Bocca: il turismo ha bisogno di risposte, basta attese

Infrastrutture, lotta all’abusivismo, riduzione della pressione fiscale, sostegno agli investimenti e soprattutto identiche regole per tutti. Il turismo italiano non può aspettare e ha bisogno di interventi seri di sostegno “qui e ora”. Il messaggio lanciato dagli albergatori riuniti nell’assemblea annuale di Federalberghi a Porto Cervo è forte e univoco. Anche perché ci sono sfide incombenti che non possono essere perse e a cui bisogno prepararsi per bene.

Prima fra tutti quella di intercettare una fetta sempre crescente del “grande esercito di terracotta” dei viaggiatori cinesi (ipertecnologici e big spender oltre tutto): 129 milioni nel mondo l’anno scorso, 12 milioni in Europa e 1.5 milioni in Italia. Ma solo 500 mila atterrano direttamente nel nostro Paese con il rischio che l’Italia diventi solo una “piccola” tappa di un viaggio in Francia o in altri stati europei. “Ci auguriamo – dice il presidente Bernabò Bocca – che il nuovo quadro politico che si è delineato con le elezioni possa fornire risposte concrete alle richieste che gli albergatori avanzano. Non è possibile – spiega – attendere anni che una legge dello Stato, come quella sui condhotel (hotel in cui è possibile affittare o acquistare un appartamento con gli stessi servizi alberghieri), riceva un regolamento attuativo. Se da un lato siamo contenti del risultato ottenuto, dall’altro non possiamo che rimarcare che questi tempi sono assolutamente incompatibili con le decisioni d’impresa, con gli investimenti, con il mercato”.

A Porto Cervo c’è spazio anche per le previsioni per l’estate: “Credo che se non ci saranno problemi di sicurezza, che è l’unica cosa che ci preoccupa, la stagione estiva sarà assolutamente positiva. L’Italia per noi è il primo mercato ed è quello che ci interessa di più. Le prime avvisaglie sui ponti primaverili, abbiamo avuto un buon 25 aprile e un 1 maggio eccezionale, sono state molto buone rispetto al 2017 che pure è stato un anno record”.

Massima attenzione anche all’annoso problema dell’abusivismo: “La sedicente sharing economy di condiviso ha ormai poco: prospera nell’assenza pressoché completa di regole. E’ sconvolgente e imbarazzante che il fisco italiano, rapace con alcuni, sia con questi soggetti accondiscendente al limite della negligenza. L’abusivismo per noi è un grosso problema, abbiamo visto nei Tg città d’arte invase dai turisti invocando persino il numero chiuso, mentre in quel periodo gli alberghi avevano solo il 70% di camere occupate. Allora dobbiamo capire tutta questa gente dove soggiornava. Anche oltre tutto per un problema di sicurezza perché queste strutture pararicettive non hanno l’obbligo come hanno gli alberghi di comunicare i dati all’autorità di pubblica sicurezza. In un momento di rischio terrorismo, non credo che l’Italia possa permetterselo”.

Infine infrastrutture e ovviamente la situazione di Alitalia: “E’ la terza volta – tuona Bocca – che facciamo finta di venderla. Secondo me nessun governo italiano avrà la forza di ristrutturare Alitalia, a questo punto la nazionalizzi ed è molto meglio. Ma non facciano finta di venderla, altrimenti ogni volta è una pantomina, prima Air France poi Lufthansa”.