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Claudia Vassena: “Donne e cultura finanziaria”

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Promuovere l’educazione finanziaria tra donne e continuare a rafforzare le azioni di empowerment nell’universo femminile sono due ingredienti essenziali per ridurre il gap di conoscenza e cultura finanziaria tra uomini e donne in Italia e in Europa. È la ricetta di Claudia Vassena, responsabile di Buddybank, la banca per smartphone di UniCredit, intervenuta a “Educazione finanziaria: partire dalle basi” un podcast di Fortune Italia, in collaborazione con Bitpanda.

“Spesso le donne si sottovalutano o si considerano poco brave ed esperte – spiega l’ingegner Vassena – Invece spesso ne sappiamo più del nostro compagno e dei nostri amici. Bisogna dare un empowerment alle nostre figlie, alle nostre sorelle o cugine per dare loro più forza e consapevolezza nel raccontare quello che pensano e che hanno conosciuto e appreso. Inoltre è opportuno evitare di commettere l’errore di credere che chi sia altamente digitalizzato o altamente formato lo sia anche a livello finanziario. Pensiamo ai ragazzi che spendono gran parte della loro vita nel mondo digitale, ma non sono finanziariamente evoluti perché basano le loro conoscenze solo sui post che leggono sui social; o ancora alle donne laureate nelle facoltà “Stem” che rappresentano una percentuale nettamente inferiore a quella degli uomini”.

Quali sono le possibili soluzioni? “Per risolvere questi problemi – sostiene Claudia Vassena – bisogna incentivare le donne a un corso di studio diverso. L’altissima percentuale di donne laureate in matematica o fisica dimostra che non c’è un gap culturale tra uomini e donne. Se invece andiamo a vedere le laureate in ingegneria o informatica c’è un mondo decisamente più maschile. È un tema culturale, bisogna incoraggiare le donne, sin da ragazze, a intraprendere quelle facoltà che permettono di accedere a determinati mondi o determinati lavori”.

Essenziale partire dalla scuola e dalla famiglia. “Si parla tanto dell’ora di educazione civica a scuola, è importante sottolineare che anche sapere cos’è un conto corrente è educazione civica. Ma bisogna partire anche dalle famiglie. La paghetta della figlia femmina, per parità di età e competenza, è inferiore a quella del figlio maschio. Se una ragazza cresce con questa convinzione e accetta che il fratello abbia denaro in più rispetto a lei, da adulta penserà che sia normale che il suo collega uomo abbia il 30% in più di stipendio. La scuola e la famiglia possono interrompere questo circuito, andando a spiegare l’importanza di strumenti come il conto corrente o un piano risparmio per realizzare un progetto futuro”.

Cos’è cambiato nelle aziende? “Le aziende nel passato hanno comunicato molto al segmento maschile – conclude Vassena – Anche perché una volta c’erano soprattutto uomini in ufficio e l’azienda aveva dei connotati molto maschili. Io, invece, faccio delle scelte condizionate molto più dal segmento femminile per proporre la diversità nelle aziende e avviare campagne pubblicitarie che possano rappresentare l’intero portafoglio e non solo un tipo di clientela. Una delle nostre iniziative è il progetto “Morgana” con Michela Murgia e Chiara Tagliaferri, un podcast sull’empowerment femminile, per parlare con voci di donne di storie di donne, spiegando che i grandi personaggi della finanza non sono solo uomini. Inoltre, ai nostri clienti uomini, ribadiamo che c’è tanto e, ad esempio, suggeriamo di aiutare le loro compagne ad avere un proprio conto corrente affinché possano sentirsi economicamente indipendente”.

 

Ascolta “Claudia Vassena: “Donne e cultura finanziaria”” su Spreaker.

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