Rider, la proposta: sgravi ai ristoratori per assumere

Un credito d’imposta per far sì che i ristoratori assumano i rider. O almeno, quelli che vogliono lavorare con contratto di lavoro subordinato. La proposta arriva dalla prima catena di sushi di Milano ad aver importato le consegne a domicilio di cucina giapponese in Italia, This Is Not A Sushi Bar. “Lo spirito della nostra proposta è coinvolgere coloro che finora, nel dibattito tra fattorini e piattaforme online, sono stati tenuti da parte. Cioè. gli imprenditori”, spiega a Fortune Italia Matteo Pittarello, presidente della catena di ristoranti che ha aperto il suo primo punto vendita nel 2008 e che attualmente ha una dozzina di ragazzi assunti con contratto di lavoro subordinato che svolgono la mansione di fattorini.

“Accrescere le tutele per i rider aumentando però il costo del lavoro, che è quello che in questo momento le parti in causa e il ministro del Lavoro Luigi di Maio stanno elaborando, non è una buona proposta perché non abbassa il cuneo fiscale come invece si dovrebbe fare”, dice Pittarello.

La proposta del ristorante milanese ha come obiettivo quello di tentare di soddisfare sia i lavoratori, che gli imprenditori ma anche le piattaforme di delivery, come Foodora, Glovo e Deliveroo. E inoltre, “si incentiverebbe anche la diffusione della consegna a domicilio in quelle aree d’Italia in cui attualmente non sono attivi i servizi di delivery. Se solo il 10 per cento delle attività assumesse una persona, verrebbero a crearsi 33 mila nuovi assunti, circa tre volte quelli ad oggi impiegati dalle piattaforme nei grandi centri urbani”.

I rider otterrebbero un contratto di lavoro con tutele maggiori rispetto a quelle – pressoché inesistenti – che hanno ora, lasciando sulle piattaforme solo coloro che vogliono rimanere “flessibili”: in questo modo, si parlerebbe davvero di gig economy (economia dei lavoretti). Di conseguenza, le piattaforme online avrebbero un sostanziale mantenimento della situazione attuale: rimarrebbe invariato lo stato di quel 70 per cento di consegnatori che non è interessato al lavoro subordinato, mentre ricadrebbe sul ristoratore l’onere di tutelare come un normale dipendente chi è interessato all’assunzione.
Infine, per i ristoratori, oltre alle agevolazioni fiscali derivanti dal credito d’imposta, si presenterebbe l’occasione di assumere personale, anche già formato da precedenti esperienze con le piattaforme, che, essendo a tutti gli effetti dipendente, sarebbe impiegabile anche in altre mansioni, con le derivanti possibilità di crescita professionale. Inoltre, rimarrebbe invariata la possibilità di usufruire dei servizi delle piattaforme pur avendo una propria flotta.