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Criptovalute, se le miniere digitali nascono dall’acqua

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Due ragazzi di 24 e 23 anni hanno fondato una startup da 17 mln di euro di fatturato. Grazie all’unione di centrali idroelettriche e mining di criptovalute. La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di maggio 2022.

Dalla potenza dell’acqua alla potenza di calcolo, fino alle criptovalute: miniere digitali che nascono dall’acqua. Francesco Buffa e Francesca Failoni, rispettivamente di 24 e 23 anni, si sono conosciuti al liceo. Erano compagni di classe. Poi hanno studiato insieme Economia e management all’Università di Trento, organizzavano eventi serali ma presto hanno capito che volevano altro per il loro futuro.  Dal 2018, sono alla guida, insieme, di Alps Blockchain, una startup trentina che in un anno è passata da 700mila a 17 mln di euro di fatturato. Di cosa si occupano? Valorizzano le centrali idroelettriche che spesso senza gli incentivi statali e con i prezzi dell’energia elettrica calmierati “fanno fatica a stare in piedi”, e realizzano e gestiscono mining farms, centri di produzione di potenza di calcolo necessari allo sviluppo della blockchain per la creazione di criptovalute, alimentati da fonti di energia pulite, in particolare, appunto, dall’acqua. Ogni impianto è realizzato su misura sul pre-esistente e chiavi in mano. Diciotto impianti già attivi in tutta Italia, soprattutto al Nord che arriveranno a trentadue nuovi interventi entro la fine dell’anno, per un mercato in continua crescita che sta diventando di livello “industriale” nonostante la crisi energetica internazionale.

“In questo momento nonostante tutto stiamo continuando a crescere – racconta Francesca Failoni, che si occupa della parte finanziaria e manageriale – noi lavoriamo appunto con l’acqua come materia prima e dobbiamo garantire continuità alle operazioni, quello che cerchiamo di fare è andare a valorizzare impianti produttori di energia idroelettrica fortemente colpiti dall’ultimo decreto che ha imposto un tetto al valore dell’energia e quindi, ci poniamo come partner per valorizzare quello che producono utilizzando il mercato. Non preleviamo mai energia dalla rete ma ottimizziamo la centrale in modo che vada ad integrarsi al 100% con la produzione dell’acqua. In sintesi: la centrale investe comprando i nostri impianti, noi realizziamo tutto, la trasformiamo in mining farm per estrarre potenza di calcolo, gestiamo l’intero processo di produzione 24 ore su 24 e infine riacquistiamo la potenza di calcolo generata, a prezzi di mercato, per venderla ad aziende in tutto il mondo che lavorano sulla tecnologia blockchain come, ad esempio, le mining pool che poi la usano per generare criptovalute”.

Un ponte tra il sistema che già esiste e che può essere valorizzato e le nuove tecnologie che permettono di rivendere energia sul mercato, a prezzi maggiori di quelli calmierati, e di trasformarla in nuove unità di misura per usi computazionali. “In questo modo – spiega la Failoni – le centrali idroelettriche guadagnano molto di più e con i nuovi flussi finanziari possono anche fare degli investimenti straordinari importanti come, ad esempio, essere ‘rivampate’ per rinvigorire la produzione. Le centrali che non godono più degli incentivi spesso infatti sono lasciate a sé stesse a produrre quello che riescono finché non si rompono, noi cerchiamo di portarle a nuova vita facendole anche guadagnare di più e sempre e solo producendo attraverso energia pulita”. Privati, gruppi industriali e anche centrali a partecipazione statale: in Italia il mondo dell’idroelettrico è vasto e conta centinaia di impianti, e per ora i clienti di Alps sono arrivati grazie al passaparola.

Il primo a credere in loro è Tecnoenergia, una realtà con la quale collaborano che gestisce 72 impianti idroelettrici in Italia. Il primo test lo fanno nel 2020 in una centrale in Val di Non, in Trentino, e scoprono che con una sola unità di autoconsumo installata, se rivendono quella stessa energia prodotta come potenza di calcolo, guadagnano il triplo che se la vendessero come energia elettrica. Il passo è fatto. Il business inizia.

“Con Francesco – racconta ancora la Failoni – ci siamo appassionati alla tecnologia blockchain che è una rivoluzione a livello tecnologico, ma volevamo fare assolutamente qualcosa di sostenibile. Appena iniziato abbiamo capito che ancor prima di sviluppare software e applicativi bisognava partire dalle infrastrutture”.

Oggi i due sono candidati nella categoria Youngster, per i migliori progetti sostenibili del mondo per i GreenAwards di Berlino 2022. Tra i progetti futuri di Alps, oltre all’internazionalizzazione del business, anche l’apertura ad altre rinnovabili su cui stanno scadendo gli incentivi, come gli impianti a biomassa. “E stiamo studiando anche come portare questo business alle persone. Molti ci chiedono come possono diventare miners, ma ci vogliono competenze e macchinari specifici anche molto costosi e stiamo studiando la parte normativa. È questa la nostra sfida per il presente”.

La versione originale di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di maggio 2022. Ci si può abbonare al magazine di Fortune Italia a questo link: potrete scegliere tra la versione cartacea, quella digitale oppure entrambe. Qui invece si possono acquistare i singoli numeri della rivista in versione digitale.

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