Sam Altman ha formulato una delle sue previsioni più ambiziose sul futuro dell’intelligenza artificiale: secondo il Ceo di OpenAI, l’AI potrebbe superare le capacità cognitive umane entro il 2030.
Altman, da sempre ottimista sulle potenzialità della tecnologia, sostiene da anni che l’intelligenza artificiale finirà per superare l’uomo in numerosi ambiti. Ma i progressi registrati negli ultimi anni, da quando OpenAI ha dato il via alla corsa globale all’AI con il lancio di ChatGPT, lo hanno convinto che questo traguardo potrebbe arrivare prima del previsto.
“Direi con certezza che entro la fine di questo decennio, quindi entro il 2030, se non avremo modelli straordinariamente capaci di fare cose che noi stessi non siamo in grado di fare, ne sarei molto sorpreso”, ha dichiarato in un’intervista rilasciata al quotidiano tedesco Die Welt alla fine del 2025.
Secondo Altman, il futuro potrebbe essere persino più promettente.
Pur riconoscendo che l’AI non è ancora in grado di svolgere alcuna attività che per gli esseri umani risulta semplice, il manager ritiene che già i modelli sviluppati nel corso di quest’anno potrebbero rivelarsi “piuttosto sorprendenti” e migliorare rapidamente.
“Posso facilmente immaginare un mondo in cui il 30%-40% delle attività economiche svolte oggi venga eseguito dall’intelligenza artificiale in un futuro non troppo lontano”, ha affermato.
I rivali prevedono tempi ancora più rapidi
La previsione di Altman è in realtà meno aggressiva rispetto a quella di altri protagonisti del settore.
Dario Amodei, ex dirigente di OpenAI e oggi Ceo di Anthropic, ritiene che entro il 2027 l’intelligenza artificiale sarà migliore degli esseri umani “in quasi tutto”.
Anche Elon Musk, diventato recentemente trilionario grazie alla quotazione di SpaceX, ha espresso una visione estremamente ottimistica. In un video pubblicato dopo l’Ipo della società spaziale, Musk ha affermato che AI e robot produrranno una tale abbondanza di beni da rendere il denaro sostanzialmente irrilevante in futuro.
Nonostante queste prospettive, Altman ritiene che gli esseri umani continueranno a svolgere un ruolo centrale.
“Credo che queste qualità diventeranno sempre più importanti nel mondo dell’AI”, ha spiegato. “Avremo a disposizione uno strumento straordinario, ma dovremo comunque capire cosa fare, cosa desiderano le altre persone e cosa riterranno utile”.
Il limite attuale: infrastrutture ed energia
Secondo Altman, uno dei principali ostacoli alla crescita dell’intelligenza artificiale non riguarda gli algoritmi ma l’infrastruttura necessaria per farli funzionare.
ChatGPT è già oggi il quinto sito più visitato al mondo e richiede enormi quantità di energia e capacità computazionale.
In passato il Ceo di OpenAI ha dichiarato che l’azienda dispone già di modelli più avanzati di GPT-5, ma che non può ancora renderli disponibili pubblicamente perché le infrastrutture attuali non sono sufficienti a supportarli.
Per questo motivo OpenAI, Oracle e SoftBank stanno costruendo ad Abilene, in Texas, un gigantesco complesso di data center da oltre 300 ettari, destinato a diventare il sito principale del progetto Stargate approvato dall’amministrazione Trump.
“Questo sito rappresenta solo una piccola parte di ciò che stiamo costruendo. E tutto questo non sarà comunque sufficiente a soddisfare la domanda di ChatGPT”, ha dichiarato Altman durante una recente visita all’impianto.
Verso la superintelligenza
Secondo il fondatore di OpenAI, tutte queste infrastrutture contribuiranno a realizzare l’obiettivo più ambizioso dell’AI: ridefinire profondamente il modo in cui il mondo produce conoscenza.
“Tra un paio d’anni diventerà molto plausibile che l’intelligenza artificiale riesca a compiere scoperte scientifiche che gli esseri umani non sarebbero in grado di fare da soli”, ha spiegato a Die Welt. “È a quel punto che inizierò a considerarla qualcosa che possiamo davvero chiamare superintelligenza”.
Questo articolo è stato pubblicato su Fortune.com.
