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Ue: debito pubblico elevato e crescita stagnante, sono le sfide dell’Italia

L’Italia si trova ad affrontare serie vulnerabilità economiche, evidenziate dalla Commissione europea nell’ambito della procedura per gli squilibri macroeconomici del Paese. Secondo gli esami approfonditi recentemente pubblicati, il debito pubblico italiano, nonostante una riduzione rispetto ai picchi della crisi pandemica, rimane significativamente alto e potrebbe persino vedere un’inversione di tendenza nei prossimi anni.

Il rapporto debito/PIL dell’Italia, che si attesta al 139,8% nel 2023, ha visto una diminuzione di circa 15 punti percentuali dal suo massimo durante la pandemia, grazie soprattutto alla crescita del PIL nominale. Tuttavia, questa situazione di apparente miglioramento potrebbe non essere sostenibile. “Con un ampio aggiustamento stock-flussi che incrementa il debito e deficit di bilancio ancora elevati, combinati con un differenziale tra crescita nominale e tassi di interesse meno favorevoli, i rischi per la sostenibilità fiscale rimangono elevati nel medio e lungo termine”, ha dichiarato Palazzo Berlaymont.

La fragilità del mercato del lavoro italiano e alcune debolezze residue nel settore finanziario aggiungono ulteriori sfide. La Commissione nota una crescita della produttività stagnante, che riflette “persistenti carenze strutturali” e “condizioni di finanziamento più restrittive”, che limitano le prospettive di un incremento del capitale. Il settore bancario, pur mostrando miglioramenti nella qualità degli attivi e nella redditività, è ancora esposto a significativi rischi di credito sovrano e potrebbe dover affrontare nuove sfide con l’espansione dell’impatto economico della stretta finanziaria.

Queste vulnerabilità non solo pesano sulla stabilità economica dell’Italia, ma potrebbero anche avere ripercussioni su altri Stati membri dell’Unione Europea. La Commissione sottolinea l’importanza di mantenere un forte impegno nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), evidenziando l’essenzialità delle misure volte a supportare le competenze e l’inclusione nel mercato del lavoro, soprattutto per donne e giovani.

In conclusione, mentre l’Italia si sforza di navigare tra le acque turbolente di debito pubblico elevato e crescita stagnante, diventa fondamentale non solo continuare gli sforzi di riforma interna, ma anche cooperare strettamente con le istituzioni europee per garantire una gestione prudente e proattiva delle sue finanze pubbliche. La stabilità futura dell’economia italiana dipenderà significativamente dalla capacità del Paese di affrontare queste sfide complesse in modo efficace e sostenibile.

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