Milano-Cortina 2026: approvata la Tregua Olimpica all’Onu

tregua olimpica

Un invito al cessate il fuoco e al dialogo: è il senso profondo della Tregua Olimpica, che quest’anno entrerà tecnicamente in vigore una settimana prima dell’inizio dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina e si estenderà fino alla settimana successiva ai Giochi Paralimpici. Dal museo dei Giochi Olimpici moderni di Olimpia, in Grecia, dove si è ufficialmente accesa la fiamma olimpica, il mondo sportivo e della società civile ha lanciato un messaggio chiaro: la pace è la condizione necessaria perché lo sport possa esprimere il suo potere più autentico.

Una Tregua sostenuta da 165 Paesi

In vista di Milano Cortina 2026, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato all’unanimità la risoluzione sulla Tregua Olimpica, sottolineando ancora una volta la capacità dello sport di promuovere dialogo e riconciliazione tra i popoli.
Presentato dal Governo italiano con il supporto del Comitato Olimpico Internazionale e della Fondazione Milano Cortina 2026, il testo invita gli Stati membri a rispettare una tregua globale dal 30 gennaio al 15 marzo 2026, garantendo così la sicurezza e la piena partecipazione di atleti, ufficiali e delegazioni internazionali.

Sostenuta da 165 Paesi, la risoluzione rappresenta un rarissimo momento di consenso multilaterale: un impegno condiviso a proteggere l’integrità delle competizioni sportive e, soprattutto, a valorizzare lo sport come vettore di pace anche nei contesti più fragili. Il documento chiede agli Stati di applicare la tregua individualmente e collettivamente, assicurando accesso, mobilità e protezione per tutti i partecipanti, e richiama la responsabilità delle istituzioni nel facilitare corridoi umanitari, procedure di ingresso sicure e condizioni di neutralità.

La storia del cessate il fuoco

La Tregua Olimpica è un atto che si ripete a ogni edizione dei Giochi estivi e invernali dal 1992, quando il Cio decise di riproporre l’antica ‘ekecheiria’: nella Grecia classica non fermava completamente i conflitti, ma garantiva ad atleti e spettatori di raggiungere in sicurezza Olimpia. Una tregua – non sempre rispettata – riconosciuta come un accordo quasi sacro, che proteggeva chi viaggiava per celebrare lo sport.

Oggi questa risoluzione esorta i Paesi a “osservarla individualmente e collettivamente”, a “garantire il passaggio sicuro e la partecipazione degli atleti, degli ufficiali e di tutte le persone accreditate ai Giochi”, e sottolinea “la cooperazione tra gli Stati membri per attuarne i valori nel mondo (…) e favorire la leadership degli atleti Olimpici e Paralimpici nel promuovere la pace attraverso lo sport e l’ideale Olimpico”.

Coventry: “I Giochi continueranno ad abbattere i muri”

La tradizionale cerimonia della ‘Dichiarazione della tregua olimpica’ è avvenuta alla presenza di Kirsty Coventry, presidente del Comitato olimpico internazionale, del ministro dello sport Andrea Abodi, del presidente della Fondazione Milano-Cortina Giovanni Malagò e del presidente del Coni Luciano Buonfiglio. Tra i presenti anche l’ex campionessa di nuoto, nonché membro Cio e del consiglio di amministrazione di Milano-Cortina, Federica Pellegrini.

“I Giochi sono un momento simbolico: è nostra responsabilità garantire che gli atleti arrivino e possano convivere in maniera pacifica. Lo spirito olimpico è innalzare i valori che ci guidano. I Giochi continueranno a esistere per abbattere i muri: la fiamma che accendiamo oggi porta i sogni di tutti coloro che credono nello sport. Il potere dello sport ci unisce e ci ispira”.
Nella parte finale del suo intervento, la presidente del Cio si è commossa ricordando il significato delle Olimpiadi nel delicato momento storico che stiamo attraversando.

Poste Italiane Dic 25

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