OpenAI, la quotazione in Borsa non è scontata

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Nonostante le previsioni del settore per una ripresa esponenziale delle offerte pubbliche iniziali (Ipo), Scott Galloway, professore di marketing e analista tecnologico presso la NYU Stern, ha lanciato un avvertimento controcorrente sul fiore all’occhiello del boom dell’intelligenza artificiale. Intervenuto in una recente puntata di Prof G Markets, Galloway ha suggerito che la prevista quotazione in borsa di OpenAI, come riportato dal Wall Street Journal, sia tutt’altro che scontata, citando l’erosione dei vantaggi competitivi e un cambiamento negativo nella percezione del marchio.

Mentre discuteva del potenziale per un mercato Ipo da record, caratterizzato dalle voci di quotazioni di SpaceX e OpenAI, Galloway ha offerto una previsione netta riguardo al creatore di ChatGpt. “Penso che OpenAI potrebbe essere ritirata”, ha dichiarato Galloway, assegnando una “probabilità diversa da zero” al ritiro completo dei piani di Ipo da parte dell’azienda. Il suo scetticismo è in netto contrasto con le indiscrezioni secondo cui OpenAI starebbe cercando finanziamenti aggiuntivi con valutazioni che possono arrivare fino a 830 miliardi di dollari.

Secondo Galloway, la principale minaccia al debutto in borsa di OpenAI è la rapida chiusura del divario nel panorama competitivo. Sostiene che il “vantaggio competitivo” di OpenAI è davvero, davvero esiguo, soprattutto se confrontato con giganti della tecnologia avanzata come SpaceX, che detiene dall’80% al 90% delle capacità di lancio globali. Galloway ha sottolineato l’aumento della concorrenza, sottolineando in particolare che Gemini di Google e vari modelli open-weight stanno guadagnando terreno. Inoltre, ha osservato che la rivale Anthropic sta battendo OpenAI nel settore aziendale, presentandosi con successo come un “partner” sicuro e incentrato sull’uomo piuttosto che come una minaccia esistenziale.

Oltre alla tecnologia, Galloway e il co-conduttore Ed Elson hanno sostenuto che OpenAI sta subendo un enorme “cambiamento di umore”. Ha sostenuto che, mentre le associazioni con OpenAI erano “al rialzo” nel 2025, il sentiment si è invertito, trasformandosi in “al ribasso”.

Galloway ha concordato, criticando la recente gestione del marchio dell’azienda, citando specificamente la “vicinanza tra Sam Altman e il presidente” come un ostacolo che sta causando il “conato di vomito” negli investitori e nel pubblico. Questo scetticismo sembra infiltrarsi nella visione più ampia del mercato nei confronti del principale finanziatore di OpenAI, Microsoft.

Elson ha osservato che gli investitori di Microsoft hanno iniziato a “smentire” le narrative di crescita del gigante tecnologico, esprimendo dubbi sul fatto che i ricavi previsti dalle loro ingenti spese in conto capitale per l’intelligenza artificiale, in particolare quelle legate a OpenAI, si materializzeranno effettivamente. Gli investitori sono sempre più diffidenti nei confronti delle aziende che si sono “esposte in modo incontrollato” in termini di valutazioni senza mostrare un chiaro ritorno sull’investimento.

La discussione in podcast ha anche evidenziato i pericoli che gli investitori al dettaglio affronteranno se l’Ipo dovesse procedere. Galloway ha descritto l’attuale contesto delle Ipo come un “gioco truccato” in cui istituzioni e addetti ai lavori si assicurano un accesso scontato, mentre gli investitori al dettaglio sono lasciati liberi di acquistare a prezzi gonfiati, spinti dalla “domanda repressa”. Ha previsto che se OpenAI, Anthropic o SpaceX dovessero quotarsi in borsa, i prezzi di apertura saranno “completamente irrazionali”.

Owen Lamont di Acadian Asset Management ha recentemente dichiarato a Fortune di non vedere le condizioni del mercato azionario così favorevoli per l’intelligenza artificiale, ma solo perché non si è ancora materializzata un’enorme ondata di Ipo. Blackstone ha confermato al Financial Times di star pianificando una delle sue più grandi pipeline di IPO della storia, mentre Kim Posnett, co-responsabile dell’investment banking di Goldman Sachs, ha dichiarato a Fortune in una recente sessione di domande e risposte che il mercato sta entrando in un “megaciclo” di Ipo che sarà definito da “volumi di transazioni e dimensioni delle IPO senza precedenti”.

L’articolo originale è su Fortune.com

Poste Italiane Dic 25

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