuparsi di tutte le implicazioni di una profonda trasformazione. Per salvare il Pianeta, attutire gli effetti del cambiamento climatico e promuovere lo sviluppo sostenibile servono governi e Parlamenti capaci di fare scelte coerenti e di difenderle. Le piazze, soprattutto quelle piene di ragazzi, sono comunque un segnale positivo. Ma devono aiutare soprattutto a far crescere le responsabilità e la determinazione di chi, oggi e non domani, ha l’onere di prendere decisioni radicali e irreversibili. Che vanno rese sostenibili, spendendo parte delle risorse per limitare i ‘danni collaterali’.

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