Dopo l’allarme di Amazon Washington blocca Fable 5 di Anthropic

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Un avvertimento dell’amministratore delegato di Amazon, Andy Jassy, le preoccupazioni per un possibile accesso non autorizzato da parte della Cina e i timori legati alla cybersicurezza avrebbero portato l’amministrazione Trump a bloccare l’accesso internazionale al nuovo e potente modello di intelligenza artificiale di Anthropic, Fable 5.

Secondo diverse ricostruzioni dei media, giovedì Jassy avrebbe espresso le proprie preoccupazioni ai vertici dell’amministrazione dopo che i ricercatori di Amazon, attraverso una serie di prompt, erano riusciti a ottenere dal modello della classe Mythos informazioni relative ad attacchi informatici che avrebbero dovuto rimanere riservate.

Non è chiaro se Amazon stesse testando Fable per individuarne eventuali vulnerabilità su richiesta della Casa Bianca o se l’azienda abbia condotto le verifiche di propria iniziativa. Politico, citando una fonte anonima a conoscenza delle discussioni tra Amazon e il governo, ha riferito che l’amministrazione aveva chiesto all’azienda un parere sul nuovo modello di Anthropic.

In precedenza, un portavoce di Amazon aveva dichiarato a Fortune: “In qualità di uno dei principali fornitori di servizi cloud per numerosi clienti del settore pubblico e privato, non è insolito che i governi ci chiedano una consulenza sui potenziali rischi per la sicurezza. Quando ciò accade, non condividiamo i dettagli di queste discussioni”.

Anche Semafor, citando fonti anonime, ha riportato che il governo statunitense sospettava che un gruppo legato alla Cina avesse già sfruttato il metodo di jailbreak scoperto da Amazon. Tuttavia, la testata ha precisato che non è chiaro su quali elementi si fondasse questo sospetto né quali prove avesse a disposizione il governo. Un portavoce di Anthropic ha inoltre dichiarato che la Casa Bianca non aveva sollevato il tema dell’accesso cinese a Mythos durante i colloqui con l’azienda e che Anthropic vieta l’accesso ai propri prodotti dalla Cina.

Secondo Politico, sono seguite diverse telefonate tra l’amministratore delegato di Anthropic, Dario Amodei, e alti funzionari dell’amministrazione, nel corso delle quali Amodei ha sostenuto che la vulnerabilità individuata da Amazon fosse limitata e non rappresentasse un vero e proprio aggiramento completo delle misure di sicurezza del modello.

Una fonte vicina ad Anthropic ha dichiarato a Fortune che l’azienda ha ricevuto appena 90 minuti di tempo per ritirare il suo nuovo modello, senza aver ricevuto in precedenza alcuna comunicazione riguardante una minaccia alla sicurezza nazionale.

Nonostante ciò, entro la serata di venerdì il Dipartimento del Commercio è intervenuto utilizzando i controlli sulle esportazioni per motivi di sicurezza nazionale, impedendo ad Anthropic di distribuire Fable 5 e il suo modello sottostante, Mythos 5, a cittadini stranieri, categoria che comprende sia le persone al di fuori degli Stati Uniti sia i non cittadini che lavorano nel Paese, inclusi i dipendenti della stessa Anthropic. Considerata la portata della misura, il laboratorio di AI ha dichiarato di non avere altra scelta se non quella di disattivare entrambi i modelli per tutti gli utenti.

Nel fine settimana, secondo la stessa fonte, alcuni membri del personale tecnico senior di Anthropic si sono recati a Washington per incontrare i funzionari della Casa Bianca.

La decisione rappresenta la prima volta in cui il governo statunitense utilizza i controlli sulle esportazioni per bloccare l’accesso a un modello di AI commerciale già ampiamente utilizzato dal pubblico. Questa mossa senza precedenti ha suscitato preoccupazioni tra i politici di tutto il mondo e ha rilanciato il dibattito sulla cosiddetta “sovranità dell’intelligenza artificiale”, ossia l’idea che i Paesi debbano controllare direttamente i modelli di IA, le infrastrutture e i dati che sostengono le tecnologie critiche, anziché dipendere da sistemi che un governo straniero può limitare o ritirare.

I critici hanno definito i controlli sulle esportazioni un eccesso di potere da parte del governo. L’esperto di politiche sull’intelligenza artificiale Dean Ball, che ha lavorato brevemente nell’amministrazione Trump, ha scritto su X di non riuscire a capire se la decisione rappresenti “un’azione legale mirata contro Anthropic o un’estrema ossessione per la sicurezza nazionale“, aggiungendo che la situazione appare “semplicemente caricaturale”. Ben Murphy, ricercatore dell’Institute for Progress, ha invece affermato che la direttiva rappresenta “un ulteriore passo verso la balcanizzazione della tecnologia”, avvertendo che potrebbe scoraggiare in futuro i laboratori di IA dall’essere trasparenti con il governo.

