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La Camera, nuovo Dg Irena: saremo il ‘braccio’ delle rinnovabili

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Il ruolo dell’Italia nel panorama internazionale delle energie rinnovabili e dello sviluppo sostenibile, le prospettive future, i prossimi passi per la lotta ai cambiamenti climatici. Di questo parla, con Fortune Italia, il nuovo Direttore generale di Irena, Agenzia internazionale delle energie rinnovabili. Francesco La Camera, che è attualmente Dg allo sviluppo sostenibile del Ministero dell’ambiente, è stato eletto da 110 dei 146 paesi votanti durante la nona assemblea dell’Agenzia, che si è tenuta ad Abu Dhabi.

Una nomina, quella di La Camera, che è anche un riconoscimento internazionale al sistema produttivo e energetico dell’Italia, che “è assolutamente all’avanguardia per quanto riguarda le tecnologie in campo energetico e le rinnovabili”, spiega il dg. Enel, ad esempio, “ha sicuramente una delle utility più importanti al mondo nel campo rinnovabili ed è il primo investitore in Africa”, mentre quello italiano è un Governo molto impegnato “nelle politiche per lo sviluppo delle energie rinnovabili”. La nomina è “il coronamento di un impegno anche in termini di cooperazione internazionale compiuto dal ministero dell’ambiente con le relazioni intessute in questi anni. Quindi più componenti hanno fatto sì che questa elezione fosse possibile, con il forte coinvolgimento e il supporto, oltre che del ministro Costa, della diplomazia italiana ed europea e degli amici in Africa, nei Caraibi e nel Pacifico con cui abbiamo lavorato insieme in questi anni e che ci hanno accordato la loro stima e il loro appoggio”.

Per La Camera, che comincerà il suo mandato di quattro anni negli Emirati Arabi ad aprile, “c’è l’esigenza di una trasformazione rapida nel sistema energetico globale, e Irena può giocare un ruolo importante in questa transizione”. L’urgenza è data anche dall’allarme sui cambiamenti climatici lanciato dall’Onu. Secondo il report pubblicato dall’Ipcc, la commissione delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, abbiamo circa 10 anni per non superare la soglia di 1,5 gradi di innalzamento delle temperature, che se oltrepassata porterà a un cambiamento permanente del clima e fenomeni naturali sempre più estremi. “Quello che emerge dallo studio è che modificare il sistema di produzione e energetico è urgente, la transizione è necessaria, e con i ritardi che si stanno accumulando si rischia di vanificare l’obiettivo del mantenimento della temperatura sotto la soglia dell’1,5, che è cruciale, tra le altre cose, per la sopravvivenza di molti paesi africani e piccole isole del pacifico”, ha detto il Dg.

Nella partita del clima, le rinnovabili giocano un ruolo fondamentale, che Irena cercherà di implementare. “La mia visione sul futuro dell’agenzia è stata al centro del mio intervento nella plenaria che ha preceduto il voto. Sostanzialmente l’idea è che l’agenzia, che con i suoi report e con le sue analisi è stata in questi anni la ‘voce’ delle rinnovabili, ne diventi anche il ‘braccio’”. Un concetto che si tradurrà in vicinanza e supporto “ai paesi membri dell’organizzazione, soprattutto ai paesi con minore capacità, per aiutarli a definire le proprie strategie energetiche e per poter trasformare queste strategie in realtà; saremo quindi più presenti sul campo, lavorando sull’innovazione, la capacity building, la costruzione dei progetti”. L’obiettivo del nuovo Direttore generale di Irena è quindi farla diventare “un’agenzia che sia più presente nel supporto pratico e non solo un’agenzia di analisi e reporting come è stata fino ad adesso”.

La Camera ha anche commentato il grande appuntamento sull’ambiente del 2018, la Cop24 che si è tenuta a Katowice, in Polonia. “Come ho avuto più volte modo di dire la Cop24 è stata un autentico successo, per tanti motivi. Il principale è che l’accordo di Parigi è operativo, tranne che per una parte relativa allo scambio di permessi sui mercati. È stato un negoziato molto complicato proprio per la natura tecnica delle decisioni”. Irena “non è parte dell’accordo di Parigi, ma è stata sempre presente in occasione delle varie Cop e lo sarà ancora”. Per quanto riguarda “i rapporti con la Banca mondiale”, che proprio a Katowice ha promesso un finanziamento da 200 miliardi di dollari per lo sviluppo sostenibile, “quello che io ho proposto alla plenaria di Irena è di lavorare a delle partnership che facciano sì che ovunque si parli di sviluppo in congiunzione con le rinnovabili, che è la condizione per cui la crescita economica sia sostenibile in termini ambientali. Quindi servono partnership sia con le istituzioni multilaterali sia col sistema multilaterale bancario”.

Tornando all’Italia, il Dg ha dato il suo giudizio anche sul Pniec, il Piano nazionale per l’energia e il clima inviato dal Mise alla Commissione europea. “Il piano è frutto del lavoro dei Ministeri dello sviluppo e dell’ambiente, e anche della mia direzione generale soprattutto per quanto riguarda le politiche fiscali che accompagnano il testo. Naturalmente si tratta di una proposta, dovremo ricevere le osservazioni della Commissione europea, quindi avremo circa un anno per perfezionarlo, perché poi i piani verranno approvati definitivamente alla fine del 2019. Mi sembra che sia un buon testo e che vada nella direzione giusta”.