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Def: con la manovra lo spread calerà e il pil crescerà

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Lo spread calerà per effetto della manovra che sarà approvata. E il calo dello spread consentirà una crescita maggiore del pil. E’ il circolo virtuoso che la Nota di aggiornamento al Def prevede possa innescarsi. “I recenti livelli dei rendimenti sui titoli di Stato”, base delle previsioni della nota di aggiornamento al Def “non riflettono i dati fondamentali del Paese. Contiamo che una volta che il programma di politica economica del Governo sarà approvato dal Parlamento, si dissolva l’incertezza che ha gravato sul mercato dei titoli di Stato negli ultimi mesi”, scrive il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, nella premessa al documento. “Con livelli dei rendimenti più allineati ai dati fondamentali, le proiezioni di crescita e di finanza pubblica miglioreranno significativamente“. Intanto, la giornata della borsa italiana chiude in calo: il Ftse Mib cede l’1,30% a 20.345 punti.

La Nota chiarisce anche quali saranno gli strumenti legislativi utilizzati per finalizzare le misure ipotizzate. La legge di bilancio sarà accompagnata da 12 disegni di legge, tra cui anche uno specifico dedicato al reddito di cittadinanza. Le coperture per il sostegno dovrebbero essere inserite in manovra, mentre nel ddl dovrebbero essere specificati i dettagli sulla distribuzione dei 780 euro. Gli altri ddl riguarderanno, tra gli altri argomenti, il Codice del lavoro, le start up, il ristoro dei risparmiatori, l’Ires verde o lo sport. La Nota cita anche provvedimenti già approvati come il ddl concretezza nella Pa.

“Più di un quarto” delle spese fiscali, “120 su 446” voci, “ha una incidenza sul gettito inferiore a 10 milioni”, si legge nella sintesi del ‘Rapporto programmatico’ sugli interventi in materia di spese fiscali allegato alla Nota al Def. Per gli sconti che riguardano l’Irpef, che è “il tributo maggiormente interessato”, 35 voci su 121 totali (poco meno del 30%) incidono per meno di 10 milioni di gettito. Nella Nota il governo lega l’intervento sulle tax expenditures all’introduzione di una “flat tax generalizzata”.

Intanto, delle stime del pil parla il vicepremier Matteo Salvini. Sono ottimistiche? “No, sono limitate”, risponde ai cronisti. “Sono stufo di un’Italia che cresce dello ‘zero virgola’. Noi investiamo sul lavoro per crescere dell”uno virgola’ o ‘due virgola'”, aggiunge.

Anche l’altro Vicepremier, Luigi Di Maio, ha una visione ottimistica delle stime future: “dal punto di vista della crescita ci sono delle stime che non possono andare oltre alcune previsioni nel senso che non ci possiamo attestare oltre l’1,6% di crescita, ma io credo che sarà di più”, ha detto il vicepremier a Fanpage.it, dove ricorda anche che “scenderà il deficit perché ci sarà una grande crescita, abbasseremo il debito e questa è anche una garanzia per i mercati”. Questa è una “grande manovra economica” che, afferma di Maio, produrrà crescita “quando noi avremo permesso a tutti i cittadini di andare in pensione e liberare i posti di lavoro, di spendere di più con le pensioni minime, di spendere con il reddito di cittadinanza, perché con il reddito di cittadinanza si avrà per un periodo limitato nel tempo il reddito, mentre ti formiamo e reinseriamo lavorativamente”. A ciò bisogna aggiungere il fatto che “le partite Iva pagheranno una flat tax al 15% e abbasseremo l’Ires alle imprese che fanno assunzioni o fanno investimenti: quindi ci sarà un abbassamento delle tasse che permetterà un rilancio dei consumi e dell’economia”.

