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Nuovi modelli di business e sostenibilità. Se ne parla alla Lumsa

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Del ruolo svolto da sostenibilità e digitalizzazione, al fine di favorire la ripresa economica, si è discusso nel corso della prestigiosa International Conference on New Business Models, ospitata per la prima volta in Italia ed organizzata dall’Università Lumsa. Il tema di questa settima edizione della Conference è stato “Le sfide dei modelli di business sostenibili tra ripresa economica e trasformazione digitale”, anche in considerazione del fatto che sostenibilità e digitalizzazione sono tra i principali ambiti di intervento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e del programma Next Generation Eu. Francesco Bonini, Rettore dell’Università Lumsa si è detto fiero che “Lumsa abbia organizzato questa conferenza, che si inserisce nell’indirizzo perseguito dall’Università per le discipline di economia e marketing. Il modello di economia e business che proponiamo è attento alla persona prima, e poi alle ragioni della società. Da qui la necessità di guardare al futuro, a partire da un’idea di sostenibilità radicata sul tema e sull’idea essenziale della persona. Un’idea di innovazione che tenga conto del dato sociale e della necessità di includere, perché da questo dipende anche la tenuta del consenso sociale e delle istituzioni democratiche”.
E proprio per sostenere il piano di ripresa economica, favorendo il dibattito su queste tematiche, l’Università Lumsa ha voluto connotare l’evento con momenti di riflessione, confronto e approfondimenti, tra gli altri, sui temi dell’economia circolare, dei modelli di business data-driven, di produzione e consumo sostenibili e la misurazione delle performance di sostenibilità nelle imprese.

La Plenaria
Il dibattito che ha animato la conferenza di apertura dell’evento ha visto protagonisti Silvio Micali, professore di informatica al  MIT di Boston, Silvia De Dominicis, AD di Johnson & Johnson, e Vittorio Colao, Ministro per l’Innovazione tecnologica e transizione digitale, che ha dichiarato “La tecnologia è fondamentalmente una soluzione al problema della sostenibilità perché permetterà di vivere in una società più efficiente, più pulita e meno energivora, a patto di disegnarla già con questi obiettivi – e aggiunge – quando si parla di transizione digitale, di sostenibilità, di transizione ecologica, si parla di processi pluriennali, che ovviamente devono andare avanti, sono dipendenti dalla direzione che si vuole dare al Paese”. L’intervento del Ministro ha sottolineato inoltre le criticità dell’innovazione, che richiede un ulteriore sforzo nell’ottica della democratizzazione e digitalizzazione del Paese, che anche sconta inoltre il digital divide fra nord e sud.
“Dall’evento è emersa anche l’importanza del  cambiamento dinamico e del dinamismo nel cambiamento” ha commentato Gennaro Iasevoli, Prorettore alla Ricerca e all’Internazionalizzazione dell’Università Lumsa “Noi sappiamo che le organizzazioni devono sempre cambiare, ma la Pandemia ci ha insegnato il valore della dinamicità del cambiamento. E nel cambiamento è anche emerso l’aspetto dell’umanizzazione della tecnologia. ‘High tech, high touch’, ovvero il grande sviluppo delle tecnologie deve andare sempre  più letta in un’ottica umanistica,  mettendo al centro il cliente, che è anche persona”

La Ricerca e l’Innovazione
L’evento ha favorito il dialogo fra mondo delle aziende e mondo accademico, nell’ottica della “terza missione”. Così si definisce l’insieme delle attività di trasferimento scientifico, tecnologico e culturale e di trasformazione produttiva delle conoscenze, attraverso processi di interazione diretta dell’Università con la società civile e il tessuto imprenditoriale, con l’obiettivo di promuovere la crescita economica e sociale del territorio, affinché la conoscenza diventi strumentale per l’ottenimento di benefici di natura sociale, culturale ed economica, come da definizione dell’Anvur – Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario.

I numeri della Conference
Una tavola rotonda con imprese italiane ed internazionali, 16 sessioni tematiche di approfondimento in cui sono stati discussi oltre 152 contributi di ricerca, 242 accademici (professori e ricercatori) provenienti da 128 Università e 30 Paesi, fra cui Nuova Zelanda, Stati Uniti, Egitto, Pakistan, Islanda, Brasile, Ecuador, Bolivia, Uganda, Giappone, Australia.

Passato e Futuro
Lo scorso anno l’evento, che si è svolto online, è stato organizzato dalla Svezia.  L’Italia  e la Lumsa passeranno il testimone alla School of Business Economics, secondo quanto ci anticipa  Laura Michelini, Professore Associato di Economia e gestione delle imprese Università Lumsa,  e coordinatore scientifico della Conferenza svoltasi a Roma.
Sarà la Maastricht University , Paesi Bassi, ad ospitare l’ottava International Conference nel 2023, che sarà incentrata sul tema del “New Business Models Building partnerships for more sustainable, resilient and regenerative  business models”.

 

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