Le terre rare sono sempre più al centro delle azioni delle grandi potenze globali. I 17 minerali che le costituiscono sono fondamentali per alcune delle industrie più importanti come la Difesa, l’elettronica (smpartphone, pc, tablet), le auto elettriche e le energie rinnovabili. Tutti settori su cui ci si gioca l’egemonia commerciale ed economica. Attualmente, il Paese più ricco è la Cina, seguita dagli Usa e dall’Australia. Al momento la Russia è al quinto posto, dietro anche alla Thailandia.
Ad oggi la differenza tra Pechino e tutti gli altri Paesi è abissale: nel 2024 la Cina ha prodotto 240mila tonnellate di materiale (pari al 70% della produzione mondiale), mentre gli Stati Uniti, seppur facendo registrare un’importante crescita, sono riusciti a raggiungere solo 43mila tonnellate di produzione autonoma.
L’investimento in MP Materials
Data la strategicità di queste risorse e l’assoluta necessità di non dipendere da potenze straniere per la costruzione di magneti a base dei materiali delle terre rare, il dipartimento della Difesa americano ha deciso di piazzare un investimento azionario di 400 milioni di dollari in MP Materials, società specializzata nell’estrazione e nella lavorazione delle terre rare e che gestisce l’unica miniera attiva statunitense: Mountain Pass, in California.
Inoltre, grazie a un pacchetto di finanziamento, da parte di JPMorgan Chase & Co. e Goldman Sachs Group Inc., da 1 miliardo di dollari e a impegni di lungo termine da parte del Dipartimento, MP Materials realizzerà il suo secondo impianto nazionale per la produzione di magneti, chiamato “10X Facility”, in una località che sarà annunciata prossimamente. Una volta completato, con avvio previsto nel 2028, l’impianto porterà la capacità totale di produzione di magneti a terre rare negli Stati Uniti a circa 10.000 tonnellate metriche annue.
La società prevede inoltre di potenziare il proprio impianto di Mountain Pass aggiungendo nuove capacità per la separazione di terre rare pesanti, rafforzando così il sito come risorsa strategica nazionale, dove l’intero processo di estrazione, separazione e raffinazione dei materiali avviene in un unico luogo.
“Questa iniziativa rappresenta un’azione decisiva dell’amministrazione Trump per accelerare l’indipendenza della filiera industriale americana”, ha dichiarato James Litinsky, fondatore, presidente e CEO di MP Materials. “Siamo orgogliosi di avviare questa partnership trasformativa e profondamente grati al presidente Trump, ai nostri partner del Pentagono e a tutti i dipendenti, clienti e stakeholder per il loro costante supporto e impegno”.
Le terre rare in Ucraina: altra soluzione per limitare la dipendenza dalla Cina
La limitazione della dipendenza dalla Cina per queste risorse è l’obiettivo primario per Washington. In questo solco si colloca l’accordo con l’Ucraina sulle terre rare, Paese che, secondo le stime delle Nazioni Unite, detiene circa il 5% delle riserve globali e dispone di 22 dei 34 minerali considerati critici dall’Ue. L’amministrazione Usa ritiene fondamentale questa partnership nonostante tutte le difficoltà del caso: a causa dell’occupazione russa del Donetsk sarebbero sotto il controllo di Mosca circa il 40% delle risorse totali ucraine.

