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Intelligenza artificiale, sono 3 i modelli italiani in sviluppo al Cineca

leonardo courtesy Cineca

Sono tre i modelli italiani di intelligenza artificiale che verranno creati grazie al Cineca, il maggior centro di supercalcolo per la ricerca in Italia. Negli scorsi mesi era stato svelato Modello Italia, sviluppato da iGenius, che promette di arrivare a una intelligenza artificiale generativa sicura (adatta a Pa e industrie strategiche) immune dalle famose ‘allucinazioni’ dell’AI. In un’intervista che sarà pubblicata sul numero di maggio di Fortune Italia, Alessandra Poggiani, Dg di Cineca, rivela che i large language model italiani in cantiere a Bologna sono tre.

“Stiamo mettendo l’infrastruttura a disposizione di società che stanno progettando modelli italiani”, afferma. Uno dei tre progetti è Modello Italia, ma “sono in corso anche altre due sperimentazioni”, dice la Dg. “Una con Istella, basata in Sardegna, e una con Almawave, basata a Roma”.

Il consorzio interuniversitario con sede a Bologna ospita Leonardo (nella foto in evidenza), supercomputer fondamentale per lo sviluppo dell’AI italiana ed europea e di un Llm in grado di rispondere ai signori incontrastati della Gen AI, come ChatGpt.

Anche la francese Mistral, il player europeo più avanzato, ha addestrato il suo Llm proprio a Bologna.

Intelligenza artificiale, i tre modelli italiani

Già negli scorsi mesi era stato presentato Modello Italia: sviluppato da iGenius grazie alla capacità computazionale del supercomputer bolognese (che elabora 250 milioni di operazioni al secondo), la società guidata da Uljan Sharka punta a un ChatGpt all’italiana, addestrato in maniera da evitare i bias culturali che possono caratterizzare i modelli creati in altre lingue.

Da sottolineare come lo sviluppo dei modelli sul supercomputer del Cineca avvenga con licenza open source: le soluzioni di intelligenza artificiale che escono da Bologna saranno quindi aperte e con risultati necessariamente pubblici.

Oltre ad iGenius (il cui rilascio è previsto per l’estate), le sperimentazioni in corso al Cineca per dei large language model italiani sono con iStella e Almawave.

La prima società, diventata famosa per la creazione di un motore di ricerca italiano, oggi è attiva anche nei settori delle AI generativa e del big data management. Fondatore e presidente è Renato Soru, fondatore di Tiscali ed ex Governatore della Sardegna.

Almawave è una società italiana quotata (sul mercato Euronext Growth Milan), ed è parte del Gruppo Almaviva. La società guidata da Valeria Sandei, amministratore delegato, è attiva in ambito Data & Artificial Intelligence e nel 2023 ha registrato 57,5 milioni di euro di ricavi, con un aumento del 20% rispetto all’anno precedente.

AI, a cosa servono dei modelli italiani

Per spiegare a cosa servano dei modelli italiani, nell’intervista a Fortune Italia Poggiani cita Wittgenstein. I confini del linguaggio “rappresentano i confini del nostro mondo”, diceva il filosofo. “Soprattutto in campi specifici, come la medicina, avere un assistente virtuale addestrato sul nostro patrimonio culturale determina il tipo di risposta che può darci”, spiega Poggiani.

Lo sviluppo di Llm in Italia è al centro dei piani del Governo, che da tempo ricorda di essere alla ricerca di ‘campioni’ italiani dell’intelligenza artificiale, imprese che guidino il sistema dal punto di vista dell’innovazione e che aiutino a sviluppare large language model italiani. Ne ha parlato, su Fortune Italia, lo stesso Sottosegretario all’innovazione di Palazzo Chigi, Alessio Butti.

AI, alla ricerca di un campione: intervista al sottosegretario Alessio Butti

La presentazione di un disegno di legge sull’intelligenza artificiale era prevista arrivasse addirittura prima di Pasqua, ma solo oggi sbarcherà in Cdm (dopo il pre-consiglio di stamattina). Il ddl sull’AI le cui bozze sono circolate nelle scorse settimane è composto da 25 articoli e 6 capitoli che affrontano i temi del copyright, della lotta ai deepfake, della vigilanza (affidata ad Agid e Acn, nonostante il Garante sulla privacy non sia d’accordo) e della nuova Fondazione dedicata che, secondo la strategia italiana, dovrebbe coordinare lo sviluppo di tre Large Language Model italiani.

Nel piano dovrebbero essere previsti almeno 150 mln di euro di fondi dedicati, ma oltre al governo si è mossa anche Cdp Venture Capital, con un fondo da un miliardo all’intelligenza artificiale italiana che verrà ripartito tra ricerca (120 mln), startup (580 mln) e imprese (300 mln) da trasformare nei “futuri campioni nazionali”.

Cdp Venture Capital, il piano industriale: come funziona il fondo da 1 mld per l’AI

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