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Record contagi Covid e Quirinale, serve il governo

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Senza la scadenza per l’elezione del Presidente della Repubblica, Draghi sarebbe rimasto al suo posto, alla guida del governo, almeno fino alla fine della legislatura. Se la situazione legata alla pandemia Covid non fosse quella di oggi, con il record di contagi a 78.310 e 202 morti, Draghi avrebbe potuto guardare all’ipotesi di un trasloco al Quirinale con relativa tranquillità. Invece, il rebus istituzionale si complica con l’avvicinarsi delle decisioni che contano e, soprattutto, con l’aggravarsi della situazione legata alla pandemia. A prescindere da quale sia il destino di Draghi, al Paese serve un governo capace di prendere le decisioni che servono. A maggior ragione in un quadro di rinnovata incertezza, su più fronti.

Il rischio di nuova instabilità politica è alto, qualsiasi scenario si scelga come più probabile. Il rischio di vedere arrestarsi la ripresa economica è legato alla capacità di gestire una nuova fase di emergenza, con l’esigenza di sostenere le attività produttive nuovamente in difficoltà che può farsi sempre più stringente. Il rischio che la tensione sociale possa tornare alta è concreto, vista l’ostinata resistenza di una minoranza alla vaccinazione e il probabile inasprimento delle restrizioni proprio per questa fascia di popolazione.

Sembra ormai certo che alla fine di gennaio possano coincidere il picco della quarta ondata di contagi da Covid e l’elezione del nuovo Capo dello Stato. Con la possibilità concreta che si possa aggiungere anche la necessità di dover formare un nuovo governo e trovare una nuova maggioranza che lo sostenga. D’altra parte, una conferma di Draghi a Palazzo Chigi potrebbe consentire di spostare in avanti il problema ma non di risolverlo. Chi sostiene l’opportunità di favorire l’elezione dell’attuale premier al Colle è convinto che per i prossimi sette anni sia possibile garantire una guida sicura al Paese. Resta però evidente, Costituzione alla mano, che il centro di potere principale non possa che essere Palazzo Chigi. Serve un governo capace di fare le cose necessarie, oggi e domani.

Rinunciando a valutare le indiscrezioni sulle scelte che potranno fare i partiti, in questo momento perlomeno premature, ci si può rifare allo schema descritto da Draghi durante la conferenza stampa di fine anno. L’auspicio è che una maggioranza larga elegga rapidamente il Capo dello Stato e che la stessa maggioranza larga sia capace di sostenere l’azione del governo fino a fine legislatura. Questo, a prescidere dalle persone. Quindi a prescidere da dove sia lo stesso Draghi e a prescindere da chi sia il prossimo Presidente della Repubblica e da chi sieda a Palazzo Chigi.

Quante possibilità ci sono che questo accada realmente? E quante incognite ci sono rispetto al risultato finale? Molte, e a questo punto può incidere anche l’evoluzione del contesto. Un’assunzione di responsabilità di fronte all’ennesima crisi, politica, economica e sociale, potrebbe portare a una soluzione condivisa la cui condizione essenziale sia quella di garantire la governabilità. Con uno schema o con un altro, purché non si lasci il Paese senza un governo capace.

 

 

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