Tutte misure che poggiano sul rapporto Deficit-Pil: il 2,4% “è il numero che ci serviva per finanziare il superamento della Legge Fornero, il Reddito di Cittadinanza, la Pensione di Cittadinanza e i rimborsi ai truffati delle banche. Non è una sfida con l’Europa e non è uno sfizio, è semplicemente il numero che serviva per la ‘Manovra del Popolo'”, ha detto Di Maio. E sul reddito di cittadinanza ha aggiunto che non ci saranno esenzioni per le persone che non lavorano ma hanno una casa di proprietà, ma semplicemente uno sconto sull’assegno calcolato in base ad un cosiddetto “affitto imputato”. E’ questa la soluzione individuata, spiega Di Maio, per attribuire il reddito di cittadinanza alle persone bisognose nonostante abbiano una casa di proprietà.

Secondo il direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici, Carlo Cottarelli, una crescita dell’1,5% nel 2019 “è difficile ma non impossibile, se i mercati finanziari si tranquillizzano e si riduce la spesa per interessi”. Più difficile “nel 2020-21 perché il deficit non aumenta ulteriormente. La spinta dell’espansione fiscale”, c’è solo “per il primo anno”. Necessario anche, per Cottarelli, che “l’economia internazionale continui a crescere” e che ci sia “una accelerazione notevole” del tasso di crescita “allo 0,4-0,5%” a trimestre.

Critici i sindacati: nella nota di aggiornamento del Def “non vi è previsione, né quantificazione, delle risorse necessarie per rinnovare i contratti, finanziare le assunzioni e fare investimenti nell’innovazione delle pubbliche amministrazioni”, hanno affermato i sindacati del pubblico impiego Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa, chiedendo quindi al ministro della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, “di dar conto del perché non vi sia traccia nel Def” delle risorse e “di avviare subito il confronto”.

Nel merito delle misure che andranno in manovra, arrivano alcune indicazioni significative.

Pensione di cittadinanza. “Verrà modulata tenendo conto della situazione complessiva dei nuclei familiari, anche con riferimento alla presenza al loro interno di persone con disabilità o non autosufficienti”. Il governo intende anche “rafforzare le misure di sostegno agli invalidi, agendo al contempo sulle modalità di verifica dei soggetti che hanno effettivamente diritto ai relativi trattamenti, con azioni mirate laddove i dati mostrino delle anomalie”.

Ticket. Sarà “valutata una revisione della disciplina della partecipazione alla spesa sanitaria e delle esenzioni” ferma restando “la garanzia degli equilibri economico-finanziari del SSN”. Il governo conferma l’intenzione di mettere mano ai ticket sanitari. In arrivo “entro marzo 2019” una “cabina di regia” con il compito di individuare “le priorità del Paese, a partire dalle zone a maggior rischio sismico”, per “implementare un piano pluriennale di investimenti” nell’edilizia sanitaria.

Tagli spesa. Per assicurare le coperture delle nuove politiche previste nella manovra 2019 “si opereranno tagli alle spese dei ministeri e altre revisioni di spesa per circa lo 0,2% del Pil”. I fondi attualmente destinati al Reddito di Inclusione verranno utilizzati per coprire parte del costo del Reddito di Cittadinanza, mentre a fronte della flat tax per gli autonomi e il taglio dell’Ires sugli utili reinvestisti, si prevede l’abrogazione dell’Iri (che doveva entrare in vigore nel 2019) e dell’Ace.

Ecobonus. Verrà prorogata “la detrazione per interventi di riqualificazione energetica degli edifici”.Nella nota di aggiornamento del Def si sottolinea come “la Legge di Bilancio 2019 proseguirà le politiche di promozione degli investimenti, dell’innovazione e del miglioramento dell’efficienza energetica delle abitazioni”.

Equo compenso e voucher. Come si legge nella nota, “per contrastare il precariato si procederà anche all’estensione dell’equo compenso, e verrà estesa l’applicazione della normativa in vigore sul lavoro accessorio, al fine di regolamentare questo tipo di rapporto di lavoro (come babysitter e il lavoro agricolo stagionale non inquadrabile in nessun contratto di lavoro) prevedendo la tutela della dignità del lavoratore”.

 

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