La politica mette a rischio le pensioni, allarme Ft e sindacati

Molte delle politiche proposte e adottate dal nuovo Governo potrebbero mettere a rischio le pensioni degli italiani. L’allarme parte dai sindacati e arriva sulle pagine del Financial Times che, raccontando lo scontro tra il vicepremier Matteo Salvini e il presidente dell’Inps Tito Boeri, titola nell’apertura della sua seconda pagina, con un richiamo in prima: “La posizione dell’Italia sui migranti suscita preoccupazioni per le pensioni”.

Escono così dai confini nazionali le asprezze della dialettica Salvini-Boeri che, la scorsa settimana, si erano tradotte in un botta-risposta mediatico dai toni accesi. Rabbia di “Salvini sui timori che la linea dura possa provocare un danno economico”, riporta il sommario del Financial Times. Il presidente dell’Inps Tito Boeri, si legge, “ha avvertito che una stretta sull’immigrazione, accompagnata da una spesa pensionistica più alta, sarebbe un male per l’economia e le finanze pubbliche, e preoccuperebbe gli investitori internazionali”. Le dichiarazioni di Boeri hanno portato ad uno “scontro” con Matteo Salvini, “leader dell’estrema destra e ministro dell’Interno, che guida l’approccio più duro verso” gli immigrati, si spiega, perché “le pensioni, come la politica migratoria, sono temi su cui il nuovo governo ha costruito il proprio consenso e messo in gioco la propria reputazione”. Di Maio, si segnala nell’articolo, “ha assunto una linea più morbida di Salvini”, affermando che con Boeri ha ‘una visione comune’ su molti temi. Mettendo tuttavia in questione il fatto che la migrazione possa aiutare l’economia italiana. “Gli investitori seguono” le evoluzioni “da vicino. Il debito dell’Italia è il più alto, in termini assoluti, dell’Eurozona. Cenni di un aumento dei conti per le pensioni potrebbe innescare nervosismo nei mercati”, come nel caso della formazione del governo di coalizione. “Salvini – si conclude – ha rafforzato” la sua posizione sulla politica migratoria, ieri, “dicendo di voler fermare gli sbarchi nei porti italiani, dei migranti salvati nel Mediterraneo, dalle navi straniere”.

E anche se il tema pensioni è quasi sempre ‘scottante’, si può dire che oggi più che mai l’angolatura con cui gli inglesi hanno analizzato lo scontro sia di interesse nazionale. Giusto questa mattina, infatti, i sindacati hanno lanciato un avvertimento a Conte e ai suoi ministri sul tema: “Le pensioni non si toccano. Il governo farebbe bene a fermarsi prima di fare degli errori e ad aprire un confronto serio e di merito con i sindacati” dichiarano in una nota i Segretari generali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil Ivan Pedretti, Gigi Bonfanti e Romano Bellissima. 

Tra ipotesi di ricalcoli, contributi di solidarietà e tagli sopra una certa soglia – continuano i sindacalisti in una nota – è del tutto evidente che l’intenzione è quella di mettere ancora una volta le mani nelle tasche dei pensionati provocando così l’ennesimo danno a uomini e donne che hanno lavorato per una vita. È un film già visto e sarebbe una clamorosa retromarcia rispetto a quanto fatto in questi ultimi anni con l’allargamento e il potenziamento della 14esima”. I sindacati si dicono “pronti” a confrontarsi con il governo, ma dicono “fin da ora” di essere “assolutamente indisponibili a ragionare su interventi che avrebbero come unico fine quello di fare cassa con le pensioni”.

E anche se le radici della polemica nostrana non sono le stesse riprese dal quotidiano inglese, il problema centrale è comune: i giovani di oggi, oltre ad avere un presente difficoltoso sul fronte lavorativo, devono preoccuparsi anche di quella che una volta era una certezza per il futuro.