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Istat: a giugno record contratti a termine, ma occupazione in calo

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A giugno torna a salire il tasso di disoccupazione (10,9%), specialmente tra gli under25 (32,6%). Diminuisce, dunque, il numero degli occupati (-0,2%, pari a un calo di 49 mila unità), in particolare tra chi ha contratti a tempo indeterminato e indipendenti, mentre aumentano i contratti a tempo determinato. L’inattività cala e rimane al minimo storico. Ma allargando lo sguardo agli ultimi 12 mesi i dati sono positivi se confrontati al 2017. Lo rileva l’Istat, diffondendo i dati provvisori.

A giugno il tasso di disoccupazione torna a salire con un aumento di 0,2 punti su base mensile. L’Istituto fa notare come la stima delle persone in cerca di occupazione a giugno registri un aumento del 2,1% (+60 mila). Il numero dei disoccupati risulta così pari a 2 milioni e 866 mila. Invece nei dodici mesi la disoccupazione, si sottolinea, “cala lievemente”, “mantenendosi sui livelli della fine del 2012”.

Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a giugno risale, risultando pari al 32,6%, in rialzo di 0,5 punti percentuali su maggio, rileva l’Istat sottolineando come il livello degli under25 in cerca di occupazione sia nettamente inferiore al massimo raggiunto nel marzo del 2014 (43,5%) ma ancora di 13 punti superiore rispetto al minimo toccato nel febbraio del 2007 (quando era 19,5%)

Il nuovo aumento della disoccupazione si accompagna a una riduzione del tasso delle persone a lavoro (al 58,7%, -0,1 punti percentuali) e a un calo dell’inattività (al 33,9%, -0,1 punti), che “si mantiene sul minimo storico”. Le persone che non risultano occupate né in cerca di un lavoro scendono infatti di altre 27 mila unità in un mese. La flessione dell’inattività, si precisa, “riguarda principalmente le donne (-23 mila) e si distribuisce tra i 15-49enni”.

Dopo tre mesi di crescita, la stima degli occupati a giugno registra un calo di 49 mila unità (-0,2%). La diminuzione congiunturale dell’occupazione coinvolge soprattutto gli uomini (-42 mila) e le persone di 35 anni o più (-56 mila). Il calo, spiega l’Istat, si concentra tra i dipendenti permanenti (-56 mila) e in misura più contenuta tra gli indipendenti (-9 mila). Continuano invece a crescere i dipendenti a termine (+16 mila), che aggiornano di nuovo il loro record storico, raggiungendo i 3 milioni 105 mila.

La crescita dei dipendenti a tempo non conosce quindi tregua, si tratta infatti del sesto rialzo consecutivo. Allargando lo sguardo agli ultimi dodici mesi, l’Istat spiega come, su base annua, a giugno si confermi l’aumento dell’occupazione (+1,4%, +330 mila). L’espansione interessa uomini e donne e si concentra, appunto, tra i lavoratori a termine (+394 mila). In lieve ripresa risultano anche gli indipendenti (+19 mila), mentre per i dipendenti permanenti resta il segno meno (-83 mila). Crescono soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+355 mila) e i 15-34enni (+119 mila) mentre calano gli occupati tra i 35 e i 49 anni (-145 mila). Al netto della componente demografica, però, si registra un segno positivo per l’occupazione in tutte le classi di età. Nei dodici mesi, a fronte della crescita degli occupati si rileva un deciso calo per gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-2,6%, -344 mila). Più contenuta invece risulta la flessione dei disoccupati (-0,3%, -8 mila). Concentrando l’attenzione sul secondo trimestre, nonostante i dati di giugno, si evidenzia una “consistente” crescita degli occupati (+0,8% rispetto al trimestre precedente, pari a +196 mila). Un aumento che tocca principalmente gli ultracinquantenni (+140 mila). Crescono soprattutto i lavoratori a termine (+123 mila) e, in misura minore, gli indipendenti (+75 mila) mentre restano sostanzialmente stabili i dipendenti permanenti.

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