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Rinnovabili, perchè è un investimento che conviene

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Investire nelle rinnovabili consente di puntare su un ritorno stabile nel tempo. L’analisi di Diego Biasi, presidente esecutivo di Quercus Real Assets. La versione originale di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di ottobre 2021.

“NONOSTANTE LA CRISI ECONOMICA dovuta alla pandemia, secondo l’ultimo Eu Market Outlook il comparto del fotovoltaico nel 2020 è cresciuto dell’11% su base annuale. Ma non c’è da stupirsi del fatto che le rinnovabili registrino una crescita stabile, se non addirittura maggiore del periodo pre-pandemia. Questo perché gli investimenti nelle rinnovabili sono caratterizzati da una forte ‘decorrelazione’ con il resto del mercato. Questo, unitamente alla stabilità dei rendimenti a lungo termine, ha fatto storicamente la forza del settore, soprattutto in momenti di crisi nei mercati globali”. Ad analizzare la situazione è Diego Biasi, presidente esecutivo di Quercus Real Assets, società di impact investment specializzata in investimenti nella transizione energetica.

“Investire nelle rinnovabili significa comprare un flusso di cassa a lungo termine, stabile, che generalmente produce rendimenti attrattivi con un rischio ridotto”, spiega. Di fatto, per chi vuole investire a medio/lungo termine a basso rischio, in un’epoca caratterizzata da tassi negativi, “le rinnovabili rappresentano la prima scelta”.

Tra i mercati più maturi per investire in energie rinnovabili su larga scala il presidente di Quercus indica l’Europa, a partire dai Paesi che sono riusciti a strutturare un tessuto regolamentare semplificato. Seguono quelli come l’Italia che stanno lavorando per ‘deburocratizzare’ il settore e renderlo più attraente per gli investitori. Per procedere più speditamente verso le rinnovabili e raggiungere i target fissati per il 2030 l’Italia dovrebbe infatti “semplificare la normativa e l’iter autorizzativo per costruire nuove infrastrutture”.

Ma perché puntare sull’economia circolare? Essendo un settore dalle straordinarie potenzialità, c’è spazio per “nuovi investimenti che possano essere volano di sviluppo e favorire l’occupazione”. E se “negli scorsi dieci anni il mercato delle rinnovabili è stato popolato largamente da investitori finanziari”, ora a guidare la transizione verso la green economy sono soprattutto “gli investitori industriali (utility, compagnie elettriche, petrolifere e conglomerati industriali). Non escludo che, a meno di nuove nicchie che potranno nascere in futuro, il settore non diventi quasi prevalentemente appannaggio di investitori industriali”, spiega Biasi.

La stessa Quercus, studiando i cambiamenti all’interno del mercato, nel 2019 ha modificato la propria strategia di investimento, orientandosi ancor più che nel passato verso un approccio industriale. Da ciò l’inizio di una nuova fase in cui gli investimenti verranno fatti a partire delle licenze per costruire poi le infrastrutture. “La pianificazione per il medio e lungo periodo – conclude Biasi – prevede principalmente investimenti in Europa, almenVo per ora, includendo anche l’Italia”.

La versione originale di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di ottobre 2021. Ci si può abbonare al magazine di Fortune Italia a questo link: potrete scegliere tra la versione cartacea, quella digitale oppure entrambe. Qui invece si possono acquistare i singoli numeri della rivista in versione digitale.

 

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