AI sovrana, l’Europa vuole l’autonomia ma dipende ancora dai chip Usa

Daniela Braga

La promessa dell’AI sovrana è semplice: mantenere modelli, dati e potenza di calcolo all’interno dei confini nazionali. Ma c’è un componente fondamentale che, almeno per ora, deve arrivare dall’estero: i chip.

“Oggi non esiste un equivalente europeo”, ha dichiarato Timothée Lacroix, cofondatore e Chief Technology Officer della società francese di intelligenza artificiale Mistral AI, riferendosi a GPU, CPU, TPU e agli altri chip avanzati che sono prodotti in larga parte da aziende statunitensi.

“Sono certo che in futuro nasceranno molte alternative e noi saremo pronti a sostenerle, ma oggi si tratta soprattutto di ottenere il controllo dove è possibile”, ha affermato Lacroix durante la conferenza Fortune Brainstorm Tech ad Aspen, lunedì.

Nell’ultimo anno Mistral ha ampliato la propria attività oltre lo sviluppo di modelli AI, investendo anche nelle infrastrutture. Già quest’estate la società dovrebbe disporre di 50 megawatt di capacità computazionale propria.

“Per me si tratta soprattutto di dare ai clienti la possibilità di scegliere, a ogni livello dello stack tecnologico, dove eseguire le diverse parti dei propri processi operativi”, ha spiegato Lacroix.

Questo significa poter gestire attività private basate su agenti AI direttamente all’interno dell’infrastruttura dell’azienda cliente, mentre le operazioni di inferenza più pesanti possono essere ospitate nel Paese del cliente stesso, così da garantire una maggiore autonomia strategica.

Il nodo dei chip

Tuttavia, il silicio – cioè i chip che alimentano l’intelligenza artificiale – resta ancora il tassello mancante del progetto di AI sovrana europea.

Secondo Lacroix, per una società come Mistral, nata appena tre anni fa, è ancora troppo presto per pensare alla progettazione di un chip proprietario sviluppato in Europa. “Se qualcuno riuscisse a progettare un ottimo chip ottimizzato per i modelli transformer, probabilmente lo utilizzeremmo”, ha affermato.

Lacroix ha però sottolineato che in Europa stanno emergendo diverse realtà promettenti nel settore dei semiconduttori. “Ci sono aziende europee in forte crescita e ci piace confrontarci con loro e sostenerle quando possibile”, ha dichiarato. “Ma è una partita che si gioca nel lungo periodo”.

La sovranità dei dati diventa una priorità

Sul palco di Aspen era presente anche Daniela Braga, fondatrice e Ceo del marketplace di dati Defined.ai.

Secondo Braga, l’instabilità geopolitica sta spingendo sempre più Paesi a puntare su “modelli sovrani e dati sovrani”. A suo avviso, Europa e Medio Oriente possono rappresentare un contrappeso necessario in un settore dominato soprattutto da Stati Uniti e Cina.

Il tema è emerso in diversi panel della conferenza. “La sovranità dei dati è una realtà e non scomparirà”, ha dichiarato in un altro intervento il Ceo di Snowflake, Sridhar Ramaswamy.

Mistral punta sulla neutralità europea

Per Mistral, essere percepita come un’azienda europea rappresenta un vantaggio competitivo. “Non si tratta di non essere americani”, ha precisato Lacroix. “L’obiettivo è diventare un’azienda globale”. Tuttavia, provenire dall’Europa permette alla società di essere percepita come più neutrale, caratteristica apprezzata da molti clienti che desiderano mantenere una maggiore autonomia strategica.

Alla domanda sull’eventualità che l’amministrazione Trump possa acquisire partecipazioni nelle aziende statunitensi dell’intelligenza artificiale, Lacroix ha preferito non sbilanciarsi. “Onestamente non so come sarà il futuro”, ha dichiarato.

Ha però aggiunto una considerazione che riassume il cuore del dibattito sull’AI sovrana: “Chi controlla questo potere è estremamente importante”.

Questo articolo è stato pubblicato su Fortune.com.

Poste Italiane Dic 25

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