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Bruxelles: ok Italia ma serve correzione

L’Italia nel 2017 è in linea con le regole del Patto di  stabilità, dice la Commissione Ue, ma servono correzioni e Roma deve proseguire nella riduzione del debito pubblico. Serve inoltre tagliare cuneo fiscale e spesa pensionistica. Il vicepresidente della Commissione Ue Dombrovskis spiega che si è
deciso di non aprire una procedura per debito, ma per il 2019 viene raccomandato un aggiustamento strutturale dello 0,6%. Per Bruxelles, l’aggiustamento di bilancio per il 2018 appare
‘inadeguato’ e la Commissione ‘riesaminerà’ la situazione ‘sulla base dei dati 2018 che saranno notificati nella primavera 2019’. Il commissario Moscovici avverte: ‘Non è la fine della storia’.

“Sulla gestione delle finanze pubbliche e in particolare per la velocità di riduzione del deficit e del debito la valutazione della Commissione conferma la validità della strategia del ‘sentiero stretto’ proposta dal Governo italiano, volta a perseguire migliori tassi di crescita pur mettendo in sicurezza i conti pubblici”. Lo afferma il Mef commentando le valutazioni della Commissione europea. “Tra le raccomandazioni all’Italia non figura il ricorso a ulteriori misure di correzione dei conti pubblici da adottare nel corso del 2018”, aggiunge via XX settembre, commentando ulteriormente il giudizio di Bruxelles sui conti italiani.

“L’aggiustamento di bilancio realizzato nel 2017, con il deficit sceso al 2,3% del PIL, viene ritenuto soddisfacente – prosegue il Mef – alla luce dei costi sostenuti per il sisma e il flusso eccezionale di rifugiati. Inoltre la Commissione riconosce l’utilità degli interventi effettuati nel settore bancario e apprezza la velocità di dismissione dei crediti in sofferenza, tant’è che non chiede più – come in passato – di accelerarne la dismissione ma di sostenere il ritmo attuale”.

Una posizione che conforta il Tesoro: “Sulla gestione delle finanze pubbliche e in particolare per la velocità di riduzione del deficit e del debito la valutazione della Commissione conferma la validità della strategia del ‘sentiero stretto’ proposta dal Governo italiano, volta a perseguire migliori tassi di crescita pur mettendo in sicurezza i conti pubblici”.