Antitrust indaga su Dazn e Sky: “pratiche commerciali scorrette”

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Enel 2022

Violazioni dei diritti dei consumatori e pratiche commerciali scorrette. Su questi due punti l’Antitrust ha avviato due procedimenti istruttori contro Sky e Dazn (nome commerciale del Gruppo Perform). I procedimenti sono stati avviati su segnalazione di singoli consumatori e di alcune associazioni di consumatori, e fanno riferimento alla commercializzazione dei pacchetti delle partite di calcio per la stagione 2018/2019.

Al centro della questione c’è la pubblicità: Sky avrebbe adottato modalità di pubblicizzazione dell’offerta del pacchetto calcio per la stagione 2018-2019 che, “in assenza di adeguate informazioni sui limiti dell’offerta relativi alle fasce orarie, potrebbero avere indotto i nuovi clienti ad assumere una decisione commerciale non consapevole”. Non solo nuovi clienti: anche quelli vecchi sarebbero stati danneggiati. Per chi era già abbonato al pacchetto calcio di Sky, infatti, la condotta dell’azienda “potrebbe presentare profili di aggressività in quanto – a fronte di un significativo ridimensionamento del pacchetto in relazione al numero delle partite trasmesse e in assenza dell’informativa sulla possibilità di recedere dal contratto senza penali, costi di disattivazione e senza la restituzione degli sconti fruiti – il professionista avrebbe indotto tali soggetti a rinnovare l’abbonamento nell’erroneo convincimento che l’offerta non fosse mutata”. Sky potrebbe inoltre aver violato l’articolo 65 del Codice del consumo non avendo acquisito il consenso del consumatore rispetto alla nuova opzione del pacchetto calcio 2018/2019.

Quanto alle società del gruppo Perform (Dazn compresa), sotto accusa è lo slogan. “Quando vuoi, dove vuoi” potrebbe far intendere al consumatore di poter utilizzare il servizio ovunque si trovi, quando invece le limitazioni tecniche potrebbero impedirne o renderne difficoltosa la fruizione. Oggetto d’attenzione dell’Antitrust anche i messaggi che indicherebbero la possibilità di poter fruire di un “mese gratuito” di offerta del servizio “senza contratto”, mentre in realtà il consumatore stipula un contratto per il quale è previsto il rinnovo automatico, con conseguente esigenza di esercitare l’eventuale recesso per non rinnovarlo. Inoltre, l’iscrizione per la fruizione gratuita del primo mese comporta l’automatico addebito dell’importo per i mesi successivi, in quanto il consumatore, creando l’account, darebbe inconsapevolmente il proprio consenso all’abbonamento al servizio, dovendosi attivare per esercitare il recesso e quindi evitare gli addebiti automatici.

Tali comportamenti, conclude l’Antitrust, potrebbero integrare distinte pratiche commerciali scorrette in violazione degli articoli 21, 24 e 25 del Codice del Consumo, presentando sia profili di ingannevolezza rispetto alle informazioni comunicate dal professionista in merito alle caratteristiche tecniche di fruibilità del pacchetto e alle modalità di adesione all’offerta, che profili di aggressività, in quanto il professionista potrebbe aver esercitato un indebito condizionamento nei confronti dei consumatori che, accettando l’offerta per fruire gratuitamente il primo mese del servizio, potrebbero subire un addebito automatico quale conseguenza della sottoscrizione inconsapevole di un contratto.

“Ottima notizia! Un primo passo per la tutela dei consumatori”, ha detto il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona. “Assurdo che i tifosi paghino e poi debbano incrociare le dita sperando che la propria squadra giochi nel giorno e nell’orario giusto. Una situazione paradossale ed inaccettabile. Anche se il peccato originale non è di Sky e dipende dall’avidità della Lega di serie A, che per incassare più milioni, ben 973, ha avuto la bella pensata di dividere in 3 pacchetti le partite di calcio, impendendo ad un unico operatore di poterli acquistare tutti e 3, si tratta comunque di un pasticcio che va risolto al più presto”.

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