Kering e L’Oréal uniscono le forze per ridefinire il panorama del lusso nel beauty e nel benessere. L’annuncio ha spinto Kering a guadagnare il 5% in Borsa, mentre L’Oréal ha registrato un aumento dello 0,97%. L’accordo non riguarda solo la vendita della divisione Beauté. Infatti, comprende licenze pluridecennali, l’acquisizione della storica Maison Creed e la creazione di una joint venture paritetica nel wellness di lusso.
Le parole dei protagonisti
Secondo Luca de Meo, CEO di Kering, “Questa alleanza strategica rappresenta un passo decisivo per Kering. Unendo le forze con il leader globale del beauty, potremo accelerare lo sviluppo delle linee fragranze e cosmetica delle nostre maison principali. Insieme esploreremo nuove frontiere del benessere, combinando l’expertise unica di L’Oréal con la nostra capacità di generare desiderabilità nel lusso.”
Anche Nicolas Hieronimus, CEO del Gruppo L’Oréal, ha sottolineato il valore dell’intesa: “Sono entusiasta di avviare questa alleanza strategica con uno dei gruppi del lusso più prestigiosi e visionari al mondo. L’accordo consolida la nostra posizione nel beauty di lusso e apre nuove opportunità nel campo del benessere.”
I termini dell’accordo
L’accordo prevede la concessione a L’Oréal di licenze esclusive della durata di 50 anni. Queste licenze riguardano la creazione, lo sviluppo e la distribuzione di fragranze e prodotti beauty dei principali marchi Kering. La validità delle licenze parte dalla scadenza delle attuali convenzioni e rispetta le obbligazioni contrattuali. I brand coinvolti includono Gucci, Bottega Veneta e Balenciaga.
Per garantire un allineamento strategico, sarà istituito un comitato congiunto. Questo comitato monitorerà i progressi della partnership. Il valore complessivo dell’operazione è stimato in 4 miliardi di euro. Il pagamento sarà interamente in contanti al closing, previsto nella prima metà del 2026, con l’aggiunta di royalties a Kering per l’uso dei marchi in licenza.
Focus sul wellness di lusso
Oltre al segmento beauty, l’intesa apre nuove prospettive nel campo del benessere. Kering e L’Oréal daranno vita a una joint venture paritetica. L’obiettivo è sviluppare esperienze e servizi innovativi che combinino l’innovazione di L’Oréal con la conoscenza dei clienti luxury di Kering.
L’accordo resta soggetto alle condizioni di closing, incluse autorizzazioni regolamentari e il rispetto delle normative sul lavoro in Francia. Inoltre, rappresenta un passo strategico per rafforzare la presenza dei due gruppi nei segmenti high-end del mercato beauty e wellness.
Le tensioni interne: i dipendenti Kering scioperano in Italia
Mentre il gruppo celebra un’operazione globale, in Italia monta la protesta, senza un nesso apparente con l’accordo miliardario tra i due colossi. Le organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno proclamato uno sciopero di quattro ore per martedì 21 ottobre. Lo stop coinvolge i lavoratori di Gucci, Balenciaga, Yves Saint Laurent, Alexander McQueen, Ginori 1735, Bottega Veneta e Kering Italia.
I sindacati specificano che lo sciopero si è reso necessario dopo incontri con la dirigenza. In questi incontri sarebbe emersa “una chiusura preconcetta al dialogo”. Inoltre, le decisioni unilaterali assunte dal management avrebbero determinato un arretramento delle relazioni industriali e dei diritti dei lavoratori. “La mobilitazione è stata condivisa a larga maggioranza e dimostra la forte preoccupazione per le politiche aziendali”, sottolineano i sindacati.
Espansione globale e criticità locali
La simultaneità dei due eventi – l’alleanza con L’Oréal e la mobilitazione dei lavoratori in Italia – restituisce un quadro complesso. Da un lato, Kering consolida la propria leadership nel beauty e wellness. Dall’altro, deve gestire tensioni interne sui diritti dei dipendenti. La sfida sarà bilanciare la crescita globale con la tutela dei lavoratori, per preservare il funzionamento dei brand iconici e sostenere la strategia di espansione internazionale.
