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Droni, satelliti e Blockchain, la cooperazione 4.0

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“Si può investire nell’innovazione per salvare vite umane”. La storia di Martina Venzo trasmette positività e fiducia nel futuro, nonostante le difficoltà. “Mancano i fondi”, chiarisce ma la sfida della cooperazione internazionale in chiave 4.0 è alla portata. Come dimostra il caso di Helpcode, una Onlus che dal 1988 si occupa di progetti per lo sviluppo in Paesi come Cambogia e Mozambico e che ha preso parte quest’anno al Digitalmeet 2018, festival sull’alfabetizzazione digitale https://digitalmeet.it/ . “Da un anno e mezzo siamo operativi in uno dei teatri più difficili del Mediterraneo: la Libia. Grazie a partner locali siamo in azione per affrontare un’emergenza umanitaria e sanitaria, soprattutto a tutela dei target più vulnerabili: donne e bambini”, racconta.

Fin qui non ci sarebbe nulla di originale. “Portare materiale sanitario, di soccorso e igienico nei campi profughi a Tajura però è tutt’altro che semplice, è una vera sfida. Ci sono tanti confini interni presidiati da truppe armate”, ci spiega Martina. Dietro l’angolo il pericolo è che uomini e mezzi vengano fermati e assaliti e il materiale trasportato rischia così di finire in mano a criminali e delinquenti locali.

A marzo scorso, Helpcode ha consegnato in loco i primi aiuti umanitari in un campo di detenzione. A guidare l’operazione in remoto c’era un satellite. “Grazie a una collaborazione con Air Defence and space, un’organizzazione di servizi satellitari, abbiamo posizionato il satellite su Tajuraspiega Martina Venzo a Fortune Italia – e grazie alle immagini trasmesse abbiamo letteralmente seguito il camion. C’è stato un ritardo di due ore a causa di scontri tra milizie ma poi tutto è avvenuto secondo programma”. Nessun problema per la privacy: le immagini trasmesse sono a bassa risoluzione e non consentono di individuare i volti delle persone. Le nuove tecnologie aiutano così chi si occupa di interventi umanitari in aree difficili. Lo sa bene Martina che, nel 2010, in occasione del terremoto ad Haiti, il peggiore sisma di sempre con oltre 230.000 morti, si recò fisicamente in loco per portare gli aiuti umanitari alla popolazione locale. Nel caso dei bambini orfani, cercavamo letteralmente casa per casa, anzi tenda per tenda. Quante vite avremmo potuto salvare grazie ai droni nella ricerca dei dispersi?”, si chiede.

Nella gestione delle consegne di kit sanitari, coperte, abbigliamento, cuscini, materassi e lenzuola, oggi Helpcode utilizza una App chiamata Gina internationalche consente agli operatori locali di lanciare un SOS in caso di pericolo. Operare in sicurezza è fondamentale, soprattutto in teatri difficili come la Libia. Qui, nella regione del Fezzan, nella provincia di Ubari, la Onlusopera in 4 centri sanitari. Parliamo di un territorio dove si registra una grave carenza di personale medico e infermieristico”. I pochi medici rimasti, spesso – racconta Martina – non hanno strumenti e risorse. Ecco perché diventa fondamentale uno strumento come la telemedicina. “Grazie a un accordo con l’ospedale Gaslini di Genova – spiega – abbiamo la possibilità di leggere in remoto esami diagnostici realizzati in loco o di promuovere la formazione di medici e operatori sanitari sul campo”.

Nell’era del digitale tutto cambia e così la rivoluzione blockchain è destinata a coinvolgere a pieno ritmo anche la cooperazione internazionale. Come? Spesso migranti e richiedenti asilo sono privi di documenti di identità. Il blockchain (letteralmente ‘catena di blocchi’) è come un libro mastro, un registrodati condiviso, dove ogni unità del registro è un ‘blocco’ e ogni informazione contenuta all’interno del singolo blocco è protetta da cancellazioni e modifiche. L’idea è che nelle situazioni in cui non c’è la possibilità di accedere alle banche perché manca l’identità giuridica del migrante, si usi questa tecnologia che permette i trasferimenti di denaro. E permette di farlo in sicurezza perché i dati sono memorizzati in modo crittografico. Dunque, in assenza di un’identità giuridica ce n’è una che è digitale. Nuove frontiere, i tempi cambiano. La rivoluzione del digitale è appena cominciata. Benvenuta innovazione.

 

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