La decisione di ricorrere ai controlli sulle esportazioni potrebbe inoltre modificare il modo in cui il governo gestirà i futuri rilasci di modelli di intelligenza artificiale, segnalando un maggiore livello di supervisione pubblica sul lancio dei sistemi più avanzati. Un funzionario dell’amministrazione ha dichiarato ad Axios che il governo non ritiene che altri modelli attualmente sul mercato rappresentino lo stesso rischio per la sicurezza nazionale, poiché non hanno ancora raggiunto il livello di capacità di Mythos. Qualsiasi modello futuro che dovesse superare quella soglia, ha aggiunto, dovrà essere sottoposto al vaglio del governo prima del rilascio.

L’episodio intensifica inoltre il braccio di ferro tra Anthropic e l’amministrazione Trump. All’inizio dell’anno, infatti, il governo aveva classificato l’azienda come un “rischio per la catena di approvvigionamento” per gli appaltatori del Pentagono, dopo che Anthropic aveva rifiutato di accettare clausole contrattuali che avrebbero consentito l’utilizzo dei suoi modelli per “qualsiasi scopo legale”. L’azienda aveva giustificato la decisione citando i rischi legati alle armi autonome e alla sorveglianza di massa, e sta contestando tale classificazione in tribunale.

Uno scontro in escalation tra la Casa Bianca e Anthropic

Venerdì Anthropic ha dichiarato in un post sul proprio blog che le autorità statunitensi non avevano identificato preoccupazioni specifiche, ma che l’azienda riteneva che il governo fosse venuto a conoscenza di un metodo per aggirare, o effettuare un jailbreak, di Fable 5.

Nel fine settimana, però, il consigliere della Casa Bianca per l’AI, David Sacks, ha fornito una versione diversa della vicenda. In un post su X ha sostenuto che un partner altamente affidabile sia di Anthropic sia del governo aveva individuato una vulnerabilità nelle protezioni di Fable 5 e che l’amministrazione aveva chiesto ad Amodei di correggere il problema o ritirare il modello. Secondo Sacks, Amodei si sarebbe rifiutato, costringendo l’amministrazione a emettere il provvedimento di controllo sulle esportazioni. Lo stesso Sacks ha aggiunto che la Casa Bianca auspica una rapida risoluzione del problema affinché Fable possa tornare disponibile al pubblico il prima possibile, respingendo inoltre le ipotesi di un collegamento con la precedente disputa sul Pentagono.

Alti funzionari della Casa Bianca hanno inoltre dichiarato a Politico che il ricorso ai controlli sulle esportazioni è stato l’ultimo strumento disponibile, dopo ore di tentativi per convincere Anthropic a collaborare. La testata ha anche riferito che il segretario al Tesoro Scott Bessent avrebbe detto direttamente ad Amodei, nel corso di una telefonata, che stava prendendo una decisione sbagliata.

“Un campanello d’allarme” per l’Europa

Le conseguenze della decisione si sono fatte sentire anche al di fuori di Washington, provocando reazioni politiche in diversi Paesi. In Europa, la sospensione di Fable 5 ha rilanciato le richieste di una maggiore sovranità tecnologica e di un controllo diretto su modelli di AI, infrastrutture di calcolo e dati strategici.

L’ex primo ministro francese Édouard Philippe ha affermato che l’episodio dimostra come l’intelligenza artificiale sia ormai un’infrastruttura critica, essenziale quanto l’elettricità o Internet, e che un’infrastruttura controllata da altri può essere disattivata da altri. Bruno Retailleau, candidato alle presidenziali francesi del 2027, ha definito l’accaduto un “campanello d’allarme”, sostenendo che una nazione dipendente da tecnologie straniere può essere scollegata da un giorno all’altro.

Nel Regno Unito, il deputato Al Carns ha dichiarato che ospedali, aziende e ricercatori britannici stavano utilizzando Fable 5 prima del suo spegnimento, interpretando l’episodio come parte di un più ampio declino della leadership tecnologica del Paese. Anche l’ex ministro della Sicurezza Tom Tugendhat ha sostenuto che la sovranità oggi riguarda più il “codice che i cannoni”, criticando l’approccio normativo britannico, considerato troppo focalizzato sulla sicurezza e poco sulla costruzione di capacità competitive nel campo dell’intelligenza artificiale.

Per molti politici, il divieto ha evidenziato quanto i governi e le aziende europee siano diventati dipendenti da un ristretto numero di laboratori statunitensi di AI e quanto rapidamente tale dipendenza possa trasformarsi in una vulnerabilità politica quando l’accesso a queste tecnologie viene interrotto, anche solo temporaneamente.

L’articolo originale è su Fortune.com

Poste Italiane Dic 25

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