Meno asfalto, più alberi: così Mirificus prova a “raffreddare” le città

In questi giorni il caldo si “respira” ovunque. Si sente salire dall’asfalto delle città, che hanno raggiunto picchi di 40 gradi in diverse aree d’Italia. E mentre crescono le allerte meteo e i richiami dell’Oms sui rischi delle ondate di calore, c’è chi guarda avanti e immagina città sempre più green per contrastare il cambiamento climatico. L’obiettivo è intervenire su quelle che ormai vengono definite “isole di calore urbane”, dove cemento e asfalto fanno impennare le temperature. È questa la sfida del progetto Mirificus (Monitoraggio degli Interventi di RIForestazione per l’Isola di Calore Urbana tramite i Satelliti), che punta a ripensare le metropoli del futuro con più alberi, pavimentazioni capaci di trattenere meno calore e spazi urbani più verdi.

Dati alla mano, con la piantumazione di 114 nuovi alberi si registrerebbe, tra le ore 9 e le 15, una riduzione media della temperatura superficiale superiore ai 4 °C. Su base giornaliera, la differenza tra lo scenario attuale e quello simulato sarebbe di circa 2,2 °C. Il messaggio che arriva dagli esperimenti è chiaro: le isole di calore urbane non sono soltanto un fenomeno da monitorare, ma una criticità sulla quale è possibile intervenire con strumenti già disponibili.

L’archivio storico delle temperature italiane tra il 2013 e il 2023

I risultati del progetto si affiancano anche a un archivio storico delle temperature superficiali italiane tra il 2013 e il 2023. Il quadro che emerge non è incoraggiante. Quasi tutti i capoluoghi superano i 40 °C durante l’estate: Milano raggiunge i 43,1 °C, Torino i 43 °C, Napoli e Bologna i 42,7 °C, mentre Cagliari tocca i 42,9 °C, risultando la città costiera con la temperatura superficiale più elevata.

Nelle aree rurali, invece, le temperature sono mediamente più basse, con una differenza di circa 5,6 °C che, nel caso di Napoli, arriva fino a 9,4 °C. Il motivo è noto: nelle città cemento e asfalto prevalgono sul suolo naturale e sulla vegetazione, mentre le superfici impermeabili trattengono il calore. Ma non conta solo la quantità di verde. Mirificus mostra anche come la forma della città, la disposizione degli edifici, la loro altezza e i materiali utilizzati influenzino direttamente la distribuzione del calore.

I test a Roma e Firenze

I primi test di Mirificus hanno coinvolto Roma e Firenze, con simulazioni realizzate in due aree urbane particolarmente critiche: Settecamini, nel quadrante orientale della Capitale, e l’area Mercafir-Piazza Artom di Firenze. Contesti scelti perché fortemente urbanizzati e caratterizzati da un’elevata presenza di superfici artificiali.

Nell’area industriale di Settecamini, estesa per circa 90 mila metri quadrati, il 60% della superficie è occupato da asfalto e il 32% da edifici, prevalentemente industriali, con un’altezza media di circa sei metri. La vegetazione è marginale: gli alberi sono concentrati lungo le strade e coprono meno del 9% dell’area. Nello scenario simulato, con nuovi alberi e superfici verdi, la temperatura superficiale si riduce tra i 3,7 e i 4,2 °C nella fascia oraria compresa tra le 9 e le 15.

A Firenze il contesto è ancora più estremo dal punto di vista dell’artificializzazione. Oltre il 70% dell’area è coperto da asfalto a basso albedo, gli edifici occupano il 29,3% della superficie e il verde è quasi assente: appena lo 0,3%. In 90 mila metri quadrati sono presenti soltanto due alberi, entrambi ai margini dell’area, con un’altezza media di circa sette metri. Anche qui le simulazioni mostrano come l’introduzione di nuove alberature e superfici più adatte a riflettere il calore possa contribuire ad abbassare sensibilmente le temperature.

Gli interventi ipotizzati prevedono l’introduzione di pavimentazioni in grado di trattenere meno calore, la realizzazione di nuovi spazi verdi e la piantumazione di alberi, per verificare quale impatto possano avere sulle temperature nelle ore più calde della giornata.

Più alberi e superfici meno impermeabili

Mirificus dimostra come i dati satellitari possano diventare uno strumento concreto per pianificare gli interventi nelle città, aiutando amministrazioni e decisori pubblici a capire dove investire e quali soluzioni abbiano il maggiore impatto. Più alberi e superfici meno impermeabili significano infatti non solo temperature più basse, ma anche una riduzione dei consumi energetici legati al raffrescamento degli edifici, una migliore qualità della vita negli spazi pubblici e città più resilienti agli effetti del cambiamento climatico.

Poste Italiane Dic 25

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