Matthew McConaughey avverte Hollywood contro i pericoli dell’AI

Matthew McConaughey

Matthew McConaughey ha costruito la sua carriera su un motto rilassato: “Alright, alright, alright”.

Ma quando uno studente della University of Texas gli ha chiesto, durante un town hall della Cnn, quale sarà il futuro dell’intelligenza artificiale nella possibile sostituzione degli attori, nella sua risposta non c’era nulla di disinvolto.

Il suo volto si è fatto serio. Ha guardato dritto in camera. “Non sta arrivando. È già qui”.

“Non negarlo”, ha detto McConaughey in una recente conversazione insieme all’attore Timothée Chalamet. “Non basta restare a bordo campo e fare un appello morale dicendo che è sbagliato. Non durerà”.

Alla luce di questa inevitabilità, il suo consiglio ai creatori è stato chiaro: “Possedete voi stessi. La vostra voce, la vostra immagine, qualunque cosa abbiate: possedetela. Così, quando arriverà – non se arriverà – nessuno potrà rubarvi”.

Il premio Oscar ha già messo in pratica questa filosofia. Come riportato per primo dal The Wall Street Journal, McConaughey ha registrato una serie di marchi che coprono la sua immagine e le sue espressioni distintive – incluso il celebre “alright, alright, alright” – con l’obiettivo di creare un perimetro legale attorno alla sua voce e alla sua immagine. L’obiettivo è rendere più difficile per le aziende di intelligenza artificiale o per soggetti malintenzionati simularlo senza autorizzazione.

“Il mio team e io vogliamo essere certi che, se la mia voce o la mia immagine verranno mai usate, sia perché io ho dato l’approvazione e firmato”, ha dichiarato in una precedente nota.

Per McConaughey non si tratta semplicemente di proteggere una frase per ottenere un guadagno immediato. Il segnale è chiaro: l’industria cinematografica sta correndo verso l’automazione, mentre online si moltiplicano repliche generate dall’AI di personaggi pubblici. Alcune celebrità, come la star di TikTok Khaby Lame, hanno ottenuto accordi da quasi un miliardo di dollari per tutelare la propria immagine.

Il settore è già a un punto di svolta, in cui digitale e fisico diventano sempre più indistinguibili. Dal ringiovanimento digitale di star leggendarie (come gli attori di Jurassic Park nello spot del Super Bowl di Xfinity) alla creazione di voci completamente sintetiche capaci di parlare qualsiasi lingua con un realismo emotivo elevato, la tecnologia è uscita dai laboratori per arrivare direttamente sul grande schermo. Nel tentativo di introdurre qualche barriera, piattaforme come YouTube stanno implementando strumenti di rilevamento della somiglianza per aiutare i creatori a contrastare i deepfake. I quadri normativi, però, restano poco chiari e difficili da interpretare, soprattutto quando i contenuti generati dall’IA non hanno finalità commerciali esplicite.

Secondo McConaughey, gli artisti non possono affidarsi soltanto all’indignazione morale o a future leggi.

“Quando inizierà a sconfinare, almeno avrai la tua autonomia”, ha spiegato. “Dovranno venire da te e chiedere: ‘Posso?’. Oppure violeranno le regole, e allora avrai la possibilità di dire sì a questa cifra… o no”.

L’attore è anche realistico rispetto alla diffusione della tecnologia. Tra cinque o dieci anni, ipotizza, le cerimonie di premiazione potrebbero includere persino un riconoscimento come “Miglior attore IA”, con una categoria separata riservata agli interpreti artificiali.

Chalamet ha espresso una posizione simile, ma più astratta, parlando di una “doppia responsabilità” tra le star affermate e i giovani artisti. Chi oggi ha potere deve contribuire a mantenere spazio per i performer umani, ha detto, ma alla fine spetterà alle nuove generazioni decidere come l’IA verrà integrata nelle industrie creative.

“Il sognatore che è in me vorrebbe permettere a un diciannovenne di produrre qualcosa che altrimenti non potrebbe”, ha affermato Chalamet, sottolineando però la necessità di essere “ferocemente protettivi nei confronti di attori e artigiani”.

L’articolo originale è su Fortune.com

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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