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Tav: Salvini, finiremo opera. Di Maio, non si fa

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È di nuovo scontro sulla Tav tra le due fazioni al governo, ma i toni tra i vicepremier del cambiamento si fanno ancora più accesi. Questa volta Luigi Di Maio mette direttamente in discussione l’esistenza di un cantiere, e sulla base di questa nuova nuova ‘presa di coscienza’ liquida in maniera secca il discorso Tav: “Più che scontro aperto, sulla Tav il discorso è chiuso: possiamo semplicemente dire che finché il M5s sarà al governo quel cantiere non inizierà, perché non è stato scavato neanche un centimetro”, afferma a margine di un’iniziativa a Pescara. Dall’altra parte Matteo Salvini insiste che “lasciare a metà un’opera non ha mai senso“, e sottolinea: “ci sono ingegneri, operai, imprenditori, pendolari, italiani che non vedono l’ora che i lavori ripartano”. Cercando poi di tendere una mano ai pentastellati aggiunge: “Faremo tutto il possibile perché sia così, ridimensionando il progetto, tagliando megastrutture, tagliando sprechi per investirli in altro”.

Ma per Di Maio i problemi sono altri. La Tav non si deve fare, in cambio butta nel calderone un nuovo impegno che prende personalmente con gli italiani: “questo è l’impegno – afferma Di Maio – che prendiamo con gli italiani: sulla Roma-Pescara, la Asti-Cuneo, la Catania-Palermo. Dobbiamo fare queste opere e farle più velocemente di quanto fatto finora. I cantieri aperti vanno velocizzati e quelli da aprire devono andare velocissimi”. Salvini, invece, sulla Tav rassicura: un’intesa “l’abbiamo sempre trovata in questi mesi la troveremo anche su questo”, conclude.

E con un governo che rischia di andare in cenere, a buttare alcol sul fuoco ci pensa il figliol prodigo del Movimento Alessandro Di Battista che afferma: “se la Lega intende fare” la Tav, “c’è Berlusconi: andassero da Berlusconi e nemici come prima“.