Maternità e lavoro: perché la Corea del Sud batte gli Stati Uniti

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Le donne lavoratrici in molti Paesi continuano a subire divari salariali, ostacoli nella carriera e il peso della cosiddetta motherhood penalty. Negli Stati Uniti molte aziende spingono le madri fuori dal mercato del lavoro. In Corea del Sud, invece, le imprese stanno adottando politiche che puntano a trattenere e valorizzare il talento femminile.

Le banche coreane puntano sul lavoro delle madri

Le principali banche sudcoreane hanno avviato programmi specifici per sostenere le dipendenti. KB Kookmin Bank offre fino a tre anni di congedo parentale non retribuito: chi aderisce può rientrare nello stesso ruolo e con la stessa qualifica di prima. Anche il gruppo Woori propone un’iniziativa simile, con una durata massima di due anni e mezzo. Alcune aziende, come Shinhan Bank, assegnano anche bonus alla nascita dei figli.

Anche gli istituti stranieri presenti nel Paese stanno cambiando rotta. Citibank Korea ha introdotto quattro settimane di congedo di paternità retribuito e un sistema che permette di chiedere lo smart working o l’orario flessibile. Standard Chartered garantisce invece 20 settimane di congedo retribuito per tutti i dipendenti, indipendentemente dal genere.

Incentivi economici per far crescere le famiglie

Fuori dal settore bancario, alcune aziende puntano su misure ancora più forti. Booyoung Group, colosso delle costruzioni, offre 100 milioni di won (circa 75.000 dollari) per ogni nascita. L’azienda copre inoltre parte delle spese universitarie dei figli, le spese mediche della famiglia e assegni dedicati ai minori. Il bonus è disponibile per tutti i 2.500 dipendenti, uomini e donne.

I primi risultati incoraggiano le imprese: secondo la piattaforma Leaders Index, le lavoratrici restano nelle banche coreane per una media di 14,5 anni, poco meno dei 15,4 anni degli uomini. Le donne rappresentano oltre la metà della forza lavoro del settore finanziario, quindi la loro permanenza è cruciale. Il quadro resta però contraddittorio: la Corea del Sud mantiene il divario salariale di genere più ampio tra i Paesi Ocse, con stipendi femminili inferiori del 33,7% rispetto a quelli maschili.

Gli Stati Uniti si muovono nella direzione opposta

Mentre le aziende sudcoreane lavorano per ridurre la distanza tra uomini e donne, molte imprese statunitensi adottano misure che complicano la vita alle madri. Colossi come Amazon, JPMorgan e Paramount Skydance impongono politiche rigide di rientro in ufficio. Le famiglie devono affrontare nuovi carichi organizzativi e molte donne lasciano il lavoro.

Tra gennaio e giugno 2025 il tasso di partecipazione delle donne americane tra i 25 e i 44 anni con figli sotto i cinque anni è sceso di quasi tre punti percentuali, toccando il livello più basso da oltre tre anni. Il calo è ancora più evidente tra le madri con un titolo universitario: la loro partecipazione è scesa al 77% nell’agosto 2025, dal 80% del 2023. Nello stesso periodo quella dei padri nella stessa fascia è aumentata. Secondo il rapporto Kpmg 2025, le madri laureate rappresentano il gruppo con la maggiore uscita dal mercato del lavoro dal 2023.

L’articolo originale è stato pubblicato su Fortune.com

Poste Italiane Dic 25

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