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Dal delivery alle mense aziendali: la scomessa di Nutribees sul welfare

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Nutribees, fondata nel 2017, ha rivoluzionato il concetto di healthy food delivery nel mercato italiano proponendo il primo servizio a livello nazionale di consegna di piatti pronti bilanciati e diventando rapidamente il leader di mercato in un settore che registra una costante crescita in termini di volumi e di clientela consumer e corporate.

Questa estate i promotori della start up hanno venduto le quote a Federico Isenburg (che è diventato Ceo dell’azienda) e alla società di investimenti Mega Holding. Dopo un aumento di capitale (di oltre 1 milione di euro già interamente sottoscritto a fine luglio) la società si propone di aggredire il settore B2B. E quindi di competere nel mercato della ristorazione collettiva, entrando nel nuovo mercato dei servizi welfare post-Covid.

“Dal B2C al B2B: si tratta di una integrazione e di una prospettiva di sviluppo per un’azienda che grazie a chi l’ha fondata ha acquisito una reputazione altissima. I 400mila pasti che oggi distribuiamo sono per lo più rivolti a singoli clienti. Abbiamo acquisito l’interesse di una quarantina di aziende e stiamo sviluppando una relazione con Edenred per entrare nel welfare aziendale”, spiega Isenburg. Che di welfare aziendale se ne intende.

Isenburg nel 2007 aveva fondato Easy Welfare, uno dei primi provider nel mercato del welfare aziendale, ceduta dieci anni dopo al colosso francese dei ticket restaurant e del welfare integrato, Edenred appunto.

Oggi Nutribees fattura 2,5 milioni di euro.

Isenburg non si prefigge obiettivi e preferisce il condizionale – “sarebbe possibile puntare al raddoppio del fatturato nel 2022” – di certo la proposta alimentare della società di cui è diventato proprietario e Ceo ne fa un leader, anche in un mercato affollato e in cerca di nuove soluzioni, di fronte alla crisi della ristorazione collettiva.

“Vogliamo coltivare una nicchia di qualità. Oltre alla collaborazione con qualche chef stellato, abbiamo puntato tutto sulla consulenza qualificata dei nutrizionisti, per assicurare ai consumatori dei pasti sani e sapidi. Anche questo è wellbeing”. Isenburg non nasconde che gran parte del successo – oltre alla qualità del cibo fornito a domicilio – si nasconde nella tecnologia e nella logistica.

La produzione dei pasti in atmosfera modificata li rende utilizzabili per 15 giorni; e la logistica integrata consente di assemblare la produzione di sei cucine industriali, distribuite nel Paese, ma non per soddisfare le aree limitrofe di diffusione, ma per coltivare la specializzazione produttiva. C’è la cucina specializzata nel pesce, quella per le verdure, quella per le carni, etc.

L’abbonamento del singolo utente deve prevedere almeno la fornitura di cinque pasti. Poi ci possono essere gli abbonamenti. Se si svilupperà la fornitura per i lavoratori in azienda (o in smart working) si tratterà di definire opportunità di convenzione attraverso le singole aziende.

Inutile nascondere che l’eventuale accordo con Edenred potrebbe spalancare le porte di Nuribees anche al mercato europeo.

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