Il Met Gala è solitamente gremito di celebrità pronte a sfoggiare le interpretazioni più spettacolari del tema annuale. È un evento in cui lo stylist può decretare il successo o il fallimento di un look, arrivando spesso a diventare una star a sua volta. Quest’anno, però, una nuova categoria di celebrità ha conquistato la scena: la Silicon Valley.
I capitali del settore tech hanno spinto il Met Gala verso il suo anno più ricco di sempre. L’edizione 2026 ha raccolto un record di 42 milioni di dollari per il Costume Institute del Metropolitan Museum of Art, superando i 31 milioni, già record, del 2025. Gli sponsor principali non erano una maison di moda o uno studio di Hollywood, ma Jeff Bezos e Lauren Sánchez Bezos, che avrebbero contribuito con circa 10 milioni di dollari. Amazon, Meta, OpenAI, Snapchat e Shopify hanno acquistato tavoli da 350.000 dollari ciascuno, mentre i biglietti individuali hanno raggiunto i 100.000 dollari, rispetto ai circa 75.000 del 2025.
Si tratta di un cambiamento significativo per un evento tradizionalmente dominato da supermodelle, attori e musicisti. Per decenni, la lista degli invitati del Met Gala è stata un elenco dell’élite della moda e dell’intrattenimento, dove l’abito di Rihanna finisce in prima pagina e gli stilisti competono per vestire le celebrità sulla famosa scalinata. Quest’anno, invece, a catalizzare l’attenzione sono stati CEO e fondatori del settore tecnologico.
La presenza dei big della tecnologia
Tra gli ospiti figuravano il cofondatore di Snapchat Evan Spiegel, il CEO di Instagram Adam Mosseri, il cofondatore di Google Sergey Brin, il responsabile delle partnership di OpenAI Charles Porch e dirigenti Amazon come Christine Beauchamp e Jenny Freshwater. Anche il CEO di Meta Mark Zuckerberg ha partecipato per la prima volta, ma sia lui sia Bezos hanno scelto di evitare il red carpet, entrando nel museo in modo discreto. Lauren Sánchez Bezos, invece, ha sfilato indossando Schiaparelli.
Il legame tra il Met Gala e il mondo tech non è nuovo: Amazon ha sponsorizzato l’evento per la prima volta nel 2012 e negli anni successivi sono stati coinvolti anche Apple, Instagram, Yahoo e TikTok. Ma nel 2026 il settore tecnologico è diventato protagonista assoluto: è stata la prima volta in cui una figura del tech ha ricoperto il ruolo di sponsor principale e la prima in cui più grandi aziende tecnologiche hanno acquistato tavoli nello stesso evento.
Quando Anna Wintour, allora direttrice di Vogue, assunse la presidenza nel 1995, i tavoli costavano circa 15.000 dollari (circa 32.000 attuali) e i biglietti individuali poche migliaia. La lista degli invitati era costruita attorno a moda e intrattenimento. Il record di quest’anno, invece, è arrivato con la Silicon Valley al centro, non con un marchio di moda o una star del cinema o della musica.
Il tema e i fondi raccolti
Il tema dell’edizione 2026 era “Costume Art”, con dress code “Fashion Is Art”. Beyoncé, Nicole Kidman, Venus Williams e Anna Wintour hanno co-presieduto la serata, che ha anche inaugurato le nuove Condé M. Nast Galleries del museo.
I 42 milioni raccolti serviranno a finanziare mostre, acquisizioni e attività del Costume Institute, l’unico dipartimento del Met che deve autofinanziarsi completamente.
Le proteste contro Bezos e il ruolo del tech
All’esterno dell’evento, diversi gruppi di attivisti hanno contestato la presenza del settore tecnologico al Gala. Un’organizzazione ha affisso cartelli con la scritta “Boycott the Bezos Met Ball” in tutta New York e ha proiettato slogan sugli edifici vicino all’attico di lusso da 120 milioni di dollari di Bezos.
In uno dei video proiettati sulla sua residenza, un lavoratore di 72 anni di un magazzino Amazon criticava l’evento sfarzoso mentre molti dipendenti vivono stipendio per stipendio. L’attore Mark Ruffalo, assente dal Met Gala dal 2012, ha collaborato al video pubblicato su Instagram. Anche la cantante Olivia Rodrigo, presente nelle ultime tre edizioni ma assente quest’anno, ha messo “mi piace” al contenuto.
I manifestanti hanno organizzato anche un evento alternativo chiamato “Ball Without Billionaires”, a cui hanno partecipato lavoratori di Amazon, Whole Foods e The Washington Post, aziende legate a Bezos.
Le proteste si sono estese anche online, coinvolgendo alcune celebrità. Quando sui social è circolato un video che criticava l’idea di indossare una spilla “ICE OUT” al Gala come forma di protesta, l’attrice Taraji P. Henson, che in passato aveva partecipato, ha deciso di non prendere parte all’evento, commentando: “Sono molto confusa da alcune persone che stanno andando. Ma cosa stiamo facendo?”. Anche Bella Hadid, che aveva partecipato al Gala negli anni precedenti, ha apprezzato il video e ha scelto di non partecipare all’edizione 2026.
Questo articolo è stato pubblicato su Fortune.com
