I rischi dell’AI: la ricetta di Larry Fink (BlackRock)

larry fink blackrock

L’intelligenza artificiale (AI) è stata definita da molti esperti la sfida più importante del XXI secolo, poiché potenzialmente è in grado di riscrivere i paradigmi produttivi, cognitivi e sociali. In più, è oggetto di una sfida tra le grandi potenze del globo che la vogliono utilizzare per migliorare la propria capacità di innovare e aumentare la loro competitività.

Oltre ai tanti vantaggi che questo strumento offre, c’è anche un risvolto della medaglia negativo: il mercato del lavoro sarà molto probabilmente trasformato. Numerose professioni, a causa dell’automazione, potrebbero vedere drasticamente in calo il numero degli occupati e creare così importanti disagi sociali. Questa eventualità è definita ‘disoccupazione tecnologica’ e diventa sempre più centrale avere una regolazione efficace, in grado di tutelare le fasce di lavoratori più a rischio.

Larry Fink, amministratore delegato e fondatore di BlackRock, nella sua lettera annuale agli investitori, ha evidenziato che l’intelligenza artificiale potrebbe “ampliare la disuguaglianza di ricchezza se la proprietà non si estenderà di pari passo”.

Negli ultimi anni la strategia degli Stati si è modificata e stanno spendendo somme enormi per diventare autosufficienti: nell’energia, nella difesa, nella tecnologia. Nel frattempo, sottolinea Fink, “la stragrande maggioranza della ricchezza è confluita nelle mani di chi possiede beni, non in quelle di chi ha guadagnato la maggior parte del proprio denaro lavorando. Dal 1989, un dollaro investito nel mercato azionario statunitense ha visto crescere il suo valore di oltre 15 volte rispetto a un dollaro legato al salario medio. Ora l’intelligenza artificiale minaccia di ripetere questo schema su una scala ancora maggiore, concentrando la ricchezza nelle mani delle aziende e degli investitori in grado di appropriarsene”.

Come si trasformerà il mercato del lavoro

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, Larry Fink risulta essere uno degli osservatori più ottimisti. “Storicamente, l’automazione ha aumentato la produttività e, nel tempo, ampliato la gamma di lavori disponibili, pur soppiantando ruoli specifici. L’intelligenza artificiale potrebbe fare lo stesso. Ma ci vuole tempo perché emergano nuovi ruoli e i lavoratori non sempre passano senza intoppi dai vecchi ai nuovi”.

Nonostante tutti i dubbi e le incertezze, secondo Fink una cosa è certa: “L’intelligenza artificiale creerà un valore economico significativo. Garantire che la partecipazione a questa crescita si espanda di pari passo rappresenta al contempo la sfida e l’opportunità”.

Il vecchio modello di capitalismo sta crollando: la ricetta di Fink

Tutte queste trasformazioni repentine del mercato del lavoro, unite ad una fase di instabilità globale, stanno portando ad una percezione comune nella società mondiale: “la profonda convinzione che il capitalismo funzioni, ma non per un numero sufficiente di persone”.

Secondo Fink, al giorno d’oggi, “concentrarsi sugli investimenti a breve termine non è la soluzione. Piuttosto, sono gli investimenti a lungo termine che permettono ai Paesi di sviluppare industrie nazionali, che consentono alle persone di accumulare ricchezza duratura e dimostrano come la crescita del loro Paese possa avvantaggiare anche loro”.

“Nella sua forma migliore – scrive -, l’investimento a lungo termine compie una sorta di miracolo civico. Quando le persone investono i propri risparmi (per decenni, non per giorni) i mercati dei capitali mettono a frutto quel denaro, finanziando imprese, infrastrutture e posti di lavoro. E quando questo ciclo si verifica nel proprio Paese, il proprio futuro e quello della nazione si intrecciano. Si contribuisce a finanziare la sua crescita, e la nazione contribuisce a finanziare la propria”.

Fink ha poi notato una importante tendenza: “L’economia sta premiando le economie di scala come mai prima d’ora. In un settore dopo l’altro, stiamo assistendo a risultati sempre più divergenti, a forma di ‘K’, in cui le aziende leader si distaccano ulteriormente mentre le altre faticano a tenere il passo”. Secondo lui, l’AI potrebbe “accelerare ulteriormente questo trend”

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

Leggi anche

Ultima ora

ABBIAMO UN'OFFERTA PER TE

€2 per 1 mese di Fortune

Oltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni mese

Approfittane ora per ottenere in esclusiva:

Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.