Da ieri, martedì 7 ottobre, Arduino parla americano. L’azienda fondata nel 2005 a Ivrea da Massimo Banzi e Fabio Violante (che attualmente ne è Ceo), con l’obiettivo di consentire a chiunque di creare e programmare dispositivi e progetti di elettronica, è stata acquisita dal colosso californiano Qualcomm Technologies.
Massimo Banzi, che dopo l’acquisizione lascerà l’azienda, ha assicurato che Arduino manterrà la propria identità open source ma grazie a Qualcomm avrà più risorse a sua disposizione. La piattaforma hardware e software di Arduino, che ha coinvolto una comunità di 33 milioni di persone, potrà attingere dalle soluzioni offerte da Qualcomm Technologies: elaborazione avanzata, grafica e computer vision. Inoltre, le schede dell’azienda continueranno a essere prodotte vicino a Ivrea, mentre la nuova scheda Arduino Uno Q, con intelligenza artificiale integrata, sarà prodotta in Asia.
Negli ultimi anni Arduino non si è limitata ad essere una piattaforma open source per schede programmabili ma è diventata un vero e proprio simbolo della prototipazione rapida e della formazione tecnologica in scuole e università di tutto il mondo. Si è sempre più orientata verso l’industria e l’Internet of Things, sviluppando dispositivi intelligenti e sistemi di sensoristica.
Uno dei primi incontri tra Arduino e Qualcomm risale alla collaborazione, di circa quattro anni fa, con Edge Impulse software che porta l’AI nei dispositivi locali, e quella con Foundries.io, piattaforma specializzata in sicurezza e gestione dei sistemi Linux per dispositivi connessi. Entrambi i software, infatti, appartengono all’azienda di San Diego. Frutto della collaborazione tra Arduino e Edge Impulse è la scheda wi-fi che la rete di poliambulatori Santagostino (dal 2022 appartenente a UnipolSai) ha installato nei suoi impianti di climatizzazione e ventilazione per monitorare vibrazioni e temperature. A realizzare la scheda è stata proprio Arduino mentre i dati venivano inviati ad Edge Impulse per ottimizzare la manutenzione e prevedere eventuali guasti. Per merito di queste collaborazioni l’azienda fondata da Banzi e Violante aveva ottenuto un finanziamento complessivo da 54 milioni di dollari.
Con questa acquisizione, inoltre, Qualcomm prosegue lungo la sua strategia di espandersi oltre i chip e gli Smartphone, puntando sull’Internet of Things e sull’integrazione tra hardware, software e cloud.
Questo accordo, il cui valore economico ancora non è noto, deve ora essere finalizzato. Arduino, che ha sede legale in Svizzera e le principali sedi operative a Torino e a Malmö, in Svezia, continuerà a operare come marchio indipendente, collaborando con altri produttori di microprocessori.
“Era il momento giusto: ci sono sfide legate all’intelligenza artificiale estremamente complesse che richiedono una forza alle spalle che una piccola realtà come Arduino, per quanto importante, non può avere da sola”, ha dichiarato Banzi al Corriere della Sera. “Per poter continuare la missione di semplificare la tecnologia e mantenere l’approccio open source, serviva un partner molto grande”.
